L’ora zero

Nel post precedente, che riassumeremo per sommi capi, abbiamo descritto uno stile narrativo che caratterizza Giovanni, il cui Vangelo propone un’atmosfera ansiosa.

Essa prelude alla crocefissione e morte: quello è il focus di Giovanni e su quella tensione emotiva costruisce 21 capitoli che partono placidi con il Prologo per poi iniziare lentamente una discesa che diviene grande salto nel vuoto alla Passione e morte, prima di incontrare la quiete del Lago di Tiberiade: la resurrezione.

Ecco, con una metrica tesa, Giovanni tiene incollata l’attenzione del lettore che sa, sin dal capitolo 7, che ci sarà un’ora fondamentale, drammatica che la profezia ha disposto (3 del pomeriggio o nona ora, cioè 3-9 il 39 d.C. di Daniele).

Abbiamo scritto che quell’ora sono le 15, cioè le 3 del pomeriggio come 3 sono le occorrenze della locuzione la “sua ora” nel Vangelo di Giovanni, la cui identità assume l’accezione sociologica di unicità, quindi.

Quelle 15 sono sincronizzate (tradotte) sul nostro “fuso orario” e la forzatura potrebbe apparire evidente minando il concetto, ma invito -e concludo- a riflettere su un punto: Giovanni usa “morte” nove volte, cioè l’occorrenza θάνατος (morte, 12,33) è 9, per un’ora nona matteana (27,50) che coincide, nella misura in cui “rendere lo spirito” significhi, da sempre morire, in questo caso alle 3 del pomeriggio, ma anche all’ora nona perché fu un avvenimento universale.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.