Mosè e l’Altissimo, la lettura ghematrica di un’amicizia che rivela il falso

moseAll’interno della Scrittura ci sono passi che richiederebbero mesi di ricerca e studio per offrirne un compendio. Uno di questi è il rapporto tra Mosè e l’Altissimo. La breve ricerca nel web mi ha offerto di tutto e di più dalle varie scuole e confessioni che tutte si sono cimentate nell’arduo compito di descriverlo.

Noi non seguiremo la loro traccia, ma seguiremo la traccia ghematrica di Υψιστος certi che i numeri siano talvolta più efficaci di molte parole, tanto che sin da subito scriviamo che il valore di Υψιστος è 1486, quando il 1486/1485 a.C. è l’anno di nascita di Mosè stesso secondo la nostra cronologia.

Tale anno emerge qualora si riesca a venire a capo delle generazioni matteane, non solo riguardo al calcolo, ma anche e più sulla loro sorte, un po’ triste a dire il vero, perchè stando alle edizioni tutte dei Vangeli noi leggeremo alla quarantaduesima generazione di Matteo 1,17 Abramo, quando il calcolo indicherebbe Mosè.

Infatti se una generazione conta secondo noi 35 anni e la moltiplichiamo per 28 otteniamo 1470 a cui va sommato il 15 a.C. come anno di nascita di Gesù e inizio del calcolo generazionale. Ciò ci conduce al 1485 a.C., cioè a Mosè, al suo anno di nascita.

Argomento già affrontato, quello del falso, ma che alcuni potrebbero aver con difficoltà accettato perchè non è di tutti i giorni vedersi stravolgere un Vangelo al grido della falsificazione delle sue primissime pagine, cosa che getta un’ombra di dubbio su tutte le altre.

Alla luce del calcolo ghematrico di Υψιστος credo che i dubbi si riducano di numero e consistenza, come si riduca anche il margine di errore attribuibile alla mia cronologia che in quel 1486/1485 a.C. colloca  nientemeno che la Nascita di colui che per gli Ebrei non è secondo a nessuno: Mosè.

Fieri di questo, gli Ebrei, potrebbero certamente gradire l’idea e il calcolo, ma ricordo loro che quel 1486 a.C., come a suo tempo il 644 a.C. dell’oracolo dell’ Ἐμμανουήλ emerge dal greco neo testamentario, per cui come  Ἐμμανουήλ non è Gesù ma Ezechia; proprio per questo però è Gesù. E così anche per Υψιστος: non è Gesù Figlio dell’altissimo o il suo più intimo amico, ma è proprio per questa ragione, quella che emerge dal greco neo testamentario, che lo è.

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