Da Rasputin a Kennedy: la più bella corona di fiori

coronaL’esame più bello e quello di maggior profitto, sebbene il 29/30 di voto non lo farebbe apparire anche se dovuto a una leggerissima improprietà di linguaggio che mi fece scappar detto, in sede di esame, che “lo zar era accreditato presso la corona polacca”, cosa che indispettì Petracchi, il professore, il quale giustamente esclamò: “Ma cosa dice: non si accreditano gli zar, si accreditano gli ambasciatori! Ventinove!”, fu Storia dell’Europa Orientale, cioè la storia della Russia.

E un’altra memoria di gioventù assume tutta la sua luce se Avventure nel mondo è ancora agenzia di viaggi fai da te. Infatti era mio sogno di gioventù iscrivermi all’agenzia e poi salire sul treno alla frontiera occidentale russa e giungere sino a Vladivostok, certo che se esiste la France profonde, esiste anche la Russie profonde.

Chissà, magari tutto è dovuto al grande amore che mio padre nutriva per la letteratura russa o forse alla mia stranezza, quella che appunto mi portava in Russia, sebbene la mia generazione sognasse Londra (dove poi andai anch’io, ma per ragioni di lingua).

Tutto questo mi porta a parlare di un personaggio che mi ha sempre affascinato: Rasputin, che solo ora riesco a comprendere appieno. Rasputin che si batté con tutte le sue forze per impedire l’ingresso nel conflitto della Prima guerra mondiale, tanto che lui stesso scrive “se la Russia entra in guerra sarà la fine della monarchia, dei Romanov e delle istituzioni russe” e nessuno può adesso dargli torto: andò così.

Ma perché Rasputin fu massacrato per ucciderlo? Perché non voleva o, forse, non doveva morire visti il numero colpi che furono necessari per ucciderlo (lo si finì con una scarpa)? Chi era davvero?

Il conflitto mondiale partorì la Watch Tower che sembra lo abbia predetto con la Profezia dei sette tempi che colloca nel 1914 l’intronizzazione di Gesù. Fatto epocale se poi veramente a distanza di anni dalla profezia si ebbe quell’enorme bagno di sangue.

La Watch Tower divenne così profeta e si diffuse a macchia d’olio facendosi forte del “noi l’avevamo detto”. Tuttavia quella profezia si è rivelata quanto di più sbagliato e ridicoli appaiono i tentavi geovisti attuali di salvarla.

Inoltre la loro “fidata cronologia biblica” non ha ha azzeccata una dal 70 d.C. in poi, quando il 70 d.C., come anno della caduta di Gerusalemme, è semplicemente impossibile non centrarlo.

Noi allora abbiamo scritto che la Watch Tower è sì Torre di Guardia, ma di Babilonia perché è lei che di casa in casa censisce il dissenso di cui dice essere la campionessa, quando in realtà svolge il lavoro tipico della spia che si maschera da amico, per poi riferire. Insomma con la Torre di Guardia, bisogna stare in guardia o si finisce nell’elenco dei sospetti prima; dei perseguitati poi.

Ma negli anni del 1914-1918 non accadde solo questo. Abbiamo scritto infatti che in Russia si consuma l’epilogo di una monarchia, dei Romanov e delle istituzioni russe come aveva profetizzato Rasputin (veramente, a differenza della Watch Tower) per la sopravvivenza delle quali egli si era battuto come un leone.

Della monarchia e dei Romanov ne hanno parlato altri e diffusamente, ma che ne è delle istituzioni russe? Come furono distrutte dall’onda rivoluzionaria che è lo specchio di quel paradosso russo di cui ancora si parla e che vuole in una società profondamente contadina innescare un processo rivoluzionario marxista pensato per il proletariato proto industriale?

Abbiamo anche stavolta scritto a suo tempo che il virus di Marx fu iniettato attraverso una pandemia europea che scatenò il conflitto mondiale. Il fine era certamente quello di erigere la Torre di Guardia della Grande Babilonia, ma in realtà celava un secondo fine, forse ben più importante: distruggere il mondo ortodosso che certamente si sarebbe opposto al Nuovo Ordine Mondiale babilonese.

Se questo non è vero come mai nel 1917/18 una delle prime decisioni che la rivoluzione (Lenin) prende è quello di adottare il calendario gregoriano abolendo il tradizionale giuliano (leggete il link, ma accadde ben altro!)? Come mai l’occidentalizzazione, cioè il diktat babilonese passa proprio da lì se fu uno dei primi provvedimenti di Lenin?

La Russia andava fiera e certa del suo giuliano che avrebbe però costituita un’anomalia pericolosa per l’uniformità del Nuovo Ordine che non era marxista-leninista, ma occidentale (vedremo di chi, in particolare) e in questo nuovo quadro geo-politico, la Russia avrebbe costituito una pericolosissima alternativa alla storia che si voleva imporre, passando proprio attraverso i tempi e i calendari, cioè la cronologia che quei tempi ordina.

Così s’impose alla Russia di adeguarsi scatenando dapprima una Prima guerra mondiale che era, come sosteneva Rasputin, una trappola in cui assolutamente non si doveva cadere, Non si doveva cioè uscire dai confini i quali andavano difesi passivamente.

La Russia, come negli scacchi, avrebbe dovuto giocare col nero adottando una variante difensiva russa trincerandosi dietro i suoi confini storici e non lanciarsi fuori in una guerra esclusivamente europea (l’assassinio dell’Arciduca), cioè in una “presa facile” che si rivelò un trappola perfettamente congegnata che fu fatale per la monarchia, i Romanov e le istituzioni russe le quali, con l’adozione del gregoriano (1918), capitolarono assieme a quei 30 milioni di Kulaki morti.

Chi ordì tutto voleva certamente la nascita della sua Torre di Guardia con cui avvistare e disfarsi dei nemici, ma più ancora voleva disfarsi della Russia, l’antagonista di sempre e mai tollerata, perché ai dittatori da sempre fastidio un processo storico dialettico, cioè la tesi (la sua) e l’antitesi in questo caso russa e ortodossa. Meglio una feroce dittatura, più facile anche se imposta con un fiume di sangue.

Scrivo tutto questo all’indomani della lettura che Kennedy morì con la sua testa tra le mani di un cameriere sudamericano, il quale pensò bene di porre tra le mani di una testa fracassata un rosario: la mafia (la Chiesa Cattolica), dopo aver ucciso, ordina sempre la corona di fiori più bella, in questo caso un Rosario, non per stornare i sospetti, ma proprio per dire a tutti che è stata lei.

Qualcosa da dire?” mi si chiede.

Sì molto, anzi, in pratica tutto”.

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