L’église profonde: la sposa bambina

I fatti di Oltralpe spingono a una riflessione sulla Chiesa di Filadelfia, una Chiesa anonima. Anonima perché non conosciamo né il suo nome, sebbene Filadelfia sia scritto, né il nome nuovo del suo Dio (ap 3,12) che reputa giusto tenerla  a battesimo per un’anagrafe scritturale.

Di certo conosciamo il premio che compone il suo riscatto dall’anonimato, perché essa è debole, ha “poca forza” (Ap 3,8) ma non ha rinnegato e questo fa di lei una chiesa spirituale che va oltre la “carne debole” perché il suo spirito “è pronto” (Mc 14,38) ed è ” l’onore” a cui essa non deroga, non potrebbe!

Quel premio discende dal cielo e si fa forza, come lei si è fatta forza e diviene per questo colonna del tempio, quando le colonne sono la struttura architettonica che regge tutto quanto l’edificio, magari non belle per il mondo, giusto i fregi dei suoi capitelli, ma per questo sublimi agli occhi di Dio che sa cogliere nella loro portata la bellezza di una forza spirituale che l’occhio umano invece passa oltre.

E’ un contrappasso dantesco, quindi, ciò che ci offre Apocalisse nella Lettera a Filadelfia: laddove la natura umana ha vissuto la debolezza, Dio ne fa Obelix, per un obelisco architettonico “roccia” (Lc 6,48) del tempio: incrollabile.

E persino il suo anonimato, se essa riceve un nome nuovo, è incanto qualora la chiave di lettura rimanga sì storica, ma possieda la Chiave, quella di Davide non a caso citata nella lettera, perché quella Chiesa, Filadelfia, si pretese Gallica, pretese un nome e un ruolo al pari di quella protestante e anglicana, ma si scatenò la repressione, la Rivoluzione francese che non è gallica, ma francese perché così la passa la storia, ma c’è un’ altra storia “Rivelazione” che ci parla di violenta reazione dove tutti vedono i Lumi, ma in realtà furono tenebre.

Si stroncò, la Chiesa gallica, con la Rivoluzione, non si fece la storia, ma anzi la si impedì. Sebbene il mondo celebri il fatto come epocale, esso fu un solo vizio di Roma constrictor che non poteva perdere la Francia, non poteva perdere Parigi “O cara” perché in essa si doveva consumare un matrimonio che fu ratto in realtà, tanto che l’ordine degli spiriti (Ap 5,12) delle sette chiese fu falsato, vedendo Gloria associato a Filadelfia, mentre onore a Sardi, ma è l’esatto contrario:


Giunte sono le nozze dell’Agnello: dategli Gloria (Ap 19,7)

e qui Roma ha perso la testa vedendosi l’esclusa in cambio di Cenerentola: Sardi. “Ferro ignique” gridò sul suolo francese quando il piano di sostituirsi a Sardi tenendo nozze segrete in Chiesa (cattolica) fu minacciato dal Diritto, cioè dalla Giustizia.

La Chiesa gallica “non s’ha da fare! Ne va delle mie nozze!” e prima di perdere la testa ne tagliò tante, perché Filadelfia era una sposa bambina a cui fu combinato un matrimonio. Sposina ribelle e terrorizzata, vero, ma pur sempre figlia e la si decapitò come nobile cittadina romana a causa della Giustizia (Ap 20,4), non crocefissa schiava.

“La promessa sposa” fu così che indossò il velo, ma nero per un lutto non nazionale, ma clericale per poi  nasconderla fra quattro mura, anonima al mondo, ma non a Dio che le ha dato la forza dell’onorabilità, facendone poi colonna, cioè un’onorata massaia francese che vale due uomini e tiene su tutta la baracca (Tempio) ed è bellissima così, con la pezzola in capo e le maniche della maglietta tirate su fino ai gomiti. 

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.