“Prendete e bevetene tutti”. Il calice del suo sangue

sisto.jpgLa curiosità di conoscere chi abbia fondata la psichiatria mi ha spinto alla ricerca nel web e l’insostituibile wiki ha offerta la voce, suddivisa per epoche. E’ così che ho letto che nel Medioevo i malati di mente erano posseduti, quando sarebbe più appropriato scrivere “vessati”. Ed è sempre così che mi è venuto in mente il libro e il film “L’esorcista” dove il demone babilonese Pazuzu è evocato perché responsabile della possessione.

Quel Pazuzu è il demone da esorcizzare e”colpisce la testa! E’ potente, colpisce la testa, non lo ascoltare!” intima il vecchio ed esperto esorcista a padre Karras, il giovane. Pazuzu è l’etimo che origina l’italiano pazzo e dunque i pazzi sono le sue vittime. Forse la psichiatria dovrebbe cercare lì la causa delle turbe psichiche, perché laddove c’è un effetto, immancabilmente c’è una causa, lo insegna proprio la scienza.

Ma una causa ci fu anche quando l’alcolismo, stando alla stessa voce di wiki relativa alla psichiatria, ” a partire dal Seicento iniziava a divenire un problema generale su larga scala per numerosissimi individui” e noi ci chiediamo, perché? Perché proprio nel ‘600 la gente si gettò nel bicchiere? O come mai quel secolo ha lasciato scritto ai posteri il suo dramma?

Noi in parte conosciamo quel secolo, certamente lo conosciamo da una prospettiva diversa rispetto a quella solita, quella dei libri, libroni e libracci, perché la Bibbia divenne in quel secolo un libraccio taroccato.

Nel 1585 salì al soglio pontificio Sisto V Peretti quello che, lo abbiamo visto, tenne a battesimo, cioè ordinò la fabbricazione, i sampietrini che rivestono le nostre vie e centri storici. Essi sono il simbolo di una lapidazione per parola, una parola divenuta pietra perché tratta e ispirata da colui che aveva un cuore di pietra: Sisto V “che non perdonava neanche a Gesù Cristo” (Radiomaria).

La sua durezza fu necessaria per imporre il nuovo corso e il nuovo libro, la bibbia Sistina, a l’intero cattolicesimo, tanto che di lui si scrive, in wiki, che di fronte a una croce sanguinante che gli fu chiesto di visitare egli esclamò: “Come Cristo ti adoro; come legno ti spezzo” e presa un’ascia la spezzò davvero in mille pezzi quella croce sanguinate che era l’ultimo tentativo di farlo tornare sui suoi passi.

Passi che invece compì per intero segnando un percorso di perversione che lo portò a “stuprare la Vulgata” (Padre Alberto Maggi) e farne quel libraccio che è tuttora, falso e falsato da Genesi ad Apocalisse.

Sisto morì nel 1590 dopo aver compiuto l’opera di satana a cui -ne siamo certi- molti si opposero e ci rimisero la vita, ma a tutti gli altri non rimase che il bicchiere dove affogare il ricordo dello stupro del Libro sacro, la Bibbia, a cui assisterono impotenti e non se lo perdonarono.

Altri -ne siamo altrettanto certi- organizzarono una resistenza passiva che però non sfuggì al demone di Sisto, da noi non a caso individuato come il falso profeta apocalittico, ma furono vittime di un linciaggio a parole, parole come pietre: i sampietrini inventati ad hoc e scagliati con ferocia demoniaca dai Sanpietrini, cioè i fedeli al nuovo corso, alla menzogna Sistina.

Ecco, signori psichiatri, la causa per cui il Seicento fu il secolo dell’alcolismo cronico, di una piaga sociale che è passata alla storia perchè partorita dalla storia, quella di una Chiesa cannibale che nel ‘600 divorò i suoi migliori figli.

Lo abbiamo scritto, dottori: dove c’è un effetto, c’è una causa: è la scienza che lo insegna, ma anche la storia, quella però che non è scritta nei libri che contengono solo il velo con cui si copre ciò che in realtà è successo.

Nessuno mai scriverà il martirologio delle vittime di Sisto V Peretti, il falso profeta, e di tutto ciò mai ci sarà traccia, neppure alla maturità, sebbene affrontare quell’argomento ne rivelerebbe parecchia, parecchia davvero.

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