Natale a casa di Giucas

Vogliamo contare i tentativi di venire a capo del nome misterioso di Babilonia la Grande? O vogliamo soprassedere, che è meglio? Sì, è meglio, facciamolo che nessuno ha capito che niente rivela più l’uomo e l’istituzione della sua festa solenne, alla quale non rinuncia per niente al mondo ed essa è il Natale.

La Watch Tower ci è andata vicina quando l’ha definito il Natale il giorno del Sol invictus romano, perché lo è quella festa, lo è. Tuttavia la base geovista, a mio parere, non ha capito il fondamento del discorso: lo sono pure loro Babilonia.

Essi sono la sua Torre di Guardia e censiscono il dissenso, fanno quello che un tempo facevano i francescani, mi pare: di casa in casa a sondare gli umori per poi riferire a chi di dovere.

Questo la base geovista non lo sa, sebbene sappia che fanno rapporto ai superiori dopo le loro visite e quei rapporti salgono in alto se allarmanti; dopo di che si passa all’azione e si seda quel dissenso forse all’oscuro dei testimoni stessi, quelli dei campanelli, però, e che hanno fatto, magari, la prima visita e hanno udito “discorsi strani” catalogati, sulle prime, come “potenziale geovista”, quando è un potenziale dissidente e lo avete consegnato al gulag sociale.

Ma avete ragione: Natale è la Grande festa del Sol invictus e accomuna tutto l’Occidente cristiano e le sue missioni, facendone Babilonia la Grande, bene attenti, “madre di tutte le meretrici della terra”. Madre capite? Capite che dobbiamo mandare al macero i manuali di storia?

Lutero non fu o non è più Lutero: è cattolico e non esistono i Protestanti, sono solo “Figlia di cotal madre”. Così Enrico VIII: non è anglicano, ma è una Figlia sempre di “cotal madre” la Chiesa anglicana; mentre le rimanenti di “terra” erano già accasate, cioè nate in casa e la povera Filadelfia (Francia) fu figlia ribelle e la pagò con la Rivoluzione della madre, quando poi si dice che i figli sono scapestrati!

Ecco Babilonia mozzafiato, quella che toglie il respiro a Giovanni, quando la vede e per questo rafforza in concetto esclamando che fu fu preso da una meraviglia delle meraviglie (Ap 17,6), perché mai se lo sarebbe aspettato.

Infatti, Babilonia con i sacri paramenti cristiani non è spettacolo di tutti i giorni, signori, e il povero Giovanni va compreso se esclama: “Non c’è più religione!”, perché è lei che si oppone a Dio, ma lo fa travestendosi da Egli, cosicché la gente non ci si raccapezza più: “Possibile, così Santa Cattolica, Apostolica e Romana travestita e madre di trans?”. Possibile che sia Cattolica, Apostolica, Romana e Trans-nazionale?

Sì non solo è possibile: lo è, lo è meretrice madre di “tutte le meretrici della terra” (Ap 17,5) che tutto hanno fatto per denaro, tanto che Natale è la corsa al regalo più costoso, anche se periodo d’offerte, per i poveri s’intende, magari pure loro presi da un capriccio, perché tutto quel suo “sfrenato lusso” (Ap 18,3) non piace solo a lei, anche se se ne va perduto “in un ora sola” (Ap 18,17), come un’offerta a tempo, insomma, che va colta al volo.

Ecco chi è Babilonia che vi chiede il passaporto alla frontiera, documento inutile, credetemi: è un tutt’uno e quei confini sono solo lo strategico e romanissimo divide et impera con cui governa in un sistema solo apparentemente democratico e multiculturale.

Il Natale è uno solo, però, per cui non vedo tutta questa diversità. E’ un “centralissimo democratico”, cioè un attico di estremo lusso in cui si discute quanto si vuole, ma poi si fa come dico io e Natale è “quando lo dico io” e lo voglio io, cioè quando lo vuole il Mago Giucas, a cui Potter non è degno di allacciare neppure le scarpe: mica ha la responsabilità di Babilonia!

Credete che mi sbagli? A volte la soluzione è così semplice se si hanno i rudimenti di Apocalisse! Essa vuole 5 Chiese in “terra”

Pergamo (Italia)

Taitira (Germania)

Sardi (Inghilterra che ho cercato di far ragionare)

Filadelfia (Francia)

Laodicea (Spagna)

per un totale di 4 in terra emersa e una sotto: gli inferi (Sardi) che sempre terra sono.

E infatti Smirne (mare, Russia) celebra il Natale corretto, sebbene di Gesù ( i Magi simboleggiano il regno e dunque la storicità, che non è il Cristo, quello e messianesimo) il 6 gennaio, la nostra Epifania: mentre Efeso (cielo, Israele) non se ne cura nemmeno del Natale tanto che di uno studioso israeliano è la sciocca nota che wiki, in una voce che non ricordo, riporta, cioè che a Betlemme (circa 1000 metri slm) solo qualche pastore molto ubriaco fa pascolare il gregge alla mezzanotte del 25 dicembre.

E questo non è un caso, non è un caso che le cinque Chiese di terra siano accomunate dal Natale canonico (25 dicembre), mentre le altre due si siano dissociate. Quelle 5 sono figlie e a Natale ci si ritrova, si passa in famiglia da che mondo… è mondo!

Inoltre c’è da dire che è ancora più semplice se noi scriviamo sole in greco che sì, ha ἥλιος, ma noi preferiamo una traslitterazione dall’italiano, cioè σολε e calcoliamo 305 di ghematria, quando appare subito chiaro che quelle 5 festeggiano il Sol invicutus non perché convinte della necessità, ma perché la Vecchia altrimenti non sgancia un centesimo e sono abituate male: il lusso gli piace tanto, persino troppo, ma non hanno considerato che pure il Rolex da mila e mila euro che hanno al polso segna l’ora in cui tutto andrà perduto (Ap 18,17).

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