L’officium tenebrarum

Egregio Dott Ska,

nella flebile speranza che lei, in qualche maniera, abbia letti i post dedicati al suo libro Antico testamento. Introduzione e abbia compreso l’importanza, forse relativa, della ghematria nell’esegesi della Scrittura (le ricordo che i Padri si cimentavano in questa disciplina, da Agostino a Ireneo di Lione) mi permetto di farle di nuovo notare che essa apre notevoli spiragli nel testo biblico, in primis nella sua cronologia, scienza di cui un po’ m’intendo, se limitata a quella biblica.

Lei, nel libro in questione, ha parlato dell’Officium tenebrarum il quale si consumava con 15 candele inserite in un candeliere (massonico) triangolare. Quella numerazione così strana, ho fatto delle ricerche, è giustificata ufficialmente con i 12 apostoli più le due Maria che abbandonarono Gesù, come se i 12 apostoli avessero fatto, tranne Giovanni, qualcosa di meglio.

Laddove ho letta questa informazione si fa notare che il discorso sta poco in piedi (e Pietro? e Giuda? e i nove che presero le distanze?) e così io ho pensato che la ragione sia diversa, ma riposi sempre in quel 15 che difficilmente nella simbologia numerica della Bibbia si giustifica, a meno del ricorso a castronerie stile quella riportata.

Lei forse non sa, come in fondo sa solo il compianto Kokkinos, che il 15 a.C. è l’esatto anno di nascita di Gesù (per un abbozzo, perchè sintesi abbondantemente superata, ma presente nel sito “Nuova Cronologia del prof Anatolij Fomenko, legga La cronologia di Dio, Quando la Bibbia gioca con i numeri) quindi quel 15 a cui fanno riferimento le candele rappresenta l’anno in cui la luce del Prologo giovanneo si è incarnata.

Nella cerimonia si toglie un candela per volta e fino che ne rimane una soltanto e la si porta dietro l’altare, affinchè si faccia buio totale in chiesa. Certo, si scrive che quella candela ancora ardente dietro l’altare rappresenta Gesù non “morto” del tutto, ma la realtà scenica è ben diversa.

Essa significa che quelle tenebre in chiesa sono le tenebre che avvolgono il mondo, tenebre che coloro che officiano hanno procurate nascondendo la Verità (la candela rimasta ardente) non solo al popolo, ma ancor più agli studiosi, falsando non solo la Scrittura, ma inventando tutta una storia assurda che R, Newton non si è riguardato a definire la “truffa di maggior successo della storia della scienza” (sto parlando de L’inganno di Tolomeo).

Vero è che Newton si è scagliato contro la cronologia neo-babilonese, ma dal mio piccolo posso garantirle che la falsificazione non ha risparmiato nulla, scagliandosi addirittura con ferocia inusitata contro Gesù, di cui, infatti, la Chiesa stessa non sa darci un’anagrafe certa, perchè la tiene ben nascosta, come la candela, dietro l’altare, condannando noi alle tenebre.

Potrei scriverle a lungo, ma lei avrà certo capito che sì, è un Offium tenebrarum, ma sarebbe più appropriato chiamarla Messa nera, quella stessa che le cronache cercano nei cimiteri o nelle chiese sconsacrate, ma che ha il suo culto in seno alla Chiesa stessa che non ha tradito, ma è letteralmente posseduta. Se ne guardi

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