Artaserse I, tra l’altare il tempio

artaserseQuesto post, nelle sua premessa, scommette su un valore ghematrico, quello che dovrebbe emergere dal lemma ebraico di Artaserse che non riportiamo, perché affidiamo il post a coloro che sono più capaci di noi.

Proponiamo, dunque, una ricerca, non solo del lemma nel suo valore ghematrico, ma anche di altri aspetti che appartengono alla genealogia lucana e al secondo tempio, come vedremo.

Noi ipotizziamo, per la ghematria ebraica di “Artaserse”, un valore di 1510, quando ce ne hanno consigliato uno di 1610 che potrebbe però dipendere dall’ebraico, che ha più forme di scrittura.

Se il valore esatto fosse 1510, sin da subito si capisce che esso si colloca nel primo altare elevato, quello di cui ci siamo occupati in un post precedente e questo è molto importante alla luce della genealogia lucana che colloca Aram in quel 1510 a.C.

Un Aram dalla cui generazione all’Anno Mundi segna 2413 anni (3923-1519=2413) che a sua volta è il valore ghematrico di υψωσητε che significa “avrete innalzato” (Gv 8,28), cosa che ordina, con “i loro altari” (מזבחתם) tutta la storia, anch’essa remota, che sarebbe stata scritta nei millenni a venire. Infatti

2020 d.C. -497 ?
1523 d.C. -497 Lutero pubblica come si debbano istruire i ministri

 

1026 d.C. -497 ? (magari chi conosce quel periodo è venuto a capo dell’interrogativo9
529 d.C. -497 Chiusura della dell’Accademia filosofica di Atene
32 d.C. -497 Inizio del ministero pubblico di Gesù. Hanno termine la Legge e i profeti (Lc 16,16)
465 a.C. Si gettano le fondamenta del secondo tempio
465 a.C.-515 a.C. +497 Esilio
 

1012 a.C.

 

+497 Davide uccide Golia. Spodestando Saul chiude l’epoca dei giudici inaugurando quella monarchica
1510 a.C. Aram, si eleva il primo altare

Aram, etimologicamente, significa “luogo elevato” come levati sono gli altari e si eleva agli altari, dunque ci parla del tempio e del suo altare, cioè della storia e della sua salvezza, del piano divino che essa descrive e anticipa.

Ecco allora che da Aram a Davide, il primo della lista genealogica lucana, passano 8 generazioni di 58 anni, come dimostra la tabella seguente:

[table id=17 /]

8 generazioni di 58 anni disegnano un arco di tempo di 464 anni cioè quegli stessi, in cifra, che vedono il getto delle fondamenta del secondo tempio (464 a.C.) secondo la nostra cronologia che ne ha fatto un caposaldo.

Ma quel 464 a.C. fu il settimo anno di regno di Artaserse, sempre secondo la nostra cronologia e questo riconduce alla ghematria proprio di Artaserse di cui parlavamo in apertura.

Crediamo, allora, che quella tranche cronologica e genealogica, descriva un’epoca nelle epoche, perché collega il primo altare al secondo tempio costruito in 46 anni, come scrive espressamente Gv 2,20.

Si deve assolutamente notare come, già al corrente delle grandi linee del calcolo, noi avevamo evidenziato il ruolo del ramo femminile, ruolo che appare fondamentale nel calcolo dell’intera genealogia lucana, perché senza di esso si perderebbe.

Tuttavia avevamo ipotizzato che tale ramo non necessariamente debba essere calcolato e infatti quelle 8 genearazioni di 58 anni considerate non lo includono ponendo di fronte alla ricerca un’interrogativo: perché?

Noi non sappiamo dare risposta, ma siamo certi che gli esperti delle questioni legate al tempio, magari al suo servizio, sapranno indicare perché Luca escluda, dalla sua genealogia, il ramo femminile, quando propone questa particolare cronologia che si sviluppa dal 1510, ghematria di Artaserse, fino al 464 a.C. seppur indicativo, nel senso che gli anni che passano dal 1510 sono collegati a Davide attraverso il 464 che fu anche il 464 a.C. segnante le fondamenta del secondo tempio nel settimo anno di regno proprio di Artaserse.

Insomma c’è del lavoro da svolgere per coloro che volessero venire a capo della questione, che crediamo interessante non solo alla luce di Luca e della sua genealogia, ma anche alla luce di una cronologia che indica il primo altare della storia e le fondamenta del secondo tempio di cui siamo davvero curiosi di conoscerne la relazione.

Concludo dicendo che quel 515 a.C. come anno della dedicazione del tempio post esilico, appare, se abbiamo ragione circa la ghematria ebraica di “Artaserse”, in tutta la sua brutalità, perché corpo estraneo alla storia vera ed editto di un re fantoccio,Ciro, messo lì alla bisogna, incapace di qualsiasi ruolo nella storia, sua e di un popolo, gli Ebrei che, c’è poco da dire, hanno officiato in ben quattro altari su sette e sempre da soli.

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