Corpus Satanae

ostiaLa Chiesa Cattolica c’insegna che la salute dell’anima passa dalla confessione e dalla comunione, cardini di una fede partecipata, garanzia del paradiso. Per molti anni, amici cattolici, anch’io ho creduto valide le linee suggerite dalla Chiesa, ascoltando Radio Maria per intere giornate e frequentando non solo la Messa, ma pure il vostro più caro forum (cattoliciromani) dove mi son fatto diversi amici, tanto da scambiare anche i regali di quel Natale che non è Natale, nella misura in cui si celebra il 10 di agosto, come sappiamo.

Dunque non crediate, cattolici, che quanto sto per dire lo faccia a cuor leggero, ma la coerenza m’impone di dire quello che sento e credo, alla luce di 427 post di cronologia e ghematria, discipline interdipendenti, come ormai mi pare assolutamente certo.

Infatti quell’ὄφις che conduce al 586 a.C., anno della deportazione babilonese, si è dimostrato all’altezza del lemma che lo partorisce, quasi figlio degenere di una storia inventata e anticristica, proprio perchè frutto del serpente.

Abbiamo anche visto il serpente di genesi che Agostino, il nostro caro Agostino, Padre della Chiesa e di tutta la teologia a venire, lo definisce non “astuto” come va di moda, ma lo inserisce nel giardino della scienza, dove spesso sbocciano i fiori del male, cioè di una scienza che prevarica i suoi confini per divenire idolo.

Agostino, allora, ben scrive quando definisce il serpente di Genesi “il più sapiente”, sapiente di una scienza malata che non “guarda mai il cielo e striscia sulla pancia” (altre descrizioni patristiche), quindi materia lui e il suo sapere.

Quella scienza che lo contraddistingue forse è semplice traslitterazione dal greco, un greco che credo offrisse in origine σκεντια (scienza) di cui il web non offre traccia, come i dizionari, perchè lemma antico come ὁ ὄφις ὁ ἀρχαῖος (il serpente antico) di Apocalisse 12,9.

Resta il fatto che quella σκεντια rende sapiente il serpente, assumendo lo stesso valore ghematrico di quest’ultimo, cioè 586 confermandoci che l’asse cronologico biblico, che offre per quello stesso esilio il 505 a.C., perde il suo equilibrio a causa della scienza del serpente che si è imposta con la violenza alla razionalità, in primis scientifica.

Pensavamo, dato il gran parlare delle due distinte dimensioni di scienza e fede (fides et ratio) che quest’ultima si fosse salvata dalle spire del serpente, ma non è così se assumiamo il sacramento per eccellenza: la comunione la cui ostia il greco, negli anditi nascosti del web, offre come οστιας il cui valore è 587 che richiama il 587 a.C. di quello stesso esilio che alcuni datano nel 586 a.C. raccogliendo ciuffi di lana caprina su cui davvero non vale la pena accapigliarsi (Ravasi data l’esilio nel 587 a.C., altri nel 586 a.C.).

Ecco allora che quel 586/587 a.C. compone, riassumendola, una triade maligna che ci parla dapprima del serpente; poi della sua scienza -che non è tutta; infine ci parla dell’ostia quella che dovrebbe invitare alla comunione dei santi, ma che in realtà precipita all’inferno, perchè chi la consuma “mangia e beve la propria condanna” (1Cor 11,29).

Quasi certamente mi sbattezzerò perchè si fa sempre più forte il grido dell’angelo

Uscite, popolo mio, da Babilonia
per non associarvi ai suoi peccati
e non ricevere parte dei suoi flagelli.
Perché i suoi peccati si sono accumulati fino al cielo

Ps: so quale è la carta che intendi giocare: te l’ho data io. Ti aspetto proprio lì.

 

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