La roccia di Pietro, dal primato al record

recordPietro, Pietro la “pietra” (Mt 16,18) a cui è consegnato un primato che alcuni reclamano, altri non concedono, forse in ragione di quel και che secondo noi (sinceramente non mi pare che altri lo abbiano notato) ha un valore avversativo, cioè significa “ma” cambiando radicalmente il senso a un passo che, riallineandolo con Cristo “la roccia” che pare più adeguato alle Scritture che così ce lo hanno assegnato ( Mt 21,42; Mc 12,10; Lc 20,17; Lc 20,18; At 4,11; Rom 9,32s; 1 Pt 2,4-8), diviene “Tu sei Pietro, ma (και)  su questa pietra edificherò la mia chiesa…” altrimenti risulta incomprensibile capire chi sia la roccia, perché apparirebbe altra rispetto al Cristo e rispetto a Pietro.

Pietro la pietra comunque, però, e allora chi più di lui può avventurarsi nel mondo della “Petro”-grafia scritturale e parlarci di pietre? Solo lui che lo è, pietra, può farlo. Allora prendiamo spunto dalla prima delle sue due lettere per indagare le pietre evangeliche e analizzarne la composizione con lo spettro ghematrico, oltre che con le occorrenze, ultima nostra frontiera.

In 1Pt2,7 incontriamo la prima pietra definita da Pietro “vivente”. Il greco ce la offre come .λίθον ζῶντα quando λίθος+ζάω ha un valore ghematrico di 933 che noi ridurremo al 933 a.C. che segna, seguendo la nostra cronologia, l’anno in cui si ultimarono i lavori alla reggia di Salomone.

Quella pietra vivente, se ne volessimo darne una lettura simbolica, è la dimora del Cristo perchè di quella stessa pietra che vive, Pietro ne fa simbolo del Cristo, poichè di Lui parla quando la cita. Dunque quella pietra vivente è la dimora del Cristo in cui tutti noi dobbiamo, come cristiani, convivere e forse per questo all’inizio del capitolo 2 Pietro raccomanda le regole cioè

Sbarazzandovi di ogni cattiveria, di ogni frode, dell’ipocrisia, delle invidie e di ogni maldicenza, come bambini appena nati, desiderate il puro latte spirituale, perché con esso cresciate per la salvezza, se davvero avete gustato che il Signore è buono.

Ma in 1PT non si parla solo di pietre (λίθος) ma anche di rocce (πέτρα) in 2,7 e qui è molto importante ricordare che abbiamo aperto un altro capitolo di ricerca: le occorrenze e πέτρα ricorre 15 volte nel Nuovo Testamento, quando il 15 a.C. segna secondo noi la data di nascita di Gesù, tant’è che la ghematria di πέτρα è 486 che a sua volta è valore ghemtrico di υἱός (Figlio, Ap 12,5) e questo stabilisce una perfetta relazione tra quelle 15 occorrenze che riconducono alla data di nascita di Gesù e l’Υἱός, cioè il Figlio che in quell’anno nasce.

Consiglio chi volesse approfondire il discorso circa il valore ghematrico 486 l’apposita categoria del menu in cui sono contenuti tutti i post che vertono o coinvolgono quel valore; come raccomando di aprire e navigare in “tavole” in homepage, perchè quel 486 è precisa metrica biblica che collega date fondamentali della storia ebraica. Insomma volendone parlare richiederebbe un lavoro di settimane, per cui non rimane che rinnovare l’invito ad aprire la categoria “486” e a consultare le “tavole”.

Ecco, brevemente, Pietro che delle pietre e delle rocce ne ha fatta una professione, forse addirittura di fede, per alcuni un po’ troppo sentita tanto che si è spinta talvolta oltre il primato per segnare un record che non è la stessa cosa, almeno nel linguaggio comune

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