Un pediatra di successo

pediatraIl Vangelo di Luca si apre al mondo con quell’invito ufficiale rivolto all’illustre Teofilo. Unico tra gli Evangelisti, non chiude la predicazione agli abbienti, ai sapienti o ai notabili ma gli porge gli omaggi.

Quel mondo o gran mondo che Giovanni stigmatizza è per Luca ancora terreno fertile, ma a delle condizioni: esso è establishment culturale, upper class dell’epoca e la semplicità evangelica deve essere saputa presentare, indossando una veste idonea.

Già quindi dall’incipit, da quel “illustre Teofilo”, la Parola si adegua, ma non si stravolge, perchè pur rimanendo semplice, assume la forma di “accurata ricerca e resoconto ordinato” (Lc 1,3).

A suo modo, quindi, rispetta gli standard richiesti da un’opera che vuole essere scientifica, in particolare storica di quei fatti accaduti ἐν ἡμῖν che tutti traducono “in mezzo a noi, tra di noi”, quando il valore temporale della locuzione imporrebbe “ai giorni nostri”, facendo del Vangelo lucano una presa diretta, un reportage a caldo sui fatti accaduti e che hanno scosso Gerusalemme.

Nessuno meglio di Luca poteva farlo, il medico Luca era l’unico ad avere la forma mentis adeguata al compito, l’unico a garantire quella solidità promessa all’illustre interlocutore, certamente attratto non solo dal messaggio, ma anche dal suo contenuto storico.

E’ in questa cornice che l’espressione paolina “il caro medico” (Λουκᾶς ὁ ἰατρὸς ὁ ἀγαπητὸς) assume quasi il tono della profezia, vorrei dire, ma in realtà garantisce da sola tutta la solidità promessa da Luca, se la nostra indagine va oltre lo scientismo per divenire scienza, perchè talvolta la ghematria ha dimostrato di esserlo, scienza.

Della ghematria del nome proprio ce ne simo già occupati qui ed è 527, quando ridotta a un calendario diviene 527 a.C. primo anno di regno di Ioachim e anno fondamentale nella cronologia dell’esilio, come vedremo nuovamente.

Non ci siamo occupati, invece, del titolo di cui si fregia Luca, cioè del Dottore o del medico che Paolo conosce e saluta, perchè anche nel suo titolo si cela tutta una realtà ghematrica importantissima che si coniuga alla perfezione con quella già importante di Λουκᾶς.

Infatti ἰατρὸς ha un valore di 487, quando il 487/486 a.C. fu l’anno dell’eclissi descritta dal VAT 4956 che tutta la scienza considera avvenuta nel 567 a.C. tanto da considerarla data assoluta e capace, per questo, di segnare in maniera inconfutabile l’esilio babilonese nel 586 a.C.

Questo blog ha evidenziato che la cronologia profonda della Bibbia smentisce tale datazione sia nelle sue origini, sia nelle sue conseguenze, perchè il trentasettesimo anno di regno di Nabucodonosor lo colloca nel 487/486 a.C. e dunque l’esilio cade nel 505/504 a.C.

Adesso è inutile parlare delle  conseguenze di una tale modifica: è sufficiente far presente che salta l’intero asse cronologico biblico e con lui tutto quanto l’impianto cronologico del Vicino Oriente Antico, perchè 81 anni di differenza non cambiano solo la storia, ma anche la geografia e la cultura dei popoli.

Affermiamo questo alla luce di oltre 2000 anni di cronologia biblica che hanno tracciato tutte le tappe fondamentali della storia d’Israele dando ragione di punti in cui tutti gli altri sono naufragati se non addirittura non sono stati dispersi in mare “cavallo e cavaliere” (Es 15,1).

Per questo adesso credo ci spetti anche uno sguardo ghematrico, quello di Luca, il medico Luca che nel suo nome proprio offre una ghematria di 527, mentre nel suo titolo (ἰατρὸς) 487 e questo lega in maniera indissolubile i due valori per le ragioni che esporremo.

Il 527 a. C. fu il primo anno di regno di Ioachim stando alla nostra cronologia dei Re, quindi il terzo anno di regno che Daniele 1,1 indica per l’avvento sulla scena internazionale di Nabucodonosor fu il 524 a.C.

Lo stesso anno lo calcola Geremia 25,1 sebbene indicando il quarto anno di regno di Ioachim che fu il 523 a.C. e qui dovrei aprire un’interminabile parentesi che spieghi in maniera diversa dal solito lo scarto tra Daniele e Geremia, ma credo sia sufficiente ricordare che tale differenza si trascina sino alla dedicazione del secondo tempio avvenuta nel 419/418 a.C. quando 419 è la ghematria di Δαυίδ (Davide).

Inoltre sei mesi sono quelli che separano la nascita di Giovanni da Gesù e questo, unito alla considerazione precedente che tira in ballo la ghematria di Davide, ci dice che lo scarto 524/523 a.C. è ben lungi dall’essere dovuto al calendario babilonese o gerosolomitano, perchè nasconde essa stessa una cronologia tutta particolare che ancora purtroppo non ho avuto il tempo di riunire in un post specifico.

Dicevamo che il primo anno di regno di Nabucodonosor si calcola sul primo anno di regno di Ioachim (coincidente con la ghematria di Λουκᾶς) , e da lì nel terzo o quarto, ma non solo, perchè stabilito con esattezza il primo anno di regno di Ioachim è un gioco da ragazzi determinare il trentasettesimo anno di regno di Nabucodonosor, quello descritto dal VAT 4956 che biblicamente, calcoli alla mano, fu il 487/486 a.C. quando 487 è la ghematria di ἰατρὸς.

Dunque quel 487/486 a.C. non emerge solo da una cronologia bimillenaria, ma anche da una ghematria che forse la sa più lunga delle complesse osservazioni astronomiche ciecamente affidate a quelle di Tolomeo, personaggio discusso dalla stessa scienza se Newton lo definiva l’impostore di maggior successo.

A conclusione scrivo che se quel 486 a.C. è la ghematria di υἱός (figlio) per cui credo che nessun altre mani potrebbero averne miglior cura del Dott Luca, pediatra di successo.

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