Latin over

I numerosi post dedicati alla contraffazione del greco vetero e neo testamentario, meritano una serie di considerazioni che rispondono a un solo interrogativo: perche? Qual è il fine che si è perseguito?

Sulle prime -e certamente- potremmo addurre la ragione alla cronologia insita nella lettura ghematrica che ha nei lemmi la base stessa del calcolo, ma a un attento esame questa  non è la ragione profonda, perchè stiamo parlando di una lingua, una lingua in eterna competizione con il latino perchè, sia l’una che l’altra, espressione di tutta l’antichità;  ma in tutto, purtroppo c’è una gerarchia che stabilisce un primato e civile lo ha certamente il latino, ma se entriamo nell’ambito più ambìto, cioè il sacro, da padrona la fa il greco proprio in virtù della ghematria che ne fa la lingua del Cristo, poichè il latino non arriva a tanto.

Questo per noi non pregiudica niente, ma per coloro che a quel primato tengono, cioè tengono al primato di Pietro, è tutto perchè Gesù, stando alla lingua, parla greco e non latino. la Sua lingua madre, quella che ama al di là delle definizioni, è il greco ed è in quella lingua che ha raccontata tutta la Sua storia, Antica e Nuova.

Ora già capite perchè si leggesse Νωχε nel 1725 per poi passare a Νῶε distruggendo il valore ghematrico del lemma. Capirete, così, tutti i casi di contraffazione che il blog ha proposto: Roma e Gesù non s’intendevano, parlando due lingua diverse che esprimevano un diverso sentire e agire.

Ecco l’origine del grande intrigo che vorremmo storico -e lo è storico- ma la causa di tutto è nella lingua che Gesù, come l’apostolo Giovanni, amava e con essa tutto il mondo che quella lingua aveva conservata e usata, cioè il greco.

Vi ho parlato di Νωχε attestato da un famoso filologo, allievo di un famoso classicista, ma adesso, introducendo il post dei prossimi giorni, vi parlo di Γωλγοθά lemma che prima ho “inventato” poi scoperto attestato, certo sin da subito, però, dato il suo valore ghematrico, che qualcuno avesse contraffatto l’originale.

Vi potrebbe sembrare fanta-greco ma che ne direste se ve lo mostrassi attestato nientemeno che da un gesuita nel 1737? Già nel 1737 così si scriveva Γωλγοθά per poi divenire, al fine di distruggere il calcolo ghematrico, Γολγοθᾶ

Vedete, se si va a ficcare in naso negli affari della Chiesa se ne scoprono delle belle e spesso si condivide la sorte di Daniele Paperbroch, che attesta  Γωλγοθά,  perseguitato dall’Inquisizione, non perchè scrivesse male in greco, ma forse perchè semplicemente lo amava il greco, cosa che manda su tutte le furie Roma che invece lo detesta.

Compreso tutto ciò capirete anche la domanda che mi pongo e che il web non è riuscito a soddisfare: quando il latino è divenuto lingua ufficiale della Chiesa? Conoscere quella data equivarrebbe a conoscere quando hanno mutilato Cristo, tagliandogli la lingua affinchè Babilonia assumesse, oltre ai pieni poteri, una lingua ufficiale, una koinè tutta sua.

 

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