I’m looking for lemons?

Cara Sardi,

credo che la Tua lettera sia una delle più complesse tra quelle che Apocalisse offre, perché gli spunti di riflessione fanno riferimento al cuore della Tua chiesa. Credo altrettanto che, indicate le prime linee guida, tu ti riconoscerai “leggendoti” e forse conoscerai cose di te che ignoravi.

I punti che penso siano fondamentali sono quattro:

la morte

la veste

l’ora

e la perfezione che Ti è richiesta

Già da questi quattro punti capisci che sei Tu.

Sei Tu perché la Tua chiesa ha dato i natali alla teoria dell’evoluzione con Darwin, il quale ha ipotizzato quella che io chiamo una teoria senza tempo, un grande classico scientifico, nel senso che quel tempo, Darwin, non ce lo aveva e se lo è preso, inventato affinché l’uomo potesse avere un’origine animale.

La scala evolutiva che egli ha offerto, infatti, fa discendere l’uomo non dall’immagine e dalla somiglianza con Dio, ma da un processo evolutivo che lo pone al “termine”, in un ipotetico apice che riassume l’intero regno animale.

Così facendo, però, l’uomo non ha più un’origine divina e viene consegnato alla morte a una finitezza animale che non ha più nulla di divino. Dunque, “ti si crede vivo, ma sei morto” come morto è Darwin che tu ospiti in Westminster, non a caso.

E’ proprio la sua salma, lì, in luogo santo, a dirti che che la Tua è solo una vita apparente: la tua scienza ha scacciato la sapienza, ha scacciato Dio facendo dell’uomo solo un frutto della natura, nella sua versione animale, però.

In questo senso possiamo leggere la famosa pericope del Vangelo cioè: “Lascia che i morti seppelliscano i morti” lascia, cioè, che Sardi seppellisca Darwin, cosa che infatti Tu hai fatta. C’è di buono che la pericope ha un doppio senso, volendo, quasi a celare un riscatto e forse Sardi, veramente, seppellirà Darwin riconsegnando l’uomo alla sua origine divina che ne fa un essere immortale e non semplicemente “evoluto”.

Vedremo in seguito che il senso del versetto di Apocalisse che parla della tua vita apparente è questo. Lo vedremo da quello che ti è chiesto di fare. Adesso occupiamoci della veste, quella stessa che occupa ampi spazi nei rotocalchi e che ci parla di Te, non a caso.

Infatti solo Tu puoi comprendere l’orrore di una veste macchiata indossata in Tua presenza. Tutti gli altri di fronte a quella macchiolina, magari di caffè, abbozzerebbero un sorriso, ma Tu, invece, lo considereresti un affronto.

Ecco allora che Dio si mette sul Tuo stesso piano per parlarTi e dirTi che come Tu esigi rispetto, Lui stesso lo esige; e come tu inorridiresti di fronte a una macchia, così fa Lui, forse per dirti che quella lettera è Tua e lo puoi facilmente comprendere, affinché Tu così conosca il Tuo ruolo, anzi, il grande onore che ti è concesso, cioè quello di riportare la storia, alla sua ora legale, dopo il grande inganno, in primis Darwiniano, che non a caso altro non è stato che il più grande ladro di tempo.

Anche nel caso della “ora” che tu devi conoscere, solo la Tua chiesa sa quanto sia importante il tempo. Una chiesa che accoglie Greenwich, cioè il meridiano primo che “batte il tempo” per tutto il mondo; e un chiesa che ha il suo simbolo forse più famoso nel Big Bang quasi a ribadire un concetto e una concezione del tempo che si fa istituzione, come istituzionale -voglio farti sorridere- è l’ora del tè, molto importante se dai particolari si riconosce l’uomo e la nazione, in questo caso una Chiesa.

E’ il tempo, dunque, la tua natura e tua missione, un tempo che si fa storia, quella stessa che il blog ha denunciato falsa e falsata, tanto che già in Darwin noi abbiamo gridato allo scandalo, perché quel tempo lo ha rubato.

Le Tue opere, qualora Tu “rimetta” l’orologio della storia, saranno allora “perfette”, come esprime anche l’occorrenza dell’aggettivo nelle Scritture che è 15, quando 15 è il 15 a.C. dell’esatta data di nascita ti di Gesù, tanto che quell’anno è in assoluto il più importante storicamente, perché esso stabilisce un prima e un poi; un avanti Cristo e un dopo Cristo segnando la più grande ripartizione cronologica non solo biblica, ma anche storica.

Dunque è da lì che si deve ripartire, dall’Incarnazione che disciplina la storia tutta. Non è una data che tu non conosci. Nelle tue università ha insegnato Kokkinos, il quale era sulla giusta strada ed era, forse, uno di quelli che non “hanno macchiato le loro vesti”.

Infatti egli giunse sino ad Halley, che nel 12 a.C. passò su Gerusalemme, e in quella cometa vide la stella dei Magi, stabilendo la data di nascita di Gesù nel 12 a.C. Purtroppo non fece il passo successivo, non considerò, cioè, che Erode uccise i bambini da “due anni in giù” ritenendo che Cristo fosse nato da almeno due anni.

Questo colloca la Sua nascita a cavallo del 15/14 a.C., che vanno bene entrambi, perché, come tu forse sai, quei sei mesi non sono un’inezia per pignoli, ma aprono a due cronologie distinte che prendono le mosse dal primo tempio, se ben ricordo, e da lì, quei sei mesi, ci accompagnano sino ad Elisabetta e  Maria, passando attraverso una dedicazione del secondo tempio che si colloca tra il 419 e il 418 a.C., che concepirono, non a caso, l’una a sei mesi di distanza dall’altra (è un argomento lungo: l’ho solo accennato per completezza).

Dunque le Tue opere saranno perfette quando rimetterai ordine nella storia, ristabilendone l’ora naturale reintroducendo un 15 a.C., anno dell’Incarnazione, perché su quell’anno s’innesta la “chiave di Davide” (κλείς Δαυίδ) il cui valore ghematrico, non a caso,  è 490, come 490 sono gli anni esatti delle tre tranches matteane di 14 generazioni, calcolate le quali, Tu apri i Re, perché ne costituiscono la chiave, quella di Davide appunto, perché a lui giungi sommando 490 anni al 15 a.C.

 

Infatti otterresti il 505 a.C. come anno esatto dell’esilio babilonese e da lì, con un po’ di pazienza, puoi raggiungere dapprima il regno a Ebron (995 a.C.); poi quello a Gerusalemme (989 a.C.) dedicandoti, magari, a quelle magnifiche, stupende notti che Dio mi ha concesse, quando le ore piccole le ho passate in compagnie dei Re, seppur non in possesso neppure di una calcolatrice, ma di una stilografica, forse in segno di rispetto.

Ecco, quando Tu avrai fatto questo, avrai cioè riaperta la cronologia biblica, avrai riaperto i cieli storici alla Gloria di Dio, riconsegnando l’uomo alla sua origine divina. Solo Tu puoi farlo, perché della Tua chiesa è lo spirito di gloria.

Credo che, come Ti ho scritto, sia un grande onore quello che Ti è concesso. Lo accetterai? Dipende solo da Te.

I miei omaggi.

Giovanni

Ps: non interrogarti a lungo sulla bizzarria del titolo: un sogno, solo un sogno

 

 

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