Un caldo Natale

In apparenza ininfluente, il regno di Giuda si conclude, se sommiamo tutti gli anni di regno, con uno scomodissimo resto di sei mesi che obbliga ad approssimare e quindi a non tenerne conto.

Tuttavia sarebbe un gravissimo errore perchè quei sei mesi dettano una cronologia che dal tempio salomonico si snoda sino a Giovanni battista e Gesù, quando l’uno rappresenta le fondamenta, l’altro il tempio stesso, il nuovo ναος o sancta sanctorum (Gv 2,20).

Vedremo che questo percorso stravolge il Natale cattolico, collocato -quanto storicamente lo lascio decidere al lettore- nel mese di dicembre, sebbene le critiche non manchino e a ragione diciamo noi.

Cominciamo subito col fornire al lettore i necessari ragguagli sulla questione dicendo che tutto nasce, almeno stando all’evidenza, con la fine del regno di Giuda perchè essa segna un totale di 484 anni e 6 mesi se ne contiamo la durata. Questo obbliga a considerare l’intera durata della dinastia o 484 anni oppure 485 anni dipendentemente dall’approssimazione scelta.

E’ importante adesso considerare la desolazione di Gerusalemme prevista da Ezechiele 4,6, cioè 40 anni, perchè tale esilio finisce o nel 465 o nel 464 avanti Cristo se assumiamo la nostra cronologia (vedi link sopra) che ne colloca l’inizio 484  anni e 6 mesi dopo il 989 a.C. primo anno di regno di Davide, cioè lo colloca nel 505 o 504 avanti Cristo.

Ciò ha importanti riflessi nella cronologia del secondo tempio perchè, ad esempio, stando al Seder Olam tra primo e secondo tempio passano 480 anni, quando le fondamenta furono gettate nel 945 a.C. “pieno” perchè nel secondo mese ebraico di ziv (1Re 6,1), e dunque le fondamenta del secondo tempio cadono nel 465 a.C. sposando appieno la linea cronologica dei 484 anni per il regno di Giuda (989-484=465).

Tuttavia l’abbiamo visto che la durata del regno di Giuda può essere calcolata anche di 485 anni e allora, seguendo il calcolo mostrato due paragrafi sopra, tutto coincide nel 464 a.C. perchè è allora che si gettano le fondamenta del tempio, tanto che quel settimo anno di Artaserse, in cui rientra Esdra (Esd 7,8) con il compito di riedificare il tempio, appare sin da subito ambiguo, perchè ambiguo è il primo anno di regno di Artaserse che può essere il 472 o il 471 a.C. se il settimo coincide nel 465 o 464 avanti Cristo.

Stabilito che le fondamenta del tempio vengono gettate al rientro di Esdra nel settimo anno di regno di Artaserse, che può essere il 465 a.C. o il 464 a.C., interviene Giovanni apostolo a dirimere un po’ e provvisoriamente la questione perchè egli scrive espressamente che per la costruzione del ναος occorsero 46 anni (Gv 2,20).

Qui dobbiamo aprire una parentesi nella speranza che il lettore riesca a seguirci nel nostro tentativo di sintetizzare un argomento molto complesso al fine di rendere comprensibile quanto segue.

Quei 46 anni appartengono giocoforza al secondo tempio, vuoi perchè la spiegazione del passo universalmente addotta che indica 46 anni per l’area del tempio non regge alla lettura chiarissima ναος in Gv 2,20 costringendoci, se i tempi fossero quelli, a delle dimensioni enormi; vuoi anche perchè se considerassimo la data standard della dedicazione del tempio post esilico (515 a.C.) i conti non quadrano con un editto di Ciro del 538 a.C.; vuoi perchè tale nota cronologica cozza irrimediabilmente con la nota flaviana dei 18 mesi per la costruzione del ναος e questo ci obbliga non a chiederci chi abbia ragione ma chi sbagli e di grosso perchè fra 46 anni e 18 mesi corre un abisso.

Ecco allora che l’unica soluzione è che facciano riferimento a due epoche distinte: Giovanni a quella post esilica; Flavio a quella erodiana e questo apre a tutta un’altra cronologia templare rispetto a quella conosciuta, la quale può emergere solo sottraendo prima 46 anni al 465, poi al 464 avanti Cristo, anni che abbiamo detto essere quelli in cui si gettano le fondamenta del secondo tempio.

Otteniamo così o il 419 a.C. (465-46=419) come anno della dedicazione del secondo tempio o il 418 a.C. (464-46=418) cosa che dipende certamente da tutto quanto sopra, ma anche dal fatto che le fondamenta del primo tempio furono gettate nel secondo mese (ziv  1Re 6,1), mentre la sua dedicazione avvenne nell’ottavo mese (bul 1Re 6,38) dando luogo a un cantiere durato esattamente 7 anni e (di nuovo) 6 mesi e non solo 7 anni come sempre scrive 1re 6,38.

Come vedete siamo ancora alle prese con quei 6 mesi che si trascinano come un mantra confondendoci solo in apparenza, però, perchè anche tra Gesù e il Battista intercorrono 6 mesi e badate bene l’annuncio a Elisabetta fu dato nello stesso mese in cui si gettarono le fondamenta del primo tempio, cioè ziv.

Infatti  Zaccaria era un sacerdote della classe di Abia la quale officiava nel secondo mese ebraico cioè ziv, mentre a distanza di 6 mesi l’annuncio fu dato a Maria e dunque nell’ottavo mese o mese di bul (la conclusione a cui giunge l’autore non coincide esattamente con la mia che segue tutt’altra pista. Comunque i suoi prospetti sono certo che saranno di grande aiuto al lettore, facendo luce sul complicato calendario ebraico).

Ma nel mese di bul si dedicò anche il tempio salomonico (1Re 6,38) e questo rende ancora più stringente non solo l’importanza di quei 6 mesi che si trascinano sin dal primo tempio, ma rende possibile anche,  attraverso proprio la tempistica del primo tempio, paragonandosi Gesù al nuovo ναος, determinarne con esattezza la nascita, ben lungi dal quel 25 dicembre, perchè si collocherebbe, partendo dall’ottavo mese in cui fu dato l’annuncio a Maria, o dopo 9 mesi correnti o dopo 10 mesi lunari, cioè nel mese di ab o elul (luglio/agosto o agosto/settembre) come sostengono alcuni studiosi che giustamente hanno fatto notare come la collocazione della nascita nei mesi invernali escluda la presenza dei pastori nelle campagne (vedi fine articolo di wiki) a causa del freddo intenso che certamente ha costretto pastori e gregge nei ricoveri.

Riassumendo: finora tutti tentativi di capire quando Gesù sia nato non hanno trovato una soluzione univoca, ma gli studiosi sanno che il dicembre è insostenibile. La ragione addotta è il freddo, ma quella che più di ogni altro potrebbe convincere è la tempistica del primo -ma in fondo anche del secondo- tempio se Gesù in Gv 2,20 si paragona al nuovo ναος e ne segue le orme.

E’ così che quei sei mesi che si trascinano dal primo tempio e che quel mese in cui furono gettate le fondamenta del tempio e che quel mese in cui fu dedicato possono far luce sull’anagrafe di Gesù nuovo ναος pure lui concepito e quindi edificato/dedicato nel mese di bul, ma solo dopo il concepimento del Battista che rappresenta, con la sua successiva predicazione, le Sue fondamenta gettate per il primo tempio nel mese di ziv e per il Battista egualmente, perchè in quel mese fu dato l’annuncio a Zaccaria suo padre, tracciando, come dicevamo, una tempistica identica tra tra il tempio salomonico e Gesù nuovo ναος concepito nel mese di bul e venuto alla luce 9 mesi correnti o 10 mesi lunari dopo cioè nel mese di av o di eliul (luglio/agosto o agosto/ settembre).

Finora credo che nessuno abbia proposto una soluzione del genere che poggia sull’evidente parallelismo tra tra tempio (Salomone) e Tempio (Gesù) che non è solo simbolico, ma capace anche di togliere un’anagrafe dal “freddo e dal gelo” delle congetture, se non addirittura della menzogna che ha colpito tutti noi, nella misura in cui siamo stati bambini e abbiamo cantato “tu scendi dalle stelle”, cosa vera, senza dubbio, ma accaduta al caldo dell’agosto, al massimo settembre.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.