Strategia di un sacrifico

Quando abbiamo dedicato il post sulla cronologia profonda del Vangelo di Giovanni a Sua Maestà Carlo, si potrebbe pensare che abbiamo esagerato, esagerato nella dedica; esagerato nel contenuto, dove abbiamo viste quattro fasi in un Vangelo che è un’unica grande Passione perché tutto ad essa è finalizzato.

Infatti se lo sguardo di Luca, vedi anche categoria) si concentra sull’ultimo anno di vita e di predicazione, quello di Giovanni è concentrato sulla Passione e non a caso, quindi, la cronologia evidente, cioè quella che ordina a occhio nudo il Vangelo, si caratterizza per le Pasque che costituiscono il leitmotiv del suo Vangelo, tanto che ci chiediamo se il Canone non abbia prevista la chiusura dei vangeli con Giovanni per questa ragione, cioè la Pasqua che conclude la vicenda terrena di Gesù, seguendo magari lo stesso schema che illustreremo a breve, tanto che gli evangelisti da esso apparirebbero ordinati seguendo il Canone, per un antropomorfismo, quindi, tutto da riscoprire.

Le fasi, è bene ricordarlo, sono:

Prologo:  Gv 1,1–2,25

Fase interlocutoria: Gv 2,25–11,54

Fase conflittuale: Gv 11,54 fino alla Passione

Fase finale: morte e resurrezione

e non crediamo di aver sbagliato molto alla luce di Gv 2,20 quando Gesù minaccia il nuovo  ναός e la distruzione di quello esistente.

La guerra al sinedrio è dichiarata, ma non avevamo sinora descritta con precisione e certezza la dinamica, cioè la strategia dell’Uno e degli altri, come insomma si svolse la battaglia, che ebbe come epilogo il Golgota, che ancora divide, se ancora c’è chi ci vede un uomo sconfitto e chi un Dio vittorioso e tra questi Topping con la sua poesia che più di ogni altro ha saputo centrare il fuoco sulla vicenda.

In un altro post avevamo scritto che Dio ha dispensato la Sua sapienza ogni dove, cioè in popoli che solo apparentemente sono stati esclusi dal Verbo e solo dopo, magari, convertiti ad Esso. Si tratta, quindi, di una pioggia sul maggese biblico che non ha lasciate aride parti del globo, ma le ha ugualmente irrigate, come l’India di Gandhi, il quale ha descritte le fasi di quella battaglia ugualmente non-violenta e per molti versi simile a quella di Gesù.

Gandhi sosteneva che

Prima ti ignorano

Poi ti deridono

Poi ti combattono

Poi vinci

e noi in questo abbiamo visto il senso dei quattro cavalli (nello stesso ordine: bianco, rosso, nero e verde) apocalittici, dove tutto fa pensare a Gandhi se se ne legge il contenuto che parte dalla vittoria, ma nasce dall’ignoranza, cioè dall’essere ignorati, passando per la derisione e lo scontro aperto.

Tutto questo si presta, però, per comprendere cosa accadde a Gesù, Lui stesso:

Ignorato

Deriso

Combattuto

Vincitore

Ed ecco, Maestà, quanto Le scrissi tempo fa, ecco, infatti, le quattro fasi di Giovanni, basta solo cambiare la “Fase interlocutoria” con “derisoria” o “denigratoria” e tutto è uguale sebbene in ordine inverso, partendo dagli inizi:

Prologo: ignorato

Fase interlocutoria: deriso

Fase conflittuale: combattuto

Epilogo: vincitore

Infatti, Egli fu ignorato alla nascita. Non c’è un esponente del sinedrio a Betlemme, ma solo pastori e angeli a cui più tardi (circa 2-3 anni) si aggiunsero i Magi, ma babilonesi, si presume. Essi erano saggi, come quelli di oggi, ma non farisei o sommi sacerdoti, come ugualmente oggi. Nessuno che a Gerusalemme contasse celebrò l’evento: del tutto ignorato.

Poi, mi pare addirittura inutile dirlo, si passò alla derisione di piazza: chi lo copriva d’insulti (mangione e beone Lc 7,34); chi lo vedeva in compagnia di prostitute (Maddalena) e chi, per farla breve, pure indemoniato, anzi meglio, Belzebù in persona non Christi ma Satanae (Mt 12,24 per un versetto che è un Te Deum al numero 666 apocalittico che raddoppia!).

Poi lo hanno combattuto e qui l’episodio più importante, lo abbiamo visto, fu l’adultera, perché in quel processo di piazza Egli si rivelò Perry Jesus come noi Lo abbiamo chiamato scherzando, ma dicendo il vero sulle Sue capacità d’Avvocato (1Gv  2,1).

Da ultimo la croce che, come abbiamo scritto, ancora divide, ma segnò la sua vittoria e la dedicazione del nuovo ναός, tanto che se riprendiamo per un attimo il filo del discorso che ha aperto il post, capiremo subito che quei cavalli a questo conducono, conducono cioè alla sintesi della parabola terrena di Gesù e della Sua battaglia, nonché alla cronologia del Vangelo di Giovanni che si conclude con l’ultima e decisiva Pasqua o battaglia (si legga Topping sopra): la vittoria sul mondo e la dedicazione del nuovo. 
ναός.

A noi, adesso, non rimane che chiedersi manzonianamente “se fu vera Gloria” e consegnare “ai posteri l’ardua sentenza”, non senza Napoleone ed una mia poesia scritta e dedicata, ma che in fondo potrebbe benissimo essere anche letta, lì, sul Golgota, come cornice a un Sacrificio che permise la vittoria in quella partita a scacchi.   

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.