Donna, ecco tuo figlio

Cara Sardi, perdonami se non uso le maiuscole nei pronomi, vado di fretta e l’argomento stringe. Stringe perché è molto importante alla tua luce e a quella dell’imminente Natale che cadrà il 10 agosto prossimo.

La tua luce è quella della Donna vestita di sole che celebra Apocalisse e l’argomento sarebbe lungo perché con Antipa quella maternità prende forma, se l’unione dei rispettivi valori ghematrici della “donna” e di “Antipa” collocano il tuo parto nei cieli cronologici dell’ultimo anno di regno Salomone (909 a.C.), quando il Regno fu diviso e dunque divisa sarà la storia che quel parto segnerà.

Ti dirò che proprio il Natale prossimo potrebbe dividerla tra coloro che lo vogliono fermo a una tradizione falsa; e coloro che preferiscono essere “feriti a causa della verità, invece che essere consolati da una menzogna”.

E’ il Natale che ti caratterizza. Un Natale per cui tu gridi a causa delle doglie, quelle stesse che prova la donna “vestita di sole”, con una “corona di dodici stelle” e “la luna sotto i suoi piedi” che mi ha sempre fatto molto pensare e ne ho date due letture:

la prima fa riferimento alla luce perché le stelle, il sole e la luna sono le luminarie naturali del nostro pianeta. Ella, quindi, è piena di luce, è “piena di grazia”.

La seconda è più importante perché quelle stesse luminarie del cielo segnano con le stelle le stagioni; con il sole l’anno e con la luna i mesi come indica la Bibbia. Non so dirti della luna (ci penserò), ma di quella “veste di sole” e ancor più della tua corona so dirti qualcosa.

Quella “veste di sole” che tu indossi simboleggia il calore e la luce al suo massimo grado e questo conferma quanto noi abbiamo scritto nella categoria dedicata al Natale, tanto che, appunto, facciamo gli auguri per venerdì prossimo, 10 agosto.

La prova che i nostri calcoli sono esatti riposa nella tua corona formata non a caso, cioè non a “simbolo”, da dodici stelle. Tra le costellazioni solo una ne ha dodici ed è Eridano che spunta nell’emisfero boreale a novembre e dunque, dopo nove mesi esatti, è agosto quando noi abbiamo scritto che cade il Natale, cioè la Donna partorisce.

Da sempre quel parto è stato indicato come quello di Gesù e dunque Apocalisse non fa altro che riproporne i tempi, perché se Lui è nato ad agosto, la Donna vestita di sole non può fare altrimenti e infatti la sua “corona di dodici stelle” è Eridano che spunta novembre e dopo nove mesi è agosto, quando le doglie del parto hanno termine.

Paradossalmente, quella costellazione la si riteneva “spremuta”, conosciuta sotto ogni profilo, mentre Apocalisse ha riaperta l’intera questione, perché diventa adesso interessante un’indagine sulle stelle che la compongono; sui loro nomi che, se greci, obbligano a indagarne, magari, il mito che racchiudono e i rispettivi valori ghematrici. Insomma c’è lavoro per i tuoi astrofisici i quali, certamente, non ti mancheranno e forse saranno lieti di scoprire una nuova costellazione che solo Apocalisse poteva scorgere nel cielo biblico e fisico.

Forse ti starai chiedendo perché sei tu quella Donna. Beh, quel bambino è l’υἱός e il suo valore ghematrico è 486, quando il 486 a.C. segna l’eclissi del VAT 4956 che data l’intero esilio babilonese permettendo il calcolo dell’ultimo anno di regno di Sedecia che coincide con il trentasettesimo anno di regno di Nabucodonosor.

Ma non solo, da quell’anno dipendono tutti i Re e la tempistica del secondo tempio creando una scala cronologica enorme.

L’ho già scritto nella lettera precedente: il tempo è la tua missione; tu devi riportare la storia all’ora esatta; tuo, dunque, è quell’υἱός. Abbine cura: ti è stato affidato

I miei omaggi

Giovanni

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