Valdarno, il lago della Grande storia

annibaleIl modo di raccontare la storia che aveva mio nonno procedeva per massime lapidarie, forse perché flash suggeriti dalla memoria, che per ovvie ragioni non era mediata -direi fortunatamente- dalla scolarizzazione, sebbene avere, come classe 1910, la quinta elementare non fosse poco, anzi.

Ecco allora che  “da Levane c’è passato Annibale” che sembra, sulle prime, un’altra leggenda, ma alla luce di tutto quanto le sue leggende hanno prodotto ci vai con i piedi di piombo a giudicare e magari sorridere.

Infatti, mi è venuto il ghiribizzo di vedere se anche altri, nel Valdarno, testimoniassero il passaggio di Annibale e con mio stupore ho scoperto che proprio a Incisa, punta Nord del lago e porto d’imbarco, c’è il “ponte di Annibale” ritratto nella foto, sebbene poi meticolosi studi, magari al pari di quelli che vogliono il Valdarno prosciugato nel Pleistocenico, collochino la sua costruzione nel tardo Medioevo.

Sta di fatto, però, che non sembrerebbe una coincidenza il fatto che Incisa, punto di imbarco per chi proviene da Nord, dia la stessa versione dei fatti del punto a Sud (Levane) punto di sbarco. Non appare casuale, quindi, che da un capo all’altro del lago si parli di Annibale.

Invito allora coloro che magari seguono il blog a rinvenire altre testimonianze del suo passaggio, perché sarebbero un’ulteriore prova dell’esistenza non solo del lago in epoca romana e dunque ben lungi da quel Pleistocenico che sembra lo abbia voluto prosciugare; ma anche che quella del Valdarno è sempre stata l’unica via tra Nord/Sud e Sud/Nord dai tempi di Annibale fino alla A1 attuale. Un’unica via organizzata e attrezzata persino per un grande esercito, tanto era comoda.  C’è bisogno, allora, di una ricerca capillare, perché Annibale fu di passaggio e non può aver lasciate grandi tracce, come dimostra il ponticello nella foto, tuttavia, sebbene piccole, tracce sarebbero e diverrebbero importanti alla luce del contesto.

Quel povero lago aveva visto veramente la Grande storia: gli Etruschi; i Galli che hanno dato nome a Campogialli, località vicina a Levane che fu campus gallicus (accampamento dei Galli) forse quegli stessi che saccheggiarono Roma nel 390 a.C.; poi Annibale e infine Avignone che non seppe aspettare un attimino sulle sue placide rive e lo seccò, seccò cioè la storia che quel lago aveva traghettato sino ad allora.

Dopo il misfatto si disse, ne sono certo, che “cosa fatta capo ha”, ma quelle testa potrebbe anche rotolare, perché per crimini ben minori (una brioche, ad esempio) si è fatta giustizia e il mio cognome, Parigi, è in questo senso fortemente evocativo.

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