Lessico di una missione

bibbiaLa Bibbia è o non è un testo sacro? Se lo è come esprime la sua sacralità? E’ frutto di una tradizione o tutto dipende dal messaggio che annuncia? Insomma molte edizioni -non tutte, si badi bene- precedono sempre il sostantivo Bibbia con l’appellativo Sacra, ma ormai ne sfugge il senso o, in ogni caso, apre a mille distinguo.

Fin da tempi ormai remoti, questo blog ha aperto al pubblico con La cronologia di Dio. Quando la Bibbia gioca con i numeri e di numeri ne abbiamo dati così tanti da superare abbondantemente l’articolo stesso. In ogni caso è ancora valido, specie nel titolo, che propone al lettore la cronologia di Dio immaginando con esso una teologia “nella storia” di cui la cronologia è la sistematizzazione, cioè l’ordine dei e nei fatti.

Credevamo sin da allora nella sacralità della Bibbia, per cui in essa ci abbiamo cercata la Sapienza alla luce della scienza, quando tutto il mondo accademico opera al contrario: la scienza alla luce della sapienza, invertendo la polarità della ricerca che per questo ha prodotto quello che qualsiasi congegno combina quando opera a polarità invertita: spesso il caos, come farebbe una lavatrice, tant’è che duemila anni di cristianesimo non offrono al fedele -quindi non allo scienziato che sarebbe naturale- neanche un’anagrafe certa di Colui che quel cristianesimo lo ha fondato. E parliamo di un’anagrafe, perchè se trattassimo di tutto il resto entriamo in un incendio gigantesco di quella stessa cristianità che ha prodotto “ogni Gesù” tranne quello vero.

Noi siamo stati coerenti e abbiamo affrontato la critica credendo nella cronologia di Dio, non tanto in questo blog, quanto nei vari forum che sulle prime hanno riso; poi, quando gli argomenti si facevano via via sempre più calzanti, hanno sistematicamente censurato, chiudendo le discussioni senza motivo apparente. Altri hanno pensato bene di addurre tutto al caso quando la questione sollevata era semplicemente evidente e non avendo più specchi su cui aggrapparsi li hanno infranti con il martellaccio del caso.

Non ci ha emozionato più di tanto il comportamento a volte molto scorretto e siamo andati avanti per la nostra strada che conduceva -lo eravamo certi- alla Cronologia di Dio. E’ così che siamo giunti anche a indagare quello che per altri era assurdo e a vedere così nei Salmi e nelle note bibliografiche di capitoli e versetti spunti cronologici preziosi tanto che ne abbiamo fatta una precisa categoria nel menu.

Questo significa che per noi la Bibbia è ancora Sacra e la sua sacralità si esprime in toto, cioè dai contenuti fino ai versetti e, come vedremo a breve, nelle occorrenze di cui abbiamo data l’anticipazione ieri.

Oggi, infatti, ci occuperemo delle occorrenze del protagonista dei Vangeli: Gesù che compare 908 volte in quelle pagine e in quella cifra vogliamo vederci una nota cronologica che diviene simbolica o simbolo, perchè il 909/908 a.C. segna, seguendo la nostra cronologia, la divisione del regno d’Israele.

Essa, quindi, è una data fondamentale, perché scrive un prima e un dopo, tanto che l’intera prospettiva di studio dell’ebraismo ne deve tenere conto, deve cioè tenere conto del regno unitario profondamente diverso da quello successivo  o diviso.

Nel primo periodo regnano Davide e Salomone segnando l’apogeo; in seguito i loro successori, segnando il declino fino alla catastrofe del 505 a.C., cioè l’esilio babilonese che getterà le basi per una nuova storia con il secondo tempio, tanto che la distinzione canonica di giudaismo del primo e secondo tempio è fondamentale.

La divisione del regno, se su un piano storico apre a scenari completamente diversi, sul piano metaforico invece offre una lettura ancora più importante se le occorrenze di Gesù sono 908 e riconducono al 909/908 a.C., perché anche la metafora ci parla di un regno diviso e con esso della storia che ne ha seguite le sorti.

La missione di Gesù fu certamente redimere l’umanità, ma affinché ciò si compisse Lui è venuto a separare: i capri dalle pecore (Mt 25,32-33); il figlio dal padre (Mt 10,35); Satana da sé stesso (3,23-26). Tutto si eleva su un piano superiore, quindi.

Insomma la Sua missione di dividere e separare è strumento di redenzione e dunque non è casuale che le occorrenze del suo nome proprio portino all’anno della divisione del regno, perché Egli e Colui che divide e separa. Le sorti del regno di Israele, quindi, costituiscono l’episodio storico per una metafora che si esplica nelle occorrenze del nome proprio di Gesù perché come il regno d’Israele fu diviso, Egli divide. Quel 908 delle Sue occorrenze riassume la storia e la missione all’interno di quella stessa storia, che dopo di Lui sarà duplice, cioè divisa non più in epoche storiche ma, in un senso altissimo, tra redenti e dannati, ultima sintesi prima del Giudizio.

Se ieri avevamo solo accennato a questo nuovo filone da esplorare, oggi credo che siamo in grado di mostrare la fessura aperta che introduce in un ambito completamente nuovo che potrebbe anche non esaurirsi in una funzione cronologica, nel senso che potrebbe avere una funzione altra, di certo completa un’indagine sulla sacralità della Bibbia e scrive un nuovo capitolo de La cronologia di Dio.

 

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