Le Grandi madri

Gli ultimi due articoli hanno ridisegnato il ramo femminile della genealogia lucana inserendo dapprima Naas e poi Maria, rispettivamente madri di Davide e Gesù, altrimenti estromesse dall’albero di Jesse.

Le abbiamo inserite seguendo una logica che traspariva dai conti, perfetti nella loro somma, ma impropri quando proponevano due Noè (Nochè); due Abramo; due Davide e da ultimo persino due Gesù.

Ci siamo chiesti, alla luce dei calcoli perfetti e dunque di una genealogia lucana indefettibile, il senso di quei doppioni e siamo giunti a scoprire che non sono semplici escamotages lucani, ma frutto di una falsificazione, perché al posto della doppia generazione si collocava in origine il ramo materno.

Di Naas e Maria sappiamo dare ragione, lo abbiamo visto qui e qui, per cui, forti di due esempi, ci sentiamo di scrivere che anche in tutti gli altri casi, cioè quelli di Noè (Nochè) e Abramo si debba inserire la rispettiva madre.

Così la genealogia lucana torna al suo splendore ed è ben lungi dall’essere una posticcia lista di nomi. Cosa tra l’altro impedita dal taglio professionale del Dottor Luca che ha ben pensato di dirci che Naas e Maria fermano le generazioni: l’una sul valore ghematrico del nome proprio Ναας (58); l’altra con la sua generazione che coincide con l’anno in cui cade perché da Davide a Gesù le generazioni contano ciascuna 23 anni e Maria cade all’anno 23 avanti Cristo (si veda qui).

Una donna genera, genera una prole seguendo tempi fissati di gestazione, per cui non è un caso che Naas e Maria fermino le generazioni del Cristo ( l’una sui 58 anni; l’altra sui 23) dettandone i tempi come la natura fa con il parto. Insomma la genealogia di Luca è a tutti gli effetti l’albero delle meraviglie ben lontano dall’essere conosciuto del tutto, adesso che lo abbiamo ripulito dalle erbe infestanti della falsificazione.

Una falsificazione che ha preso a calci le donne estromettendole dalla genesi del Cristo, compresa Maria e questo costituisce non una falsificazione, ma un abominio non alla luce di Cristo, suo figlio, ma proprio alla luce della mariologia tutta, che ha solo fatto un gran chiacchierare della Madre di Dio se poi l’ha gettata fuori -lo ripeto- a calci dall’albero genealogico.

Non voglio forzare i termini, ma credo che solo satana, in odio alle donne, in virtù di quella “inimicizia” che nasce in genesi (Gn 3,15), poteva tanto in odio al genere femminile tutto perché capace di generare, come dimostra il ruolo fondamentale che hanno avuto le Grandi madri nella genealogia di Luca.

Detto questo, che reputavamo doveroso, non ci rimane altro che proporvi la genealogia lucana nella sua interezza e bellezza, una genealogia che lascia spazio alle donne, nelle vesti di Grandi madri, forse addirittura orgogliose dei loro figli, come è legittimo che siano se si chiamano Noè (Nochè); Abramo; Davide e nientemeno che Gesù.

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