Che briscola!

briscolaDopo la lunga parentesi valdarnese che ha interrotto il nostro solito argomento, cioè la cronologia biblica, ritorniamo per un attimo sull’argomento nostro solito comparando i due studi, nel senso che vogliamo conoscere se le conclusioni a cui siamo giunti nel primo (Valdarno) si possano applicare anche alla cronologia biblica, perché tutto è unito dal metodo, non nostro ma della scienza.

Che Pelago, il lago del Valdarno, fosse vivo e presente nel XIV secolo ci appare ormai ovvio, perché troppe sono le prove di uno scempio che si è voluto censurare falsando le fonti che di quel lago parlavano. Fonti di primaria importanza e fama come Petrarca, Dante e Boccaccio e una stampa che crediamo abbia tagliato la testa al toro, a cui si aggiunge il capolavoro leonardesco de La Gioconda, la quale testimonia la memoria dei luoghi che nel XVI secolo non era a andata perduta e così Leonardo ha potuto attingervi ritraendo, alle spalle di Monna Lisa, il lago che la stessa critica aveva scorto, ma mai avrebbe potuto pensare a un bacino che la scienza voleva prosciugato nel Pleistocenico, cioè 100.000 anni fa. Ovvio, allora, che quella “zona blu” del ritratto fosse un enigma che solo uno studio specifico sul Valdarno poteva sciogliere, perché l’unico capace di datare il prosciugamento del lago nel secolo e mezzo, più o meno, precedente l’opera di Leonardo.

Dunque l’errore di datazione ne ha partoriti altri, perché la cronologia è sì un intarsio, ma ancor più è un domino in cui, caduta una delle tessere, ne trascina con sé un infinità di altre. Siamo certi che il metodo della datazione riguardante il prosciugamento del lago abbia fatto appello allo scibile scientifico che si vuole, universalmente, infallibile, tanto che definire una materia o una conclusione “scientifica” quasi sempre è sinonimo di esattezza.

Beh, lasciatemelo dire: un errore di oltre 100.000 anni non lo definirei esatto, o meglio, è esatto, ma come esempio di errore, che tra l’altro neppure lo è errore alla luce della falsificazione sistematica delle fonti perché quella è davvero metodo “infallibile”, dalla scienza alla briscola, perché talvolta, per vincere, si può solo segnare le carte, cosa che hanno fatto e che gli ha permesso di gridare alla vittoria, sebbene per poco.

Ci viene il dubbio, allora, che queste conclusioni scientifiche, cioè sedicenti inoppugnabili, siano le stesse a cui si è giunti quando la scienza si è occupata del VAT 4956 che data l’eclissi lì descritta al trentasettesimo anno di Nabucodonosor, cioè nel 567 a.C. e da lì ricava tutta la cronologia dell’esilio; tutta la cronologia dei Re e l’intera importantissima questione del secondo tempio che la scienza fa coincidere con la dedicazione nel 515 a.C.

Questo blog si è sempre battuto per una cronologia assolutamente diversa, tanto che colloca l’esilio non 586 a.C., ma nel 505 a.C.; come colloca la dedicazione del secondo tempio non nel 515 a.C. ma nel 418 a.C. a un secolo di distanza, addirittura.

Vorremmo dire che in questa battaglia siamo stati soli, ma saremmo molto ingiusti, perché fondamentali sono stati coloro che ci hanno incoraggiati e ci hanno dato forza di resistere e scrivere, scrivere e scrivere ancora.

Sono coloro che come noi hanno creduto al grande bluff storico e scientifico che prima vorrebbe imporre 100.000 anni al posto di 700 o quasi (1321-2018) per lo scempio del lago; poi hanno creata una cronologia frutto di una partnership fra coloro che hanno demolito e coloro che hanno costruito ex novo una cronologia biblica che, come il lago, fa acqua da tutte le parti, perché quel 567 a.C. del VAT 4956 si colloca in realtà nel 486 a.C. a quasi un secolo di distanza.

Ci viene davvero il dubbio, allora, sull’agire scientifico che prima secca un lago nel Pleistocenico sbagliando di 100.000 anni; poi, entusiasta del lavoro, rivolge la sua attenzione alle stelle e lì sbaglia di quasi 100 anni, quando 100 anni in una cronologia biblica sono un enormità come 100.000 nella storia geologica

Insomma sia che si tratti di stalle (laghi) che di stelle, non se n’è azzeccata una col metodo scientifico che vorrebbe far posto a una teoria senza tempo, l’evoluzionismo, che se lo è preso quel tempo, cioè ha segnato le carte per poter vincere a briscola, ma è stata fermata sull’uscio del bar col salame tra le mani.

Ps: se la scienza si ritenesse parte lesa si rivolga a chi ha fornito il mazzo di carte e faccia causa.

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