“Bocca d’Ambra” o della verità?

Ieri ci siamo occupati della stampa che ritrae il ponte sull’Ambra a “Bocca d’Ambra” e siamo giunti a una parziale conclusione: l’acqua del torrente sia che si tratti di “Bocca d’Ambra”, come spiega la dicitura; sia che si tratti di Levane, come aggiunto in seguito, è troppa, perché in entrambi i punti del torrente mai si raggiunge un livello che permetta all’imbarcazione ritratta di navigare.  Rivediamo la foto:

Ponte_levane

Come abbiamo scritto ieri, circa la stampa si consuma un qui pro quo interessantissimo per le conclusioni che tireremo. Infatti l’originale riporta Bocca d’Ambra; la didascalia della foto indica invece Levane: chi ha ragione?

Partiamo col  dire che io mai ho avuta notizia di un ponte a Bocca d’Ambra, mai. Sono zone che conosco bene e tuttora non sono presenti ruderi che facciano pensare a un ponte. Se poi prendiamo alla lettera quanto riporta la dicitura della stampa, cioè che il ponte fu costruito nel 1844 dall’Ing. Castinelli , risulta assolutamente impossibile che non solo non sia ancora in piedi, ma che crollando, magari durante Seconda guerra mondiale, non abbia lasciato traccia, tant’è che a “Bocca d’Ambra” c’è sì un ponte, ma è una passerella di legno sospesa sul fiume.

Dunque quella localizzazione appare impossibile e dobbiamo occuparci della seconda, cioè che il ponte fosse situato a Levane, proprio a fianco della mia casa natale. In questo caso ciò che risulta inverosimile è di nuovo il livello dell’acqua, troppo alto per un torrente che d’estate è in secca o quasi. Com’è possibile la navigazione con una barca che ospita comodamente due persone lasciando molto spazio di carico? Per noi è impossibile e lo prova anche il fatto che a fianco della barca c’è il soggetto della stampa, cioè il ponte che la rende inutile come mezzo di trasporto, trasporto, come abbiamo scritto, impossibile per quasi tutto l’anno esclusa la stagione delle piene, che sì aumenta il livello delle acque ma rende la navigazione oltremodo pericolosa.

Dunque “Bocca d’Ambra” non è e non è neppure Levane, ma allora dov’è quel ponte benedetto? Una soluzione credo ci sia e sarebbe incredibile, perché costituirebbe la prova più evidente dell’esistenza del lago nel XIV secolo. Infatti, qualora fosse esatto scrivere che sì, la dicitura originale ha ragione, cioè che il ponte era situato a “Bocca d’Ambra”, noi dovremmo chiederci di quale “Bocca d’Ambra” si tratti: quella successiva al prosciugamento del lago che si colloca a tutt’oggi alla confluenza del torrente con l’Arno; o “Bocca d’Ambra” precedente il prosciugamento del lago, che necessariamente si colloca molto più a monte di quella attuale perché confluiva naturalmente nel lago stesso?

Secondo noi, ma ne daremo prova, è assolutamente fondata la seconda ipotesi: “Bocca d’Ambra” era sì il luogo dove si ergeva il ponte, ma sotto Bucine, però, perché sin lì arrivava il lago come potrebbe facilmente dimostrare una cartina topografica.

Allora non rimane che chiedersi se in quella parte del territorio di Bucine ci sia qualcosa che lasci pensare a un ponte, magari delle vestigia, perché noi abbiamo scritto che “Bocca d’Ambra” è quella precedente il prosciugamento del XIV secolo e si colloca nel territorio di Bucine. Ecco allora la prova: poco sotto il nuovo ponte ferroviario c’è ancora il ponte romano che caratterizza il paesaggio, ponte che , come dicevamo, era situato a “Bocca d’Ambra”, cioè nei pressi del punto in cui l’Ambra non confluiva nell’Arno (molto distante), ma nel lago. Vediamolo la foto di ciò che rimane del ponte romano

ponte romano

La presenza di un ponte a “Bocca d’Ambra” (Bucine) precedente il prosciugamento del lago, spiegherebbe anche l’insolito livello delle acque li ritratto nella stampa che sin da subito ci aveva colpiti, perché alla confluenza con il lago, l’Ambra è ovvio che risentisse delle sue acque e innalzasse il suo livello sino a rendere possibile la navigazione di una grossa barca che in quest’ipotesi è ben giustificata, altrimenti rimane un mistero.

E’ ancora valido, quindi, quanto ho scritto ieri: solo un esame architettonico del ponte può non solo provare l’ipotesi (il ponte della stampa è quello ritratto nella foto sopra), ma renderla addirittura certa. Un esame che adesso diviene comparato, nel senso che è possibile comparare il ponte ritratto nella stampa con i ruderi attuali offerti dalla foto e se qualora coincidessero, dicendoci che si tratta dello stesso ponte, ci direbbero anche che quello è il ponte della stampa e quel punto è Bocca d’Ambra, in origine situata alla confluenza con il lago del Valdarno e non con l’Arno.

Saremmo di fronte, allora, all’ennesima menzogna, perché Ridolfo Castinelli, l’ingegnere che si dice abbia costruito il ponte, sarebbe pura invenzione trattandosi di un ponte costruito invece dai romani. Una menzogna che aveva l’unico evidente fine: sviare possibili ricerche e distruggere le prove dello scempio naturale e scientifico, quando quest’ultimo diverrebbe addirittura fraudolento, perché siamo certi che tutto si è consumato per permettere una datazione in linea con quella attuale che immagina centinaia di migliaia di anni parlandoci del Pleistocenico come epoca del prosciugamento del lago, quando esso era vivo e vegeto nel XIV secolo, come dimostra addirittura una stampa, non bella come La Gioconda, è vero, ma per questo molto più efficacie. Non trovate?

2 pensieri su ““Bocca d’Ambra” o della verità?

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