Dal Pleistocenico a Terranuova: il fantasma urbanistico del Valdarno

valdarno

L’urbanistica spesso fornisce quelle informazioni che la storia, per come raccontata, tace. Il caso del Valdarno risulta evidente, allora, perché, paradossalmente, non abbiamo notizia di insediamenti urbani prima del XIII secolo e questo costituisce un fatto davvero curioso.

Possibile che gli Etruschi si siano lasciati sfuggire una valle così fertile dopo il prosciugamento naturale del lago avvenuto nel Pleistocenico (100000 anni fa)? E parlo degli Etruschi, ma quante popolazioni hanno conosciuto il Valdarno dopo quell’epoca geologica? Nessuna di esse ha mai pensato di insediarvisi stabilmente sebbene tutto facesse pensare a un luogo fertilissimo e ottimamente irrigato dall’Arno?

I Romani, ad esempio, sempre a caccia di risorse, perché non colonizzarono quella conca? Spesso dai loro accampamenti sorsero cittadine, come Città di Castello, qui a due passi, che ancora dall’alto conserva il tipico schema dell’accampamento romano.

Insomma si pone veramente il quesito del perché, sebbene tutto lo consigliasse, nessuno abbia mai colonizzato il Valdarno, lago prosciugatosi nel pleistocenico. E a questo fa da ulteriore stimolo di riflessione la sola presenza nel XIII secolo di castelli: castello di Montevarchi; castello di San Giovanni e castello di Figline quando i castelli erano quasi sempre costruiti sulle alture per il semplice motivo che erano molto più difendibili e dunque si ha notizia di un’urbanizzazione solo collinare: niente in basso. Cosa mai ci sarà stato in basso per fuggirlo come la peste?

C’era il lago, il Lago del Valdarno tant’è che l’altro e ultimo comune valdarnese, Terranuova Bracciolini, tradisce, con il nome, l’emersione dai fondali di nuove terre coltivabili e infatti solo nel 1337 si ha notizia della fondazione della cittadina. Questo genera una curiosa coincidenza con la nostra ricostruzione, una ricostruzione che vuole prosciugato il lago negli anni 1316-1321 quando, dopo il trasferimento definitivo della sede papale ad Avignone, sorse la grossa difficoltà posta dal lago valdarnese che ostacolava le comunicazioni e dunque si decise di prosciugarlo.

Terranuova, allora, fu l’insediamento successivo alla bonifica, quando cioè fu possibile edificare su quei fondali oramai assestati e il suo nome tradisce l’epoca della bonifica stessa: certamente il XIV secolo altrimenti non solo Terra nova è da giustificare, ma è da giustificare il millennio in cui nessuno ha mai pensato di costruire in quella fertilissima conca. Come mai?

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