Azaria, la prima vittima del mobbing

sommo sacerdoteLa lista dei sommi sacerdoti ebrei non finisce di stupire, perchè a fronte della sua laconicità (sommo sacerdozio e durata dell’incarico) offre spunti di enorme importanza come abbiamo visto nel post di ieri, dove la tomba di Giosuè apre a una cronologia altra rispetto a quella universalmente conosciuta e adottata che conduce al 586 a.C.

In particolare ci siamo chiesti come sia possibile la presenza della tomba Giosuè a Babilonia se ha officiato a Gerusalemme fino al 490 a.C. e da questo spunto siamo giunti alla conclusione che sì, era certamente sommo sacerdote tra il 515 a.C. e il 490 a.C. ma non fu certamente lui a dedicare il secondo tempio, perchè in quel tempo l’esilio era ben lontano dalla sua fine essendo neppure agli inizi, se secondo noi prende le mosse dal 505 a.C.

Questo ci spiega come mai la salma di Giosia riposi a Babilonia: egli fu tra i deportati e Babilonia ne accolse le spoglie che tuttora là giacciono. Ciò sdogana un’intera cronologia (la nostra) che già di per se stessa offriva solidità e chiarezza tracciando un unicum dal 70 d.C. fino all’esodo dando ragione di tutto e adesso anche del più strano funerale che la Bibbia ci abbia tramandato: un deportato che torna nei luoghi della sua pena per morire, a meno che -è utile ripeterlo- egli fosse già lì da anni e lì sia morto.

Questo, però, non è solo uno sparuto caso in cui una lista sacerdotale si cala alla perfezione in un contesto cronologico e storico dandone conferma al di là delle fonti comunemente citate che noi da sempre abbiamo denunciate come falsate, sulla scorta degli studi di Newton e Fomenko che hanno ragione da vendere, come vedremo nuovamente.

C’è un sacerdote in particolare che fa al caso nostro ed è Azaria III sommo sacerdote nel 630 a.C. cioè negli anni che la nostra cronologia dei Re indica come quelli di Ezechia, regnante tra il 644 a.C. e il 615 a.C.e dunque comprende nel suo regno pure Azaria III che infatti in 2Cro 31,13 è nominato, sebbene se ne vedano delle belle quando se ne deve specificare il ruolo.

Infatti a fronte di una CEI 1974 che ce lo indica come “preposto alla casa di Dio”, CEI 2008 lo definisce “sovrintendente al tempio di Dio”, mentre un’interlineare traduzione inglese usa l’appellativo di “governatore della casa di Dio”.

Nella lunga lista delle possibili traduzioni, spesso a senso, ma sfortunatamente non in questo caso, bisogna aspettare la Nuova Riveduta per fare un po’ di chiarezza, sebbene non tutta, e leggere che era “capo della casa di Dio” e dunque, permettetemi la semplificazione, sommo sacerdote nel 630 a.C. o quattordicesimo anno di regno di Ezechia, quando Sennacherib fece il suo ingresso nella storia ebraica e dunque un anno che certamente gli Ebrei ricordano con precisione, tanto che appunto si data il fatto esattamente (630 a.C., come 630 a.C. indica la nostra cronologia dei Re nel quattordicesimo anno del suo regno) e per questo la lista dei sommi sacerdoti ebraici ne ha conservata memoria.

Se con Giosia abbiamo posto un serissimo interrogativo sull’anno di inizio dell’esilio babilonese, non più l’assoluto 586 a.C., ma un biblico 505 a.C., adesso con Azaria III troviamo una conferma importante sia riguardo alla nostra cronologia di 1-2Re – che già ne ha avute e tante di conferme-; ma anche di quel, perdonatemi, farlocco 586 a.C. perchè se la lista dei sommi sacerdoti conduce con Azaria III al quattordicesimo anno di regno di Ezechia (630 a.C.), che vede in 2Cro 31,13 la coincidenza tra regno (Ezechia) e sommo sacerdozio (Azaria III), ci chiediamo come sia possibile a fronte di un Ezechia ancora in carica nel 630 a.C. avere un ultimo anno di regno di Sedecia nel 586 a.C. a soli 44 anni di distanza, quando il solo regno di Manasse, suo diretto successore, conta un regno di 55 anni, senza contare che ci attendono al varco altri 6 regni per un totale di ulteriori 44 anni.

Solo in un’ottica di un esilio molto più basso è possibile far sì che la lista sacerdotale che ci parla di Azaria III sommo sacerdote nel 630 a.C. durante il regno di Ezechia (2Cro 31,13) collimi perfettamente con una cronologia dei Re che sfocia nel esilio babilonese, non più, al di là dei sistemi di datazione sinora conosciuti, del 586 a.C., ma di un certissimo 505 a.C. a meno che la cronologia biblica non si saldi con quella sacerdotale per due (soli? assolutamente no: lo vederemo) meri, sparuti e fortuitissimi casi dando ragione non solo al contenuto di un capitolo biblico, ma anche a una ricerca che ha inserita quella cronologia dinastica e sacerdotale in un quadro cronologico amplissimo, facendo della prima la stessa sua spina dorsale.

Viene da chiedersi, allora, se quel silenzio che circonda la nascita di Gesù che non “vide” sommo sacerdote, non faccia il paio con dapprima l’ultimo gridato respiro di Giosia che lo hanno tumulato a Babilonia contra la sua espressa volontà di rimanere felicemente a Gerusalemme, sua terra natale; poi con il controverso ruolo di Azaria di cui nessuno, tranne la Nuova Riveduta, vuol dire che fu sommo sacerdote, il quale forse per questo gradirà tutti gli scherzi da prete che si stanno consumando sulla pelle del sommo sacerdozio ebraico:

prima una congiura del silenzio.

Poi un funerale bizzarro.

Adesso una mansione e un ruolo declassati per mobbing, crediamo, dato che certamente la responsabilità è dei “colleghi”.

Sinceramente mi pare troppo anche se, lo vedremo, non finisce qui.

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