La storia e la sua γηνησηις

Cos’è la storia se non un resoconto ordinato dei fatti (Lc 1,3)? Definizione lucana, certamente, che esula da una questione complessa, di cui magari wiki saprà offrire la solita sintesi. Ma cosa dice la Bibbia della storia? Ne aveva una concezione certamente se secondo alcuni essa è sostanzialmente un libro storico (Soggin), pur tuttavia, se la ricerca non mi tradisce, essa compare solo quattro volte nella bibbia e non sempre tradotta direttamente ma semplicemente tirata in ballo.

Una di queste volte fa la sua comparsa grazie al sostantivo plurale γενέσεις che CEI 1974 in Gen 6,9 traduce al singolare come “storia” avendo, credo, le sue buone ragioni che noi adotteremo, perchè γενέσεις ha anche un’accezione storica, mi dicono i dizionari.

Noi siamo abituati a prestare ascolto ai lemmi importanti perchè spesso la loro ghematria rivela molto più di quanto decine di libri potrebbero fare. Come in questo caso se γενέσεις ha un’accezione storica perchè la ghematria del lemma pre-contraffazione è γηνησηις con un valore ghematrico di 487.

Tale valore va al di là delle aspettative perchè fa riferimento al 487/486 a.C. anno che secondo la cronologia del blog segna l’eclissi descritta dal VAT 4956, con cui si calcola il trentasettesimo anno di regno di Nabucodonosor e di lì l’anno della caduta di Gerusalemme, che tutti dicono assoluta nei panni di quel 587/586 a.C. suggerito dall’ecumene degli studiosi, mentre la Bibbia esprime chiaramente un 486/487 a.C. e un conseguente 505/504 a.C.

Che fare? Ha ragione la scienza e la sua datazione astronomica o ha ragione la Bibbia nella sua coerenza cronologica interna? Rivolgiamoci alla ghematria, rivolgiamoci alla voce stessa di storia che offre la Bibbia con γηνησηις per vedere che di nuovo essa offre una coerenza fortissima, perchè intende quella stessa storia e ghematria incontrata con  “figlio”, padre”, “roccia”, “giogo” (quello che  Gesù invita a prendere su di sè), e “Giuda” inteso come regno e dunque come storia.

Un 487/486 che offre  anche una precisa metrica nel corpus cronologico bilico tanto da essere fonte di una cronologia tutta particolare qui riassunta (vedi post)

 

1485 anno di nascita di Mosè
1423 a.C. Erezione della Dimora (Es. 40,17) -486 anni
937 a.C. Dedicazione del tempio -486 anni
451 a.C. Rientro di Neemia. XX° anno di regno di Artaserse. Pronunciata la parola sul rientro (Dn 9,25) -486 anni
35 d.C. Crocefissione. E’ dedicato il nuovo tempio in Cristo

Alcuni certamente continueranno a preferire la datazione astronomica e forse è giusto così, ma non si dica più che quella è l’unica possibile, perchè se υιος  (Figlio) si è fatto storia (γηνησηις) è grazie a quel 487/486 a.C. per cui non è un caso che abbiano lo stesso valore ghematrico.

Questo emerge dalla Bibbia e la sua γηνησηις (storia), ma qualora anche la scienza dimostrasse che la VAT 4956 ha ben altra datazione potremmo dire che veramente il Padre (πατερ); il Figlio (υιος) hanno scritto la storia (γηνησηις) con buona pace del serpente (οφις) in cui valore ghematrico è 586, come 586 a.C. segna la caduta di Gerusalemme stando alla sua lingua, ops, la sua storia.

In calce dobbiamo certamente dire che quella storia (γηνησηις) non solo è stata deturpata nei numeri, ma anche nelle lettere, perchè in γηνησηις non si è salvata neppure un eta stando ai dizionari.

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