Le preziose pietre trafugate dalle mura delle Gerusalemme celeste

zaffiroLa questione della ricostruzione delle mura di Gerusalemme se affrontata sotto un profilo storico si esaurisce alla luce della tempistica, sebbene ciò abbia un a serie di conseguenze che si riflettono su tutto l’asse cronologico biblico e da lì sull’intera cronologia del Vicino Oriente Antico, qualora si dimostri, come credo di aver fatto qui e qui, che la loro dedicazione sia avvenuta non nel 445/444 a.C., dopo 52 giorni letterali di lavori, ma nel 399 a.C. ponendo seri interrogativi sulla figura nientemeno che di Ciro, se suo è l’editto di liberazione dalla schiavitù babilonese promulgato nel 538 a.C., tanto da avere un editto nel VI secolo e una ricostruzione della cinta muraria nel IV secolo. Perchè? Qui entriamo in una dinamica storica che grida al falso: al falso della mia cronologia o al falso colossale di Ciro? A voi la scelta.

Questo ciò che accade nel cielo storico, ma è bene ricordare che quelle stesse mura divengono “celesti” se parliamo della Gerusalemme di Apocalisse 21,19 e anch’esse hanno la loro fondazione, stavolta su pietre preziose che il testo attuale traduce come λίθος τίμιος , mentre quelle stesse pietre in Es 28,17, e 39,17, divengono κατάλιθος.

Se nel primo caso, quello che dovremmo prendere in esame stando al testo di Apocalisse conosciuto, il calcolo ghematrico si perde consigliando nulla, nel secondo apre uno scenario noto perchè il valore ghematrico di κατάλιθος. è 447 e questo ci permette l’ingresso in una cronologia nota: quelle delle mura di Gerusalemme ricostruite da Neemia, che rientra nel 451 a.C., tace tre giorni /anni e mette mano all’opera nel 448/447 a.C., datazione doppia obbligatoria iniziando l’anno ebraico a settembre.

Dunque le mura della Gerusalemme celeste e le mura della Gerusalemme storica hanno, stando alla ghematria, uno stesso basamento cronologico che è il 447 a.C. e ciò le rende ancora più preziose, come preziose sono le pietre indicate da κατάλιθος.

Non sappiamo niente ancora sulla cronologia dell’intera loro ricostruzione, se cioè richiedono entrambi 52 giorni/anni, ma sappiamo che il simbolo sposa alla perfezione la storia e quest’ultima tiene a battesimo la profezia cioè il futuro, trattandosi della Gerusalemme celeste.

Da notare assolutamente che 448 è la ghematria di Ἀντιπᾶς il fedele testimone di Pergamo il quale, con la ghematria del suo nome, offre a noi la versione fedele dei fatti, una versione che altrimenti ha dell’incredibile: delle mura che hanno subito 18 mesi di assedio e che sono state lasciate in abbandono  per oltre un secolo ricostruite in 52 giorni letterali, come sostengono tutti all’unanimità rasentando il ridicolo, perchè dal carpentiere all’ingegnere edile oggi nessuno assumerebbe il contratto di una tale impresa, tranne gli studiosi, in ossequio a una vulgata assurda che li copre, mi dispiace dirlo, di ridicolo. Ecco perchè quell’Antipa è la fedele testimonianza, se non fosse altro perchè quella in vigore è una palese menzogna “creduta” però da tutti.

Ma Antipa è importante anche per un altro fatto, perchè egli si colloca esclusivamente nella lettera a Pergamo, quella stessa che prevede per il vincitore un sassolino bianco su cui è scritto un nome che solo chi lo riceve conosce. A noi adesso poco importa del nome, importa invece che l’incisione del sassolino con il nome riporti direttamente a Esodo 39,14 e ai paramenti sacerdotali che si fregiavano di pietre preziose (κατάλιθος) incise che a loro volta riconducono a quel κατάλιθος di cui stiamo parlando che in Esodo è tale, mentre in Apocalisse 21,19, sebbene il contesto ci trasmetta non solo un simbolo identico tramite il sassolino a sua volta inciso, ma anche la ghematria di Antipa, diviene λίθος τίμιος.facendo saltare non solo il calcolo ghematrico ma tutto quanto descritto sopra, obbligandoci a pensare alla contraffazione oppure a un’articolato calcolo ghematrico che incrocia il dato storico per puro caso, come per caso è stato scoperto.

A me sembra, invece, che alle mura della Gerusalemme celeste sia stato dato l’assalto per impedire, come avvenne per le mura della Gerusalemme storica, la loro costruzione. Con Neemia ci fu bisogno di suddividere gli uomini abili: una metà alla difesa dei civili; l’altra alla ricostruzione delle mura (Ne 4,10). Forse per quella celeste è sufficiente uno bello robusto che come avvenne in 2Re 19,35 ne fece fuori in una notte sola 185.000.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.