Μαρξ&Σαρξ il discount della storia

falceFra poco riapriranno i licei e le università proporranno le loro sessioni di esame. Da padrona la farà la storia, perchè ancora materia di studio e di studi. Ormai imperante, il materialismo storico spiegherà tutto, perchè è la chiave di comprensione di quella stessa storia.

Le sue forze produttive e i suoi rapporti di produzione, introdurranno gli studenti nel mondo di Marx, in una storia fatta materia, cosa, oggetto. Qualunque processo storico dovrà avere l’avallo del metodo ed è uno solo: quello di Marx che non ci ha capito niente.

Non ha capito nemmeno che la storia, per come la raccontano, è una truffa venduta a carissimo prezzo, vuoi perchè i suoi testi sono inavvicinabili se specialistici (ma anche no); vuoi perchè alimenta una pletora di gente che per prima dovrebbe insegnare a se stessa, indubbiamente.

Essa infatti non ha capito che la storia poggia su due zolle tettoniche che quando entrano in  collisione generano cataclismi e terremoti sulla crosta terrestre, cioè nella storia. Esse sono la luce e le tenebre, il bene e il male, Cristo e l’anticristo, Dio e satana. Ecco, queste due forze fanno la storia.

La prova di tutto ciò è la Bibbia e, appunto, la sua storia: falsata, contraffatta, tradita e talvolta uccisa. Perchè? Cosa o chi aveva tale necessità? Se l’origine della storia è il conflitto tra forze produttive e rapporti di produzione, diciamola chiara quella storia: che male c’è?

E invece no, le carte che la scrivono, la storia, sono state taroccate e il destino di Uno e di molti oscurato. Se in origine si parlava di Incarnazione, come mai si è parlato poi di processo rivoluzionario? Se si predicava pace, com’è che quella pace è stata interpretata alla luce di quella “violenza levatrice della storia”? Perchè il materialismo storico ha visto nei poveri evangelici il proletariato ante litteram?

Un’analisi obiettiva non poteva portare a questo, la scienza non poteva portare a questo se il metodo marxiano era azzeccato, eppure così è successo, tanto che un papa (quello della foto) propone la falce e il martello che s’impugnano con un solo Cristo (osservate la foto).

Viene da sorridere, mentre fa proprio ridere l’idea della caduta di Gerusalemme per mano di Tolomeo Soter perchè ha avuta la brillante idea di assalirla di sabato, giorno di mercato, evidentemente. E’ così che l’uomo dabbene pensa che durate l’assedio di due anni da parte di Nabucodonosor non ci fossero sabati; come non c’era nessun sabato durante il massacro di Tito contro quella stessa Gerusalemme.

Deve essere per forza così; non c’erano sabati in quegli anni, altrimenti non si spiega, come non si spiega come mai Flavio ci dica il contrario: “No, no era sabato e tutti erano al mercato purtroppo!” Povero Flavio pure lui materialista e storico, tant’è che la dice falsa o…gliela fanno dire falsa, perchè altrimenti si vedrebbero le forze originali che muovo la storia.

Eh già, era anno sabbatico e giubilare quel 318 a.C. quando Gerusalemme cadde senza colpo ferire e Tolomeo potè esiliare un ‘intera popolazione, la quale certamente credeva nella protezione divina, tanta era la santità dell’anno. I gerosolomitani non si arresero a Tolomeo, ma alla volontà di Dio, l’unica che poteva piegare un popolo fino allora fierissimo.

Ma Tolomeo non è passato alla storia come secondo  quanto come Soter sebbene di Rodi. Ma tu guarda e pensare che una mente sana, cioè non materialista, quindi scevra da sovrastrutture (la stupidità) si rende subito conto che di lì (318 a.C.) ed altri 350 anni (cioè un altro esatto ciclo sabbatico e giubilare) giungiamo al 32 d.C., anno d’inizio del ministero pubblico di Gesù Soter (salvatore per molti anche se non per tutti).

Gli antichi, quando scelsero l’appellativo per Tolomeo II, erano coscienti di questo, che cioè da Tolomeo si giunge al Soter (Salvatore) e questo intendevano dirci, come intendevano dirci che bisogna prestare attenzione alla storia che non è mossa da fregole rivoluzionarie ma da Gesù di cui Tolomeo fu strumento, quasi un trampolino di lancio per il carpiato finito in croce come previsto da Daniele, non intellettuale ma profeta e non solo “del passato e del presente” (Ravasi, quelli sono gli intellettuali come lei) ma anche del futuro che da solo scardina tutta la baggianata marxista delle strutture, sovrastrutture e dépendance.

Ecco, questo fa luce nella storia come quella francese che tutti vorrebbero partorita da brioches e circenses (ghigliottina), ma che in realtà torna al punto: una chiesa gallica sulla scorta di quella inglese e tedesca che non era ben vista, poichè si voleva un matrimonio combinato perchè se

Rallegriamoci ed esultiamo,
rendiamo a lui gloria (Sardi),
perché son giunte le nozze dell’Agnello;
la sua sposa è pronta (Ap 19,7)

e quella se n’è già andata con un ufficiale e di cavalleria bisogna per forza di cose blindare la Francia e cambiare l’atto di nozze in un elemento fondamentale (Apocalisse 5,12 che in origine prevedeva “gloria e onore” e non viceversa) e poco importa se è necessaria una strage: la sposa bambina costretta al matrimonio (Filadelfia) non deve sfuggire, perchè quelle nozze combinate devono assolutamente tenersi!

Ecco, brevissimi accenni per studenti convinti che Marx sia la chiave quando a me, come direbbero a Napoli, parebbe qualcosa di diverso, ma si sa, “ogni scarrafone è bello a mamma soja” (Daniele, il cantautore e non il profeta, anche se ci ha azzeccato pure lui)

 

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