Nemo propheta in web

Oggi ho indagato l’occorrenza di nome proprio abbastanza conosciuto: Gesù e mi sono accorto che ognuno dice la sua, nel senso che non si sa di preciso quanto volte il nome ricorra nel NT (boh, dipenderà dalla marginalità del lemma, perché il blog ha tutta una categoria dedicata alle occorrenze e risulta chiara la loro funzione).

CEI 1974, tuttavia, mi ha incuriosito e data una mano perché ferma, l’occorrenza a 633 volte e questo mi ha costretto a indagare, perché quel 6 che precede il 33 m’inquieta.

Ecco come, allora, sono giunto all’undicesimo anno di regno di Ezechia e cominciato a indagare giungendo a un passo estremamente controverso, cioè l’oracolo contenuto al capitolo 19 di 2Re.

Capite che abbiamo cambiato completamente tema di ricerca, ma ciò ci ha facilitati nella stesura del post che dice tutto da solo citando l’ottimo wiki che riporta la vexata questio dell’anno sabbatico e giubilare che appare nel testo di 2Re 19. Per cui, prima citiamo wiki, poi spendiamo noi due parole certi che rimarranno inascoltate, ma lo sappiamo: nemo propheta in web

WIKI


Libro dei Re: (parla Isaia) “… Questo ti serva come segno: si mangi quest’anno il frutto dei semi caduti, nell’anno prossimo ciò che nasce da sé, nel terzo anno semineranno e mieteranno, pianteranno vigne e ne mangeranno il frutto. Il resto della casa di Giuda che scamperà continuerà a mettere radici di sotto e a dar frutto in alto” (2 Re 19:20–30).
Isaia apparentemente sta informando Re Ezechia che se accetta di osservare l’anno di Shabbat quell’autunno (701 a.C.) e il giubileo l’anno successivo (700 a.C.) — sebbene non chiami nessuno dei due con il rispettivo nome in lingua originale — e poi aspetti di riprendere la coltivazione e la mietitura fino all’anno susseguente (699 a.C.), allora Dio agirà contro l’assedio di Gerusalemme da parte di Sennacherib (cfr. 2 Re 19:32–37). Non esiste altra occasione nel calendario ebraico in cui due anni di incoltura pianificata cadino consecutivamente, uno subito dopo l’altro. Ezechia apparentemente accetta, e l’assedio è scampato. Poiché la data dell’invasione di Giuda da parte di Sennacherib e l’assedio di Gerusalemme è fissato dagli archeologi nella primavera ed estate del 701 a.C., ciò comprova che le date che il Rabbinato considera anni sabbatici e giubilari sono errate: l’ultimo giubileo sarebbe stato il 2001 (perché non c’è anno “0” tra 1 a.C. e 1 d.C.), e l’anno sabbatico più recente sarebbe quindi iniziato durante Rosh Hashanah nel settembre 2014.[5][12]
Questa interpretazione, cioè che il passo di 2 Re (e il suo parallelo in Isaia 37:30) si riferisca ad un anno si Sabbath (shmita) seguito da un anno di giubileo (yovel), incontra difficoltà quando si esamina la lingua orioginale di questi due passi biblici. Il testo dice che nel primo anno il popolo doveva mangiare “ciò che nasce da sé”, che viene espresso da una parola in ebraicosaphiah (ספיח). In Levitico 25:5, la mietitura di saphiah è proibita durante l’anno sabbatico, rendendo quindi difficile da accettare l’interpretazione data sopra.
Esiste una spiegazione alternativa che evita tale difficoltà e che si rifà ad un vecchio commentario (1837) del teologo Adam Clarke.[13] L’assedio assiro era durato fino al tempo della semina nell’autunno 701 a.C., e sebbene gli assiri fossero partiti subito dopo l’annuncio della profezia (2 Re 19:35), questi avevano consumato il raccolto di quell’anno prima di partire, lasciando solo saphiah da recuperare nei campi. L’anno successivo il popolo doveva mangiare “ciò che nasce dallo stesso”, in ebraicoסחיש? (sahish). Poiché questa parola appare solo qui e nel passo parallelo di Isaia 37:30, dove è scritto שחיס, c’è dell’incertezza sul suo significato esatto. Se è lo stesso di shabbat ha-arets (שבת הארץ), per cui fu permesso mangiare durante un anno sabbatico come da Levitico 25:6, allora esiste una pronta spiegazione del perché non ci fu raccolto: il secondo anno, cioè l’anno che iniziò nell’autunno 700 a.C., era un anno sabbatico, dopodiché riprendeva la normale semina e mietitura nel terzo anno, come affermato nel testo.[12]
Un’altra interpretazione elimina tutte le speculazioni dell’anno sabbatico, traducendo il versetto in questo modo: “Questo ti serva come segno: si mangi quest’anno ciò che nasce da sé, e nell’anno prossimo ciò che cresce dai ceppi d’albero, nel terzo anno semina e mieti, e pianta vigne e mangiane il frutto.”[14] Secondo il commentario della Judaica Press,[15] fu l’invasione di Sennacherib che impedì al popolo di Giuda di seminare nel primo anno e Isaia promise che piante sufficienti sarebbero cresciute a nutrire la popolazione per il resto del primo anno e per il secondo. Pertanto, Isaia fornì veramente a Ezechia un segno che Dio avrebbe salvato la città di Gerusalemme, come narrato esplicitamente, e non un’ingiunzione riguardo al sabbatico (shmita) o al giubileo (yovel), che non sono affatto menzionati nel passo biblico.[14][16]

Come vedete, se ne sono dette di tutti i colori e le tonalità perché i conti non gli tornano. A noi invece sì, alla perfezione e i nostri, soltanto nostri, anni sabbatici e giubilari lo provano: il 619 a.C. fu sabbatico, mentre il 618 a.C. giubilare. Semplice.

Questo significa che:

l’oracolo è del 619 a.C.

Sennacherib assedia Gerusalemme in quell’anno

In quell’anno l’angelo fa strage liberando Gerusalemme dall’assedio

e che noi, abbiamo ragione, avendo fatto il nostro dovere per bene, ma come da titolo: Nemo propheta in web. Così hanno deciso.

Ps: in parte hanno ragione: con una faccia così…almeno la barba!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.