Apocalypse down

A suo tempo, in un forum mi è stato obiettato che necessariamente lo stigma finale ha un valore di 200, sostituendo il sigma. La spiegazione addotta portava l’interlocutore, certamente grecista di fama, a sostenere che in realtà lo stigma finale vale 10. Non entro in certe raffinatezze, mentre affronto volentieri il capitolo che la ghematria riserva al caso, capitolo che si apre e si chiude con ὄφις (serpente) che offre un valore ghematrico di 586 solo se si considera lo stigma = 6.

Inutile adesso ripercorrere per l’ennesima volta le vicissitudini di quel 586 a.C. falsissimo se inserito nella cronologia biblica che offre al suo posto un 505 a.C. per la deportazione babilonese, mentre è utile ricordare, alla luce di ὄφις, che il nome proprio greco di Gesù (Ἰησοῦς/σ) deve essere scritto con il sigma affinchè il calcolo sia 888.

Crediamo, alla luce di Ἰησοῦσ, che i Padri, Ireneo di Lione tra i primi, avessero ben chiaro il valore del sigma e dello stigma finali, quando calcolavano per Gesù 888, perchè presumiamo, dal momento che la utilizzavano, la loro conoscenza ghematrica che vuole valori distinti per l’uno (sigma) e per l’altro (stigma), come abbiamo dimostrato con ὄφις.

Altre cose andrebbero scritte come quelle relative a κόσμος/σ (mondo, il mondo di Giovanni, però) che assume solo con sigma un valore di 600 -quello stesso della χ di χξς numero della bestia apocalittica, cioè 666- ma vogliamo venire al punto, al testo che più di ogni altro affida il “libro scritto dentro e fuori” (Ap 5,1) alla ghematria che forse è proprio quel “dentro” di cui ci parla.

Tanti dei nostri post hanno attinto in questo senso ad Apocalisse, ma non in maniera sistematica, come sistematica, pervicace, fraudolenta  è stata la sua falsificazione che emerge sin dal titolo del libro, tanto fa farci pensare a cosa sia giunta, viste le premesse.

Giovanni scrive Ἀποκάλυψις Ἰησοῦ Χριστοῦ (Ap 1,1 Rivelazione di Gesù Cristo) e dunque quella Rivelazione è Sua, Sua nel senso che Gli appartiene; Sua nel senso che da Lui proviene. Ecco allora che diviene interessante indagare i titolo che Gliela attribuisce che è Ἀποκάλυψις.

Se calcolassimo il valore ghematrico per come ce la propongono i testi e anche il web non ne verrebbe fuori niente, mentre se noi  sostituiamo la cappa con la chi e togliamo la iota viene fuori tutto, perchè il valore ghematrico conferma il possesso e la provenienza divina, cioè di Gesù, meglio, di Ἰησοῦσ che ha un valore, lo abbiamo scritto in apertura, di 888, come 1 888 è il valore di ἀποχάλυψς, cioè scritto con la chi e senza la iota.

Fantagreco? No, perchè quel “libro” è “scritto dentro e fuori” e questo significa che aveva ed ha una coerenza interna ed esterna che non poteva esser tradita in toto, come del resto accade a tutte le opere di falsificazione che mai si spingono sino a stravolgere la circolazione profonda sia di un’opera pittorica, come di una letteraria.

Un’opera vibra, ha vita propria che nessuna mano può sostituire: troppe sono le variabili che dovrebbe conoscere per poterle modificare tutte. E’ così che un esame attento rivela il falso, perchè tradisce sempre l’intrusione in un organismo che non riconosce elementi spurii.

Poco conta, allora, se ἀποχάλυψς non sia attestato, poichè nella sua pienezza la lettura ghematrica ci parla dell’originale, l’unico capace d’inserirsi armonicamente nel contesto suo proprio, come quello 888 che riporta ἀποχάλυψς e Ἰησοῦσ in una Rivelazione che è , appunto, di Gesù ed è scritta da Giovanni, la cui penna ha una semantica e un simbolismo propri, tanto che non a caso lui e solo lui si premura di riferire la distanza tra la barca con gli apostoli e Gesù a capitolo 21 del suo Vangelo; distanza che sciaguratamente CEI riporta in metri, perchè in origine scritta in cubiti (romani) che erano “circa 200” quando, se ridotti in metri, offrono di nuovo la sequenza di 888, confermando pienamente quanto abbiamo scritto: un unica opera, un unico autore, un unico stile, per di più inimitabile.

Chiedo, concludendo, fino a dove, signori, vi siate spinti in un testo che mette in guardia e protegge la singola lettera pena l’esclusione dall’albero della vita (Ap 22,19); chiedo cosa, a fronte di un titolo devastato nella lettera e nello Spirito (Rivelazione di Gesù Cristo), ne sia stato del corpo di Apocalisse; chiedo se mai possa esserci bestemmia più blasfema contro lo Spirito.

Nel post di ieri abbiamo visto che la cronologia che avete imposta ha infranto l’Alleanza; con quello di oggi temo che abbiate giocato con il vostro stesso destino eterno di cui poco ci importa, casomai ci importa quello delle persone che avete legate a voi con la menzogna le quali, coscienti di questo, corrono il rischio di condividere il baratro che avete aperto sotto i vostri e gli altrui piedi.

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