Un happy birthday nel mese più triste dell’anno

happyQuando si scrive ci si affida a un flusso, un flusso che già la testa ha disciplinato e organizzato, tant’è che interromperlo significa aprire parentesi che danneggiano l’unità del testo.

Il post dedicato all’incipit ad Apocalisse è uno di questi, perchè in corso d’opera alcuni spunti sono balzati agli occhi, ma li ho ignorati per non aprire parentesi inopportune, poichè il materiale emerso era adatto per un altro post.

Infatti, quando lì abbiamo fatto notare che per capriccio abbiamo diviso l’età  complessiva di Davide al momento della morte (76 anni) per 14, il 14 della ghematria ebraica del nome proprio “Davide” e delle 14 generazioni davidiche riportate da Matteo, è emerso che esse offrono un quoziente di 5,5 che noi abbiamo  interpretato come mese quinto e quinto giorno della nascita di Davide.

Tutto questo sulla scorta del post che riportava, grazie alla numerazione del versetto, il mese e il giorno di nascita di Gesù, cioè il quinto mese venticinquesimo giorno. Sin da subito abbiamo fatto notare che il mese era coincidente, cioè sia Davide, sia Gesù erano nati, stando alla numerazione dei versetti, nel mese di ab/av, cosa da noi ritenuta non casuale.

Come non casuale riteniamo il fatto che il quoziente su accennato coincida esattamente con la numerazione del versetto del secondo Libro di Samuele che ci parla dell’unzione a re di Davide avvenuta a Hebron nel 995 a.C.

Tale nota cronologica è riportata ala versetto 5,5, quando un anagrafe si compone di due estremi, l’anno di nascita e di morte, per cui quel 5,5 che noi abbiamo supposto essere  quoziente degli anni di vita di Davide divisi per il numero che più lo rappresenta (14) trova in un versetto, che ha le stesse cifre, il contenuto ideale: una nota anagrafica precisissima, cioè 30 anni, che la si può stabilire solo conoscendo l’anno, il mese e il giorno di nascita cioè il 5/5/1025 a.C.

Curiosa allora diviene la sequenza dei 5 che la data di nascita di Gesù (25/5/15 a.C.) e di Davide (5/5/1025 a.C.) offrono parlandoci non solo dell’uomo Dio, cioè perfetto che il numero 5 rappresenta, ma anche delle 5 Piaghe di Cristo, della e che la Chiesa stessa celebra e canta, mentre gli Ebrei in quello stesso mese (quinto) fanno lutto, ricordando la distruzione del primo e secondo tempio facenti parte delle cinque calamità occorse nel mese di ab/ab, cioè, come abbiamo scritto, il quinto del calendario sacro.

Quest’ultima nota potrebbe risultare sfuggente alla ragione, ma non scherzerei su quanto la precede: c’è tutta una categoria serissima del menù che ci narra di versetti capaci di racchiudere eventi storici biblici fondamentali in due o al massimo quattro cifre.

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