Denuncio, non per me ma per mia madre

Domattina al più presto denuncerò alla Polizia il tentato omicidio stradale che vorrebbe coinvolti me e mia madre. Avevo già messo al corrente il lettore del frontale evitato con il nipotino a bordo; avevo già informato il lettore della presenza costante di una Jeep dei Carabinieri sul mio percorso, sempre il solito: casa-ospedale; avevo già informato il lettore del frontale a velocità sostenuta evitato per un soffio solo perché ho tenuto la mia mano saldamente, altrimenti la solita Jeep dei Carabinieri mi avrebbe fatto impattare avendo invasa la mia corsia in quella curva chiusa ma veloce; come ho sempre informato il lettore che da più di un anno a questa parte incontro sul mio cammino -ed esco solo per ospedali-  almeno una pattuglia.

Adesso informo il lettore che la denuncia alla Polizia non vuole tutelare me, ma mia madre costretta a cure mediche due volte alla settimana. L’ultimo frontale che l’ha messa a rischio ha una dinamica studiata nei dettagli: tu che devi girare a destra per imboccare la strada bianca che conduce a casa. Una macchine, nera, che ti si piazza letteralmente al culo pressandoti e facendoti perdere la calma. Tu che svolti a destra sulla strada bianca che all’imbocco presenta una brevissima curva a gomito che impedisce la visuale e quando sei svoltato, dopo neanche metro, l’auto del vicino che viene dritta verso di te che riesci a evitare lo scontro per un soffio, nonostante la strada bianca renda molto incerta la frenata.

Sono certo che il cuore di mia madre, che soffre di pressione alta, non avrebbe retto allo schock di un frontale repentino e improvviso, consegnandola all’ospedale se non peggio. Un terrorista che ha ucciso 20 persone in un attentato e che fugge con l’ostaggio, non è assalito dalle Forze dell’ordine per tutelare l’incolumità dell’ostaggio stesso: come mai questo riguardo non mi è usato? Come mai la vita di mio nipote e quella di mia madre sono state messe in gioco? Sono così pericoloso io che vado solo per ospedali?.

Tutto ciò rivela l’odio, che mal si concilia con la legge, un odio che non si ferma di fronte a nulla, si tratti di un bimbo che di un’ottantenne. Denuncerò, di modo che se riuscissero nell’intento, nessuno potrà appellarsi, come vorrebbero, a un increscioso incidente: se ci scappa il morto è omicidio premeditato.

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