Margaritas ante porcos

Pur non potendo affermare che gli animali nei Vangeli la fanno da padroni, ci sentiamo in grado di affermare che essi certamente fanno la loro bella figura. Abbiamo il serpente in Apocalisse e pure un drago; abbiamo l’asina e i cagnolini; abbiamo anche i porci se escludiamo lo zampino della Tradizione che ha visto in Gesù un pesciolino nel suo acrostico ICHTHUS.

Insomma ce n’è per tutti i gusti e noi di alcuni di essi ce ne siamo già occupati, perchè conosciamo il serpente  il drago le cui ghematrie greche riconducono ad anni indicati per la cronologia di 1-2Re; delle cagnoline senza guinzaglio invece ce ne siamo occupati con l’episodio evangelico dell’adultera dove abbiamo scritto che, paradossalmente, sono i lapidatori ad andarsene con la coda fra le gambe, come i cani; mentre dell’asino non sappiamo dire nulla, forse anche per spirito di appartenenza che obbliga all’omertà.

Dei porci invece vogliamo dire perchè essi, poveretti, ci obbligano a non dargli “cose sante” (Mt 7,6) perchè altrimenti ti sbranano. E’ così famoso il passo che tuttora è presente nell’italiano la locuzione margaritas ante porcos (perle ai porci) tanto è lo scalpore che suscita il nutrirli.

Che poi, stando alla definizione in auge, vediamo in loro i depravati sessualmente, dediti al vizio e alla lussuria, ed è così banale la definizione che passa sotto silenzio qualsiasi altra definizione. Fors’anche quella che darebbe la ghematria di χοῖρος (porco) che è 856, cifra che se ridotta a un calendario si colloca nei Re al 33° anno di regno di Asa, secondo la nostra cronologia dei Re. Qui le orecchie -in particolare quelle dei dei porci- si drizzano perchè si cade male e il senso di quel 33 appare subito noto, ma non del tutto.

Infatti bisogna sapere che 2Cro 15,19 è un passo tormentato che ha partorito una infinità di soluzioni che noi non riassumeremo confidando nella buona volontà dei lettori, magari più interessati di noi. A noi importa scrivere che Cronache afferma che non ci fu guerra fino al trentacinquesimo anno di regno di Asa e far notare che stando alla ghematria in realtà ciò non accadde fino al trentaquattresimo/trentatreesimo anno di regno, e la ghematria trova conferma in un altro nostro calcolo che a suo tempo riassumemmo in una tabella, questa:

 

RE ANNO DI NASCITA E DI MORTE REGNO GENERAZIONI AMMONTARE DI ANNI RIFERIMENTI CRONOLOGICI
DAVIDE 1019-949 995/6-989 a.C. Hebron

989-949 a.C. Gerusalemme

28° 28×35=980 980+15 a.C.=996/5 a.C. Davide unto re a Hebron

1018 a.C. anno sabbatico e giubilare

SALOMONE 960-909 949-909 27° “ 27×35=945 945 a.C. si gettano le fondamenta del tempio

945+15a.C.=960 a.C. nasce Salomone. Undicenne è unto re

ROBOAMO G. 950-891 909-891 26° 26×35=910 910/9 a.C primo anno di regno.
ABIAM G. 891-889 25° 25×35=875 875+15 a.C.=890/1 a.C. primo anno di regno
ASA G.* 889-847 24° 24×35=840  840+15=855 trentaquattresimo anno di regno 2Cro 15,19
GIOSAFAT G. 882-824 847-824 23°
JORAM G. 856-816 824-817 22°
OCOZIA G. 839-816 817-816
ATALIA G. 816-809
JOAS G. 816-770 809-770
AMASIA G. 820-728 770-728
OZIA G. 744-674 728-674 21°
JOTAM G. 699-659 674-659 20° 20×35=700 700/699 a.C nasce Jotam.
ACAZ G. 679-644 659-644 19° 19×35=665 665+15 a.C.=680/679 a.C. nasce Acaz
EZECHIA 669-615 644-615 18° 18×35=630 630+15 a.C.=645/644 a.C. Ezechia unto re
MANASSE G. 627-560 615-560 17°
AMON G. 582-558 560-558 16° 16×35=560 560 a.C. Amon unto re
GIOSIA G. 566-527 558-527 15° 15×35=525 525+15 a.C=540 a.C. 18° anno di regno: la grande Pasqua di 2cro 35,19
JOACAZ G 550-527 527-527
JOACHIM G. 552-… 527-516
JOACHIN G. 534-… 516-516 14° 14×35=490 490/89 a.C. Ioiachin graziato 2Re 25,27

490/89 a.C. visione di Ez 29,17

490+15 a.C.=505 esilio babilonese

 

Essa considera le generazioni matteane non solo fine a se stesse ma preciso riassunto storico dei fatti salienti dei vari regni di Giuda. E’ un po’ come se nel calendario ebraico si fossero segnate le date importanti, grazie alla lista generazionale matteana.

Se ci prestate un po’ di attenzione e conoscete la cronologia del blog vi renderete conto che è così, come così è nel caso di Asa se si assume per base il 15 a.C., data di nascita di Gesù e inizio del calcolo generazionale di 35 anni ciascuna generazione, e si moltiplica 35 per la 24° generazione a cui appartiene Asa, ottenendo 840 anni+15=855 a.C. esattamente il trentaquattresimo anno di regno di Asa che in una datazione doppia diviene lo 856/855 a.C., quando 856 è la ghematria di χοῖρος.

Il coincidere del calcolo generazionale matteano con la ghematria non è un caso se si considera che fino al trentaquattresimo/trentatreesimo anno di regno ci fu la pace (trentacinquesimo lo ritengo corrotto, ma non sarebbe una novità in 1-2Re). Dobbiamo chiedersi cosa accadde in quell’anno se fino allora regnava la pace, la pace data da un gran re che fino ad allora si era speso per il ristabilimento e il rispetto del culto.

I Padri apostolici insegnano che il maiale o porco è simbolo dell’uomo che sazio dimentica la mano che lo ha nutrito, il che significa che il benessere allontana da Dio tanto da generare la rivolta contro di lui.

Quei 33/34 anni di pace di cui godé il regno di Asa sono simbolo della pace e della quiete del “beato fra’ porco” che si è avventato contro Colui che gli ha dato quello stesso benessere e per questo è stato punito con la guerra che ha tolta la pace.

La nota del cronista riassume allora una condizione umana che Dio ha corretto confermandoci che agli occhi di Dio il porco non è tanto un depravato sessualmente, quanto un viziato a cui non conviene dare cose sante perchè le farebbe a brani, cioè si rivolterebbe contro quella stessa mano che gliele offre, tanto ormai si è allontanato dalla moralità, cioè dalla Legge tutta e non solo quella che regola la pudicizia.

Quel 33° anno di regno in cui tutto avviene stando alla ghematria di χοῖρος fa veramente drizzare le orecchie ai porci, perchè quel 33 d.C. rappresenta coloro che si sono allontanati dalla “sana dottrina” paolina che insegnava il 35 d.C. come anno della crocefissione, ma non gliene parlate: si rivolterebbero contro come scrofe a cui si tenta di sottrarre i piccoli. “Provare per credere”, parola di Angeli.

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