Il Re Sole

carloCi sono post che sei sicuro di quello che scrivi, altri li premetti con il beneficio del dubbio, come questo che vuole essere solo una traccia di ricerca sulla scorta del post dedicato al Natale che secondo noi cade nella prima decade di agosto.

Dalla nostra sinora abbiamo un censimento e un parto assolutamente fuori contesto se il mese è dicembre gennaio, troppo freddo per l’una e l’altra cosa, lo abbiamo visto. Di fatto però, al di là di una chiave presente nei versetti, non siamo sinora stati in grado di fornire le prove storiche adeguate, cosa che non esclude il fatto che ci siano.

Come quella che potrebbe emergere dalla figura di Pipino, imperatore e re dei Franchi, incoronato alle “calende di agosto” quando ancora cioè si misurava il tempo con la lunazione.

Quelle calende cadrebbero nei primi giorni di agosto, cioè a luna nuova, quella che segnava l’ingresso del mese. Noi ci chiediamo se quell’incoronazione fosse casuale, cioè non dettata da un protocollo che non aveva date fisse per la cerimonia d’investitura; o se quella cerimonia d’incoronazione si tenesse prprio nelle calende agostane.

Questo perchè sin troppo certi della nozione che vuole Carlo Magno incoronato imperatore del Sacro Romano Impero la notte di Natale dello 800 che noi con sin troppa facilità collochiamo al 25 Dicembre, quando potrebbe essere che sì, era Natale, ma era agosto, magari anche allora calenda del mese.

Se qualche cronaca, se qualche studioso, se qualche laureando avesse incontrato nella sua ricerca un Carlo Magno imperatore del S.R.I. ad agosto, sappia che non è colpa degli amanuensi o della cronaca, ma del Natale “successivo”, cioè quello di oggi, che ha fatto scivolare tale incoronazione in pieno inverno quando magari il protocollo di corte la collocava in piena estate.

Insomma cambiare un Natale si può, ma è molto più difficile cancellare tutte le tracce di quello originale che sulle prime potrebbe apparire folle o frutto di un clamoroso errore, ma se esiste un contesto che lo giustifica perchè ben più folle è immaginare un censimento universale dell’impero romano in pieno inverno e una partoriente al non mese affrontare a piedi un viaggio di 153 chilometri, quella nota sfuggita alla censura e alla falsificazione diverrebbe preziosa e capace di ristabilire la verità o in ogni caso provarla.

L’ho scritto in apertura, è un’ipotesi, una traccia per procurarsi quella prova storica che nè Gesù nacque al freddo e al gelo; nè Carlo magno fece altrettanto con la sua investitura, ma entrambi si crogiolarono sia negli allori, sia nel sole agostano.

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