Mille e non più, mille

Ho riletto più volte l’ultimo post e mi sono accorto che davvero Luca ci ha presi per mano guidandoci, se uno ha buona memoria e ricorda che il titolo di uno degli ultimi tre post era “I mille pezzi di un evangelista chirurgo“.

Mille pezzi abbiamo scritto, come mille sono i pezzi della croce che noi abbiamo “immaginato” fatti da Sisto V: mille per mille, insomma, quando quella croce era il “legno” del “come Cristo ti adoro” ma come legno ti spezzo, ti spezzo, cioè, come Gesù, spezzo la tua storicità, quella stessa che Luca aveva ricercata e resocontata per presentarla a Erode.

E’ quasi una nemesi quella mano lucana che ci stringe e guida e noi ringraziamo, da pazzi che siamo, dicendo: “Grazie Zio”, non come avviene qui, dove se insegni a muovere i pezzi degli scacchi, ti salutano sull’usciolo con  un sonoro “Vaffanculo!” che non sa neanche parlare ma quello lo dice bene; come dice bene: “Stronzo!” dopo una partitella a un biliardo improvvisato e chili di gelato e litri di coca, mentre delle merende ho perso pure il numero.

Ad Assisi dicono che gli curino i denti, sì, ma per mordere.

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