Luca 9,33: da Noè a Elia le tende della profanazione

Nel post di ieri abbiamo visto che esiste uno stretto rapporto tra la Tenda (Dimora) eretta da Mosè nel deserto e la tenda più grande e perfetta che è Cristo come scrive espressamente Paolo in Eb 9,11-12. Tale rapporto non si esaurisce teologicamente, ma si consuma anche cronologicamente, perchè il calendario delle settimane collega le due tende: l’una eretta nel 1423 a.C. nel deserto; l’altra nel 35 d.C sul Golgota.

A suo tempo avevamo scritto un post il cui contenuto metteva in relazione Mosè con Noè perchè entrambi costruiscono un’arca: l’uno dell’alleanza, l’altro quella del diluvio. Tale rapporto si esprime anche nel lessico perchè

 il termine ebraico per «arca», tēḇâ, ha un significato incerto; si ipotizza una derivazione dal vocabolo egiziano dbȝt, «cesta», «scatola» o «sarcofago», oppure si fa riferimento ai testi di Ebla dove c’è un termine affine tiba, presente in espressioni del tipo ti-ba-ti-il-li, «arche degli dei», oppure ia-ti-baKI «Ya è l’arca». Il vocabolo ricorre solo in Es 2,3.5 dove designa la cesta nella quale è posto il piccolo Mosè per sarvarlo dalle acque dopo il decreto infanticida del faraone. In questo modo il racconto della nascita di Mosè in Esodo intende stabilire un parallelo tra Mosè e Noè; Mosè salverà il suo popolo dalle acque così come Noè ha salvato l’umanità dal diluvio….Nota interessante è che la traduzione greca della Settanta utilizza per rendere l’ebraico tēḇâ il termine greco kibōtos, che nel complesso di Esodo-Levico-Numeri indica in genere proprio l’arca dell’alleanza presente all’interno della «dimora». In questo modo le parole divine vogliono suggerirci che l’arca è qualcosa di più di una nave; è una sorta di immagine galleggiante dell’arca dell’alleanza collocata nel santuario, il luogo per eccellenza nel quale Dio si rende presente. Il racconto è costruito in modo tale da alludere a qualcosa che ancora deve venire, il santuario. L’arca di Noè è segno della presenza del Dio d’Israele che salva l’uomo in un cammino difficile, come nel caso del popolo nel deserto

Dunque esiste un rapporto tra l’arca di Noè e l’arca dell’alleanza contenuta nella Dimora, la quale era in relazione con la tenda più grande e perfetta di Cristo come abbiamo visto nel post precedente.

Avendo fatto notare sempre nel post precedente che dell’erezione della Dimora (Tenda) si parla nel capitolo 35 di esodo, quello stesso 35 che compone la data della crocefissione secondo noi, adesso crediamo utile far notare la costante rappresentata da quel numero e anno, perchè il termine ebraico per “arca” ricorre solo in Es 2,35

dove designa la cesta nella quale è posto il piccolo Mosè per salvarlo dalle acque dopo il decreto infanticida del faraone (le citazioni sono tratte da R. Tadiello)

ma non solo, 35 compare anche nelle misure dell’arca di Noè la cui lunghezza era 135 metri. Numeri casuali potremmo interpretarli, ma il “caso” vuole che cronologicamente, attraverso il calendario delle settimane, si giunga da Noè a Gesù, alla Sua crocefissione nel 35 d.C. e questo, nell’ottica del blog che non ha mai cercato l’ordine che l’uomo ha dato alla storia, ma il pre-ordine che gli ha conferito Dio, esprime una coincidenza assolutamente non casuale., tanto è vero che dal 2863 AM si giunge  al 35 d.C. attraverso il calendario citato.

E’ bene ricordare che la nascita di Noè è datata dalla Settanta nel 2862 AM quando noi tracceremo un percorso cronologico che cade nel 2863 AM quindi a mesi di distanza, forse.

Infatti abbiamo che nella tabella seguente quel percorso divenga chiaro attraverso il ricorso ai cicli lunghi e brevi del calendario. Vediamo come

ANNO EVENTO CICLO LUNGO CICLO BREVE TOTALE ANNO EVENTO
2863 AM Nascita di Noè 4 44 1440 1423 a.C. Erezione della Tenda
1423 a.C. Erezione della Tenda 1 30 474 949 a.C. Primo anno di regno di Salomone
949 a.C. Primo anno di regno di Salomone 2 12 937 a.C. Dedicazione primo tempio
937 a.C. Dedicazione del primo tempio 47 270 667 a.C. Dedicazione della porta superiore del tempio
667 a.C. Dedicazione della porta superiore del tempio 2 29 699 35 d.C. Crocefissione

Dalla tabella emerge che quel rapporto tra Noè e Mosè e tra Mosè e Gesù stabilito dalla lettera biblica illustrato sopra, trova conferma anche nel numero, perchè è con un unico calendario (quello delle settimane) e un unica cronologia (la nostra) che si sovrappone un contesto biblico e cronologico che disegna un unico percorso dal 2863 AM al 35 d.C., collegando non personaggi e fatti marginali ma di assoluto rilievo se non assoluti protagonisti (in ordine: Noè, Mosè e Gesù).

Questo costituisce uno dei motivi per cui abbiamo fatto notare la frequenza del numero 35 che segna capitoli e versetti, misure lineari e anni come a volerci dire che tutto l’insieme ha una logica, quella stessa che mi pare sottenda a quell’ordine divino con cui la storia si caratterizzava e che noi già molto tempo prima avevamo sintetizzato come “cronologia di Dio“, ben diversa da quella imposta dall’uomo che a ben guardare fa acqua da tutte le parti, come un arca umana alla deriva in un oceano di parole smentite, spesso, dai fatti, pardon, dai numeri che ci dicono che le tende a cui accenna Pietro in Lc 9,33 appartengono a Gesù, a Mosè e a Elia, quando però un’intero contesto cronologico ci parlerebbe di Noè, la cui Arca diviene in Mosè dell’alleanza, la quale diviene in Gesù croce secondo le parole della stessa esegesi cattolica citate sopra.

Elia, quindi, rimane rimane fuori contesto sia se consideriamo l’esegesi, sia se consideriamo una cronologia e un calendario, come dimostra la tabella sopra. Ci chiediamo perchè, chiediamo perchè alla luce delle innumerevoli prove si una sistematica falsificazione del testo greco attraverso cambiamenti marginali delle lettere che hanno sconvolto il calcolo ghematrico, mentre adesso apparirebbe evidente addirittura uno scambio di persona, cioè un assassinio.

Interessante sarebbe uno studio accurato dei manoscritti che magari possono ancora “tradire” (consegnarci) un Noè vittima di quel diluvio che ha devastato la Bibbia, mietendo più vittime di quello avvenuto ai tempi noachici, perchè la Parola tradita uccide più della spada e più di un maremoto.

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