Il sorriso di un lago. La Gioconda, un mistero senza fine

800px-Mona_Lisa,_by_Leonardo_da_Vinci,_from_C2RMF_retouched

Tra le tante cose inutili che si possono dire e scrivere, quella che vuole La Gioconda il dipinto più famoso al mondo è la migliore. Secoli di studi non hanno ancora  svelato del tutto il mistero e questo è stato il grande motore della sua fama.

Il destino ha voluto che quel dipinto appartenga alle mie terre, riproducendole se Ponte a Buriano è alle porte de La Penna, laddove l’Arno s’immette nella stretta gola che conduce al secondo impianto idroelettrico posto sul suo corso, cioè quello di Levane, mio paese natale.

Prima di scrivere ho consultato wiki e ho ingranditi i particolari della foto, rendendomi conto che quello che Monna Lisa ha alle spalle è un lago, tant’è che una delle ipotesi della critica è che si tratti del Lago d’Iseo.

Inoltre mi ha colpito la stretta gola che sempre wiki scrive intravedersi alle spalle della Gioconda, gola che c’è effettivamente nel paesaggio attuale e che coincide con quella che attraversa l’Arno da La Penna a Levane, lo abbiamo scritto.

Poi ci ha colpito la presenza di calanchi, cioè quelle zone erose di cui è ricco tutto il versante terranovese e lorese del Valdarno aretino.

Da ultimo il paesaggio frastagliato, che veramente lo è a tutt’oggi.

Ecco, in questo paesaggio, in tutto e per tutto simile al Valdarno, Leonardo pone un lago, perché? Frutto della sua immaginazione, dell’estro artistico o della memoria, se il dipinto lo si data agli inizi del XVI secolo?

Sapendo noi infatti che il Lago del Valdarno, molto probabilmente chiamato “Pelago“, fu prosciugato artificialmente nel 1316-1321, non potrebbe darsi che Leonardo abbia ricostruito il paesaggio prima della scempio celebrandone la bellezza degna del soggetto?

Se, come abbiamo visto, quel lago era stato cantato da Petrarca, Dante e Boccaccio poteva fare di meno il genio di Leonardo? Poteva un’artista della sua levatura lasciarsi sfuggire l’incanto?

Noi crediamo di no e per questo scriviamo che Leonardo ritrasse un paesaggio ispirandosi alla memoria sua e del luogo, ma forse anche ad altri dipinti che avevano ritratto le “chiare, fresche e dolci acque” petrarchesche, che sole potevano rendere omaggio al sorriso di Monna Lisa circa il quale, non me ne vogliate, il mistero adesso s’infittisce entrando in gioco tutt’altro paesaggio.

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