La gloria, lo sposo e le vergini: la difficile scelta di una chiesa

La gloria (δοξα) è stata l’oggetto di alcuni post, in uno dei quali abbiamo pure parlato di un king’s David fight (se l’inglese non fosse corretto perdonatemi). Tuttavia molto rimane da dire di essa, perchè finora non abbiamo forse dato indicazioni precise di dove essa si collochi, nel tempo e nello spazio. Partiamo dalla prima dimensione.

Δοξα ha un valore di 135 che noi scomporremo in 1 e 35 facendo riferimento a Gv 17,3 in cui si parla di “unico vero Dio” (1) e della Sua conoscenza, e di 35 anno della crocefissione, quello stesso anno che ha, appunto “glorificato” Gesù. Dunque non è una gloria mundi, ma quella che si consegue, in senso lato, dopo la morte e che va oltre la morte, superando la dimensione del tempo.

Diversamente la dimensione spaziale richiede maggiori spiegazioni, perchè Apocalisse fa riferimento alla gloria, spirito di Dio e di una chiesa che noi abbiamo detto essere Sardi, sebbene Ap 5,12 la collocherebbe, in Filadelfia, sesta chiesa come sesto apparirebbe lo spirito di gloria.

Più volte abbiamo parlato di manomissione del testo di Apocalisse, in particolare dell’ordine degli spiriti che consegnano, rispettivamente, alle chiese, il proprio carisma, ma non abbiamo mai illustrato le nostre ragioni, cosa che faremo adesso, dimostrando che secondo noi la gloria è il quinto spirito.

Innanzi tutto ricordiamo che quella gloria è la gloria del Cristo, quella che Egli ha conquistato con la Sua morte, per cui il contesto deve essere appropriato ed esso non può che essere Sardi, la cui lettera ci parla della vita apparente dell’angelo che si crede vivo, ma in realtà è morto.

In quella stessa lettera leggiamo anche di “ciò che sta per morire” e questo richiama nuovamente la morte, che in quella lettera è il leit motive, tanto che potremmo sintetizzarla come una lettera tra la vita e la morte.

Abbiamo allora trovato in Apocalisse una chiesa di riferimento per collocare la gloria di Dio, cioè lo spirito che da lui proviene, ma c’è altro se la morte richiama, per forza di cose, gli inferi, ossia la regione dei morti, ergo il luogo della gloria dei, dato che di essa stiamo parlando.

In Apocalisse leggiamo che compaiono quattro cavalli: uno bianco (Efeso); uno rosso (Smirne e, perdonatemi la battuta, la sua armata, cioè l’Armata, appunto, ru/ossa); uno nero (Pergamo) e uno verde (Tiatira).

Quando esce il cavallo verde, il cui cavaliere è la morte si legge che “lo seguono gli inferi” (Ap 6,8) per cui abbiamo, rispettando l’ordine, Efeso, Smirne, Pergamo, Tiatira e gli inferi che, nell’ordine delle chiese, quello espresso dalle lettere, non può che essere Sardi che non a caso abbiamo detto essere la chiesa della gloria dei, quella che si conquista con o a prezzo della morte e che dunque introduce negli inferi, i quali, oltre tutto, si collocano, in una immaginaria cartina della chiese che hanno cristianizzato il mondo, diamentralmente opposta a Efeso, cosa che ne fa, appunto gli inferi, cioè la regione più bassa (lontana) rispetto al cielo rappresentato, rispettando gli elementi naturali di Apocalisse, da Efeso (abbiamo accennato al fatto in altri post).

Ecco allora che tutto conduce a Sardi, Inghilterra o mondo anglosassone che dir si voglia, quando si affronta la gloria nella sua collocazione spazio temporale e qualora si assuma Apocalisse come linea guida. Non a caso avevamo detto che un immaginario king’s david fight è lì che si terrà e non in altre chiese, perchè è lì che il Cristo potrà ricevere la Sua gloria. Ma non solo.

Sappiamo infatti che le nozze dell’agnello saranno caratterizzate da conferire a Lui gloria (Ap 19,7) e questo ci conferma ancor più che se veramente quel king’s david fight si terrà o si è tenuto proprio lì a Sardi non è un caso:in fondo era tutto scritto.

Se sono stato chiaro, alla luce delle nozze del Cristo, potete adesso capire quanto sia importante l’Inghilterra, la quale dovrà fare la sua scelta matrimoniale tra un novello sposo che viene di notte come un ladro (Ap 3,3) e dando scandalo, come di notte è annunciato il ritorno di Gesù a cui si deve andare incontro, cioè fare scorta (“essi mi scorteranno in bianche vesti perchè ne son degni” leggiamo di nuovo nella lettera a Sardi) se vergini savie; mentre nell’altro caso si convolerà con un arrivista senza scrupoli che non ha indugiato a falsificare Apocalisse collocando la gloria in Filadefia (Francia) blindando quella chiesa con un bagno di sangue (rivoluzione e decapitazione di un’intera classe nobiliare) affinchè il matrimonio fosse combinato: un Cristo cattolico con una chiesa cattolica, salvo imprevisti

Conosci benissimo, Sardi, gli arrivisti accaparratori, nessuno meglio di te li conosce. Qualora la tua scelta fosse sbagliata non riuscirai mai a immaginare le lacrime che dovrai versare, perchè appena compromessa getterà la maschera e solo io so quanto sia brutto, sporco e cattivo, sebbene di buone maniere e dai modi affabili, quegli stessi che solitamente traggono in inganno le sprovvedute.

 

 

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