“Nevica”: Ordet lungo le strade

ordetCredo che nella vita di molti si debba far tesoro delle margaritas evangeliche se non altro per non finire nel finissimo tritacarne dell’ironia, dopo la macina grossa delle sonore risate in faccia. E così ha fatto mio nonno, credo, che non a molti avrà rivelato il segno del cielo che una popolazione aveva goduto in pegno di una giustizia divina per il sopruso di pochi fatto, non a molti, ma alla natura stessa: il prosciugamento del lago del Valdarno per comodità di viaggio.

Mio nonno certamente ad altri, oltre me, ne avrà parlato, di certo a quella combriccola levanese che si radunava, sempre la solita, nel suo negozio a parlare del più e del meno tra le scarpe da riparare. Qualcosa di simile è accaduto pure  a me e ne voglio parlare perché adesso posso farlo, posso farlo a distanza di oltre 20 anni.

Se ben ricordo solo a mio padre ho riferito quella che giudico una follia ancora più grossa dei cavalli di Apocalisse correre su un letto di fiume (Ambra) perché sfido chiunque a trovare il coraggio di dire che ad agosto nevica, a Levane. Eppure fui tentato di dirlo urbi et orbi quasi in gesto di sfida, perché sentivo quell’idea come ispirata ed ero certo che non mi sbagliavo.

Fu di ritorno da Montevarchi che un camion mi precedeva. Aveva scritto in rilievo, sul posteriore, il nome del concessionario o della carrozzeria e quel nome, visto il mese di agosto, mi apparve così assurdo che pensai a un segno: Nevica, lessi.

Ero già in turbamento per vicende che poi avrebbero presa la loro piega e mi avrebbero accompagnato fino ad adesso che scrivo, e che ho scritto 535 post di cronologia e ghematria biblica ridisegnando, in tutti questi anni, la storia della Bibbia, sicuramente da Mosè in poi, perché ci siamo spinti anche nella storia a noi più recente con gli altari e i concili, nonché Avignone, come abbiamo visto ieri.

Dunque non fu solo turbamento poiché tutto ha dato frutto e ha avuto senso, come quel “Nevica” che avrei voluto gridare al mio paese, ma che non feci rimanendo nel dubbio se fu la scelta giusta o sbagliata, perché poi ad agosto, proprio il 10, ha nevicato in questo blog che ha radicalmente cambiato il calendario nel giorno della festività più sentita dalla cristianità: il Natale che noi, a ragione, non datiamo al 25 dicembre, ma al 10 agosto dopo un’attenta riflessione e uno studio molto particolare.

Riferii a mio padre il fatto, gli dissi che avrebbe nevicato e quel figlio promesso e promosso Dottore divenne il “povero Johannes” di Ordet (La parola), film che lui amava moltissimo. Da allora il suo rammarico per i miei “discorsi confusi” mi ha sempre spinto alla ricerca di cure, ma come si può curare chi sostiene che Levane ad Agosto Nevica? L’unica cura è che quei fiocchi cadano come sono caduti, purtroppo tardi, perché sarebbero bastati pochi mesi di vita aggiunti a quella di mio padre per fargli forse capire che sì, babbo, ad agosto nevica: è Natale il 10 e non lo ha detto la televisione, ma uno studio del “povero Johannes”. Riposa in pace, babbo che ad agosto, il 10, te lo porto io il panettone.

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