Che sia Dio a giudicarvi, dopo gli uomini

Il prossimo 26 settembre saranno 5 mesi che mio è padre è all’ospedale allettato da un ictus; saranno 5 mesi che è l’ostaggio nelle loro mani, quello con cui fanno pressione e violenza per estorcere.

Le mie continue denunce di furto, che avrebbero dovuto avere altra sede se in Italia esistesse la legge, provano che colui che intende impossessarsi dell’intero mio lavoro, è ricorso alla violenza più bieca: il ricatto sulla pelle di un innocente.

Scrivo solo ora perchè convinto,oltre ogni ragionevole dubbio, che quell’ostaggio se lo sono procurato, avvelenandolo una prima volta come avvertimento; la seconda come punizione e poi una terza e una quarta volta.

Mi sono morti due cani vomitando liquido nero dallo stomaco. Adesso è toccato a mio padre che dal sondino naso gastrico e dal nasino dell’ossigeno secerne lo stesso liquido nero.

Del fatto erano stato avvertito il personale dell’ospedale di Umbertide dalla badante alle sette del mattino: sono intervenuti solo dopo il mio arrivo, alle sei del pomeriggio. Non è negligenza, ma volontà: stessa mano; stessa tecnica; forse stesso veleno dei cani, in ogni caso stesso scopo: piegarmi.

Mi meraviglia che in tutto questo tempo nessuno abbia capito che se uno denuncia un furto che ha per oggetto studi biblici che scardinano il Magistero e che se uno ha scritto chiaro che ha rifiutata la benedizione del prete le due cose sono collegate al quasi immediato ricovero di quel pover’uomo per un ictus devastante.

Ci sono ancora nelle forze della giustizia uomini con un briciolo di onore? Dico un briciolo, non di più, per rendere quella stessa giustizia a un pover’uomo che non ha colpe se non quella di avermi come figlio? Quella divisa che indossate ha un senso o è, come scrivevo ieri, solo la spolverina di buffoni con la pistola?

Adesso che sapete tutto, se non intervenite, potrete sfuggire alla giustizia degli uomini, ma non a quella di Dio, che pregherò per far morire mio padre e porre fine alla violenza a cui è sottoposto.

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