Vox populi

Veduta_di_Levane_AltaLe mie origini sono valdarnesi, quello che fu il Lago del Valdarno. Si legge, sebbene le fonti siano scarse, che esso si prosciugò 100.000 anni fa nel Pleistocene prendendo, il Valdarno, la morfologia attuale.

Però c’è qualcosa di strano nella datazione perchè si potrebbe ipotizzare uno scenario tipico già descritto da autorevoli studiosi (non faccio il nome perchè mi muovo in un contesto sconosciuto e non vorrei tirare in ballo persone stimatissime) cioè di una storia molto più breve di quella sinora insegnata e creduta.

Mio nonno, quando andavo a trovarlo in negozio, mi raccontava di Levane Alta, cioè la Levane vecchia dove, più in basso, sono nato e cresciuto. Essa, prima dell’urbanizzazione della pianura sottostante, costituiva il punto di “approdo”, vedremo perchè, della parte a Sud del lago, cioè quella rivolta verso Arezzo (quella a Nord guarda Firenze).

Egli, mio nonno, mi raccontava di anelli di ferro posti sulle mura vecchie di Levane Alta dove “ci ancoravano le navi” (navi, mi diceva, non barche). Certo, si trattava di una voce di paese, antica quanto si vuole, ma pur sempre voce o memoria di paese, un paese che la mia famiglia ha abitato per molte generazioni. Potrebbe quindi apparire poco credibile, ma che ne è se la mettiamo in relazione al paese che costituisce la punta Nord del lago, cioè Incisa Valdarno?

Si sostiene infatti che il lago si sia prosciugato per ragioni naturali che hanno aperta una fenditura nel terreno, cosicchè le acque del lago defluirono, dando luogo alla pianura attuale.

Credo che molti sappiano che incisa è il femminile del participio di incido, verbo latino che significa, appunto, “incidere”, “fendere”, “tracciare un solco”. Dunque quella fenditura ha una toponomastica latina tale da far pensare che “l’incisione” sia di quell’epoca e che fino a quell’epoca quegli anelli che “ancoravano le navi” (non barche) avevano la funzione propria di un lago ancora navigabile e profondo (navi).

Pochi km prima di Incisa Valdarno si situa Figline Valdarno, la cui toponomastica deriva da figulina, cioè terrecotte che si producevano sul luogo perchè quello stesso luogo era ricco di argille. Questo spiegherebbe che l’artigianato lì nato fosse dovuto al prosciugamento del lago in epoca romana che permise l’affiorare di argille adatte allo scopo, cioè alle figulinae.

Insomma tutto farebbe pensare a un prosciugamento del lago in epoca molto, ma molto più recente e non in quella datata nel Pleistocene, cioè 100.000 anni fa. Non ho mai avuta l’occasione, nè l’interesse di sincerarmi delle parole di mo nonno, cioè dell’esistenza di quegli anelli di ferro dove “ancoravano le navi” a Levane Alta, ma a questo punto sono davvero curioso, perchè costituirebbe la prova che quella storia è veramente frutto di una datazione artificiale, come sostengono stimati professori stranieri; e un ciabattino, cioè mio nonno, che ha raccolta e conservata una memoria di paese avrebbe ragione, dando ancor più credito al motto latino Vox populi, vox dei.

Ps: la foto ritrae Levane Alta attuale

 

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