Giustiniano e Macario il Grande. La caduta degli dei.

Filosofo-che-pensaDobbiamo scrivere che ci ha molto colpito il post di ieri, non tanto per i calcoli e le metriche che esso offre, sebbene fondamentali facendo luce sull’intero giudaismo del primo, del secondo e del terzo e definitivo tempio, quanto per la ghematria che la nuova metrica (497 anni) offre.

Abbiamo visto, infatti, che 497 è la ghematria di מזבחתם che letteralmente significa “i loro altari” e ciò consegna tutto non a una teologia della storia, ma a una storia che è essa stessa teologia, cioè un rivelarsi di Dio nell’umanità.

Quest’ultima appare, nel suo evolversi, pre-ordinata da un disegno divino, sebbene all’uomo moderno appaia assurdo quel “divenire” storico che ritiene solo frutto di una evoluzione animale, sebbene storica, che Marx, per esempio, ha qualificato come conflitto tra forze produttive e rapporti di produzione.

Una società e una storia, dunque, che si muovono con energia propria, seguendo Marx, perseguendo non una finalità, ma una necessità. Eppure mi paiono egualmente evidenti quelle metriche storiche che la Bibbia offre  quasi a campione nel laboratorio della storia tutta, perché se è preordinata la storia biblica, necessariamente, in una società cristiana, è preordinata anche quella secolare, nonostante i suoi magmatici archetipi rivoluzionari.

In questo contesto è nata in noi la curiosità di estendere non “indietro”, come nostro solito, ma in “avanti” quei 497 anni per collocarli sempre “dopo”, ma dopo Cristo. Esperimento ambizioso e totalmente nuovo, perché noi ci siamo fermati, tranne il caso del falso profeta -ma era d’obbligo-, al 70 d.C. e i nostri studi hanno cercato sempre di dare ragione e ordine a ciò che era successo prima. Ma anche il dopo è importante.

Infatti l’ultima data che quei 497 anni indicano seguendo il nostro schema è il 32 d.C. dove si consumano gli ultimi anni di una casta sacerdotale ormai priva di legittimità e non più erede di fronte a Cristo, perché egli lo è, erede. Egli, cioè, è l’erede di tutto quanto il giudaismo e per questo ne rivendica la titolarità.

Ma Cristo non è l’ultimo altare del mondo. Il mondo è pieno dei “loro altari” (מזבחתם) e dunque viene da chiedersi, seguendo la stessa metrica dei 497 anni, quali sia stato l’altare successivamente abbattuto dalla storia disegno divino. Non è difficile scoprirlo basta sommare al 32 d.C i 497 anni della metrica e scoprire che nel 529 d.C. (32+497=529) Giustiniano chiude tutte le scuole di filosofia impedendone l’insegnamento.

La filosofia -in molti certo me lo insegneranno- fu il grande e illustre altare del mondo antico e dunque con la proibizione del suo insegnamento non solo il mondo classico tramontò, ma tramontò pure tutta la cultura greco-romana e con essa un mondo, cioè un’epoca tra le più illustri se non la più illustre, se ancor oggi la si studia nei licei, dove il latino, il greco e il relativo pensiero sono materie d’insegnamento.

Quel 529 d.C. abbatté l’altare del pensiero greco e romano per sostituirlo con quello cristiano che diviene unico, ma non dittatoriale. Infatti il lento declino a cui fu consegnato gli ha dato tutte le chances di sopravvivenza, ma ha ragione Marx: una sovrastruttura non regge all’impeto del naturale conflitto evolutivo, non di una religione, ma di un pensiero e di una storia che in questo caso si sono fatti Vangelo e dunque addirittura rivelazione, non evoluzione, tanto meno materialismo.

Questa non è una mia riflessione, perché i Padri, in particolare quelli del deserto, hanno tracciato quel declino e ce lo hanno trasmesso fedelmente almeno in un apoftegma di cui, curiosamente, ci eravamo già occupati, appartenendo a Macario l’egiziano o Macario il Grande, che grande lo fu veramente, come vedremo (anzi, forse lo fu proprio per quello che stiamo per scrivere).

Il link al post a lui dedicato è questo, per chi volesse rileggerlo, per cui adesso non rimane che riassumerlo brevemente dicendo che in viaggio, Macario, si fermò in un tempio in cui erano presenti delle mummie, una delle quali finì come suo cuscino per la notte.

I diavoli, vedendo il suo coraggio, ne ebbero invidia e lo tentarono con voci di donne (uno scandalo rosa, elegante e mai inopportuno) ma lui…lui dormì tranquillamente, per farla breve.

Storiella da nulla in apparenza, ma l’apoftegma si preoccupa di dirci che quelle mummie erano greche e nella zona di Scete o sono fuori luogo o erano un reperto davvero raro e ciò spinge il lettore attento a chiedersi cosa ci facessero nel deserto.

Io credo che l’apoftegma, sullo stile dei Padri che quando li giudichi di poco senno stanno solo evidenziando la tua di pochezza, debba essere interpretato e vedere in quella mummia greca, assolutamente insolita nel paesaggio di Scete, un personaggio appartenete alla cultura greca, magari personaggio importante, cioè un sapiente che ben rappresentava l’intera cultura che il pensiero greco aveva prodotto.

Insomma un filosofo, magari, che si trovò suo malgrado ad affrontare Macario, non a caso il Grande, risultando, ahilui, solo un retaggio di un passato che, sebbene illustre, appariva ormai agli occhi di tutti mummificato, cioè morto perché superato, ma non ancora sepolto dalla storia con cui era in conflitto, come a suo tempo lo fu Saul con Davide, rappresentanti l’uno dell’epoca dei giudici, l’altro della monarchia a venire; e come lo furono i leviti con Gesù, gli uni classe sacerdotale, l’Altro Nuovo sacerdozio (lo abbiamo visto ieri).

Chissà, dunque, se quell’appellativo di Grande riservato a Macario non dipenda proprio da quel dibattito avuto con il filosofo di turno, magari famoso, che lo vide vittorioso sancendo la fine di un’epoca dura a morire come lo fu quella di Saul e quella dei leviti. Di certo sarebbe estremamente curioso che la voce del deserto abbia superato quella ben più tonante dell’agorà, cioè la pubblica piazza in cui l’altare della filosofia era collocato ma che non sapeva più esprimere riti attuali, perché il contesto era radicalmente cambiato e si era fatto cristiano, cioè rivelato, tanto che Il pensiero umano non era più espressione universale, perché la rivelazione lo aveva reso scienza, necessariamente subordinata alla Sapienza che proviene da Dio.

Tutto ciò però attesta una grande tolleranza religiosa e culturale se ancora negli anni di Macario (300-390), magari in qualche scuola filosofica del deserto, la filosofia aveva i suoi  maestri e i suoi discepoli, seppur destinata a scomparire dalla scena non religiosa, ma culturale, perché il cristianesimo adesso, cioè allora, era la “Cultura”.

Dunque Giustiniano nel 529 d.C. non fa che sancire de iure la definitiva scomparsa della filosofia che da una vita apparente (mummificata) passa all’ufficialità del decesso non con la forza della legge, ma della natura che sempre va incontro al pre-ordine divino essendone l’immagine.

Nel 529 d.C. l’altare filosofico, quello in cui un’intera epoca aveva sacrificato, scompare e con esso i suoi sacrifici pagani, decretando la morte di un idolo: il pensiero umano come risorsa principale a cui attinge la storia. Vorrei dire che scompare l’uomo per far posto a Dio e in questo molti saranno d’accordo se condividono la massima che recita ubi maior, minor cessat si trattasse pure della Filosofia.

La nostra nuova metrica, dunque, sembra perfettamente compatibile anche per la storia ben oltre dopo Cristo, se l’altare della filosofia ci e andato di mezzo e i suoi sacerdoti hanno ceduto il passo non a un imperatore (Giustiniano) ma alla storia, a cui molti non possono neppure imputare una brutale violenza, se la violenza è la più abile ed esperta “levatrice”. Ha fatto solo il suo mestiere, sporco invero, ma qualcun lo deve pur fare.

Ps: chi volesse approfondire legga questo link

 

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.