I cinque anni di un Papa e di un lago

cinqueCrediamo sinceramente che di cose serie il blog le abbia proposte, cose che anche la scienza, non nostro unico fine, riconosca come tali. Tuttavia è piacevole anche proporre spigolature in tutti e per tutto simili a vezzi che uno si concede perché li trova davvero curiosi.

Noi abbiamo indagata la Scrittura alla luce di una cronologia censurata per far posto a una Vulgata che si vorrebbe scientifica ma che, a un esame attento, ha davvero ben poco del rigore scientifico: lacune, errori, vuoti di memoria, falsificazioni e farneticazioni credo non appartengano al serio mondo della scienza, ma tutto può essere.

Certi di questo abbiamo ricostruita una cronologia biblica dai suoi albori, cioè dall’Anno Mundi dando ragione di tutto. Poi ci siamo chiesti -e abbiamo chiesto- da dove provenisse quella cronologia che da sola non poteva essersi proposta.

Siamo così giunti alla conclusione che era quella esatta, sebbene ritenuta infondata; mentre quella esatta e ritenuta fondata è farlocca ed ha un responsabile: il falso profeta che nella sua evoluzione animale (ha infatti due corna come un agnello, ma parla come il dragone, Ap 13,11) è divenuto falso profetismo e fa scuola, ahinoi.

Il falso profeta fu, sempre secondo noi, Sisto V Peretti che prima scrisse la sua Sistina stuprando la Vulgata (padre A. Maggi); poi generò una piaga sociale quale l’alcolismo, perché il ‘600 impose, manu militari, il suo personale nuovo corso e a tutti non andò giù, non andò giù che per farlo ci fosse stato bisogno di stuprare “la vecchia” (Vulgata).

Sisto V fu Papa per cinque anni (1585-1590) e questo, alla luce di tutto quanto sopra, ci dice che il falso profeta operò in prima persona (a lui succedettero i figli, però) solo un lustro sebbene, come falso profeta, sia destinato, seguendo Apocalisse, a un eterno lago  di fuoco (gogna e vergogna) assieme alla bestia.

Quel lago noi abbiamo scritto essere, magari in  preda a un delirio, il Valdarno che prima di lui la corte pontificia aveva prosciugato artificialmente per velocizzare le comunicazioni e i trasporti, quando tutti -e dico tutti, compresa Roma e il suo sterminato impero- mai avessero pensato a uno scempio tale, fatto contro natura perché fu proprio contro la Natura.

Il lago fu prosciugato in cinque anni, noi abbiamo scritto, cioè tra il 1316 e il 1321 e dunque abbiamo che il falso profeta regnò cinque anni e il lago in cui sarà gettato, secondo la nostra interpretazione di Apocalisse, fu prosciugato in cinque anni, creando un’identità cronologica che ha il suo trait d’union proprio in un lago, quello che ci ha consegnato Apocalisse riservandolo al falso profeta.

Lo ripetiamo: è una cosa bizzarra quella che stiamo proponendo, tuttavia ci sembra davvero insolito che l’intero nostro ragionamento non faccia una piega e ci viene da sorridere, non come Monna Lisa, che impareggiabile si è scelta la location valdarnese, ma come se fossimo tra vecchi amici e ti scappasse detto: “Ma lo sai che… curioso non trovi?”.

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