L’ora che volge il disio

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Prima di affrontare un post leggermente più complicato, ma ugualmente facile perché gioco con il greco classico, vorrei scrivere due righe a Levane, la Levane della mia nascita, quella che mi ha conosciuto e valutato, nel bene (poco) nel male (tanto).

Mi rivolgo, però, alle pecore, quelle che Giovanni al capitolo 10 del suo Vangelo “odono la Sua voce” la voce del Pastore, perché saranno pure stalline quelle pecore, per cui sporche di vello, ma le orecchie le tengono lustre per ben udire e non sporcare ciò che è dentro il vello che poi, in fondo, è quello che importa.

Ovvio, mi rivolgo alle pecore ignoranti, che son le meglio, ma di un’ignoranza santa, quella a cui si debbono baciare i piedi, non alle altre altre che non belano, mai belano: ragliano e basta.

Il blog ha tutta una categoria dedicata al Valdarno e a Levane che è caposaldo di una mia “teoria” che vuole il lago del Valdarno ancora esistente nel XIV secolo (i primi del 1300) e in essa c’è tutto quanto c’è da sapere, tranne un post sul Tasso che non tutti sanno essere standard scientifico esistendo un Tasso faunal unit.

Ma non molti sanno che Tasso etimologicamente potrebbe derivare da un termine ebraico (urge una ricerca del lemma) che potrebbe far luce su tutto, in particolare proprio sul Tasso faunal unit se riguarda l’enorme cimitero di grandi quadrupedi andati perduti sicuramente nel disseccamento “scientifico” del Pleistocenico, quando però il lago nel XIV era ancora quello delle “Chiare, fresche e dolci acque” petrarchesche.

E qui vien fuori la carambola, trattandosi, il Tasso, di una unità di misura scientifica, quando però non è assolutamente scientifico quanto sto per proporre alle pecore, cioè il nome stesso di Levane a rovescio che, in ossequio al omen nomen latino, secondo cui nel nome si cela un presagio, diviene enaveL cioè è nave L(lambda), ossia “era un lago (sfido chiunque a dire che prima del Pleistocenico si conoscesse il latino navis o che esistessero le navi!) e lo sanno ma per denaro (lambda, valore ghematrico 30, i trenta di Giuda) mentono”.

Ecco quella voce, la voce del Pastore che non è scientifica, levanesi, ma per questo è la Sua, l’altra è della nonnina dagli occhi grandi e la Bocca d’Ambra. No, nessun Buon Natale, tutt’al più il nostro paesano:”Sì, bona Pasquaaa!

Ps: è la casa dove sono nato, la casa dei Mucci, cioè di mia nonna Dina. I Re sono rinati nella sala, quella che ha la finestra in basso ala vostra sinistra, dove in pratica ho sempre studiato e dove ho appreso

Era già l’ora che volge il disio
ai navicanti e ‘ntenerisce il core
lo dì c’han detto ai dolci amici addio

(Purgatorio, Canto VIII)

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