la ricostruzione delle mura di Gerusalemme: un colossal dai sorprendenti titoli di coda

Questo sarà necessariamente un post breve perchè a suo tempo ho dedicato all’argomento un ottimo post. Si tratta della ricostruzione delle mura di Gerusalemme che invito caldamente a leggere alla fine di questa paginetta.

L’argomento lì trattato si ripropone in una veste nuova ma fondamentale che nasce dalla ghematria di Ναταναιήλ (Nataniele, così si scrive, così!), nominato da Gv 1,47, che è 451. Non è un numero qualsiasi perchè il 451 a.C. segna, secondo noi, il rientro di Neemia dall’esilio con lo scopo di riedificare le mura.

Non subito però: abbiamo visto qui che il suo triennale silenzio ha lo scopo di sincronizzare la sua opera con la profezia: quella delle 70 settimane di Daniele, in cui si scrive che le prime 7 settimane di anni saranno dedicate alla ricostruzione di mura e piazza.

Risulta così evidente che tolti al 451 a.C. 3 anni l’opera sarà completata in 49 anni, per il semplice fatto che Neemia stesso scrive che occorreranno 52 giorni (Ne 6,15) e questo associa alla perfezione l’opera di Neemia con la ghematria di Ναταναιήλ.

Infatti il solo pensare che un recinto murario di quelle proporzioni, le proporzione dell’intero sistema difensivo di Gerusalemme che aveva subito due anni di feroce assedio e oltre un secolo di abbandono, possa essere stato ricostruito in 52 giorni letterali è folle, come folle è l’assoluta noncuranza di come si è “dimenticata” la regola biblica di un giorno=un anno.

Tuttavia, sebbene l’evidente sciocchezza, tutti la propagano e la insegnano, pure gli Ebrei nelle loro enciclopedie. Allora quel “vero israelita in cui non c’è menzogna” (Gv 1,47) riferito a Ναταναιήλ non a caso si associa alla ricostruzione delle mura di Gerusalemme perchè la tempistica proposta dagli storici è così evidentemente falsa che Gesù ancora esulta quando incontra un Nataniele che, a dispetto di tutto e tutti e in ossequio alla propria dignità, dice il vero: non 52 giorni, ma 52 anni come impone la ragione se non adiirittura un briciolo di buon senso!

La ricostruzione delle mura di Gerusalemme è veramente il simbolo di come si faccia storia:  una menzogna vergognosa a cui tutti danno l’assenso e si prostrano per tornaconto, in sfregio alla dignità non solo loro, ma anche degli studenti che con una perfidia satanica sono presi in giro.

Spero vivamente che quando se ne accorgeranno, oltre ai titoli di studio che vantano gli eccelsi lumi del mondo accademico, passino pure quelli di coda: bugiardi, impostori veduti!

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