“Levan(t)e”, laddove sorge ancora il sole

Ci siamo occupati delle sorti del lago valdarnese che occupava l’area omonima. Ce ne siamo occupati con Incisa Valdarno, Figline Valdarno, Levane Alta e “La Nave” che tradiscono una toponomastica lacustre di origine le prime; una memoria storica ancora viva la seconda.

Ma c’è di più se tessiamo ancora la tela o la rete trattandosi in origine, il Valdarno, di un lago. E’ di nuovo Levane a ispirarci perchè la sua etimologia si fa risalire a una contaminazione di ad venanum, cioè una riserva di caccia padronale, come se quelle terre da tempo immemore fossero adibite a quell’uso.

Rimane il fatto che Levane non si è ottenuto per contaminazione di ad venanum (casomai, come vedremo tra un po’, di ad venenum), ma bensì per un molto più semplice e lineare levans, levantisparticipio presente di levo, che tradotto significa “levante” (ablativo nella declinazione), cioè laddove solitamente sorge il sole, cioè a oriente come dimostra la cartina che espone a sudest il paese

Questo ci dice che siamo in un gergo marinaresco (a “levante” e “ponente” del lago) e ci dice che la toponomoastica è tipicamente latina come latino è levans, participio di levo che significa per estensione “sorgere”. Tutto ciò rafforza ancora più le tracce di una origine  latina dei luoghi, la quale si unisce a memorie storiche ancora vive e ricche di tracce che tradiscono un passato non pleistocenico, ma molto, molto più recente, tanto che mi pare assolutamente sostenibile l’idea che quel lago fosse ancora vivo e trafficato in epoca romana, quando, verosimilmente lo si volle prosciugare, dando luogo a Incisa Valdarno e Figline Valdarno, quando la prima ci parla del femminile del participio di incido che richiama il canale che fu tracciato (inciso); la seconda la grande messe di argille che affiorarono dai fondali, permettendo un artigianato florido che ha dato il nome al paese attuale (Figline/figulinae).

Tutto, allora, fa pensare che la datazione pleistocenica sia posticcia, artificiale per far sì che il Valdarno e le sue origini si allineassero con una storia essa stessa e prim’ancora artificiale e posticcia quando ci parla dei milioni di anni, se in realtà tutto si è consumato semplicemente nei secoli, tanto che la memoria delle persone ancora conserva quelle “navi” che solcavano il lago, come mio nonno, classe 1910 e non 100.000 anni fa se non di più.

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