Scrivo a voi figli, scrivo a voi padri

pennaLa Prima lettera di Giovanni quasi si apre con quel famoso “scrivo a voi”. Anch’io, come il mio omonimo, scriverò a voi giovani, e scriverò a voi padri.

Scrivo a voi giovani che non conoscete il maligno se non grazie a stampe che purtroppo vi hanno fatto sorridere. Interrogatevi sulla vostra carriera scolastica che nei licei, almeno ai miei tempi, si concludeva tra il 36 e il 60.

Il 36 era il minimo sindacale; il 60 era riservato alle stelle della classe. Non trovate strana questa scala di valutazione? 35/36 richiama la croce di Cristo secondo questo blog; mentre il 60 richiama la csi del 666 (chi, csi e stigma) cioè la bestia se la triade si compone, in ordine, di satana, bestia e falso profeta.

Il tutto potrebbe risultare un po’  forzato e quasi giustificare chi non ha voglia di studiare, mentre all’università i trentisti (30) ne hanno molta, ma tuttavia non si può notare che siamo passati dalla croce di Cristo (36) al 30 di Giuda passando per il 60 della bestia e questo fa di un intero sistema di valutazione qualcosa di veramente curioso, perchè ha riassunto tutta una vicenda: quella di Gesù.

Potrei essere smentito da qualche anima bella cattolica che potrebbe obiettarmi che lei è cattolica dunque cristiana e ha preso 60 alla maturità e tutti 30 all’università, ma quell’identità tra cattolicesimo e cristianesimo è solo nella sua testa, magari di brava persona, ma un po’ frastornata perchè non ha capito in quale razza di tresca è caduta.

Sappi allora anima bella che in terza liceo classico si può essere presentati con un giudizio sprezzante sulle tua capacità di scrivere (neanche la penna in mano, per intendersi) e giungere miracolosamente a compilare una tesi di ricerca e ricevere da due professori tre complimenti per come è scritta. Allora delle due l’una: o in terza liceo volevano bocciarti, ma ti sei salvato con un 36 di cui ora vai fiero; o all’università non ci capivano niente sebbene professori universitari.

Oddio, oddio quante ne ho viste in quella terza liceo: pure la cena di ringraziamento, mancava solo il tacchino e il picnic nel giardino delle suore (le aule) era già pronto. Parlo di aule delle suore, anzi, del loro giardino perchè state sicuri che lì sbocciano solo i fiorellini graditi: per gli altri è riservata la cesoia e …zac nessuno ti vede più (tranne me, gramignaccia!).

Ecco, giovani, questo è il contesto della vostra scuola, ora come allora, niente è cambiato perchè….mmhh, mmhh bisogna essere…Fedeli sennò ricordatevelo…zac, la cesoia, è li pronta.

E scrivo anche a voi padri perchè già ai tempi dei licei iniziate le piccole o grandi manovre per assicurare il futuro dei vostri figli, con gli inciuci, gli intrallazzi, le raccomandazioni e gli accosti (non è così? Dite la verità, dai!).

Attenti perchè sebbene il motivo sia comprensibile, dovete sapere che farete costruire il futuro dei vostri figli neanche sulla sabbia, ma proprio sul letame che a tempo opportuno attirerà ogni sorta di vermi e sorci a cui non potrete sbattere la porta in faccia capito? perchè voi credete che nessuno sappia quello che avete combinato per loro (che poi lo sanno tutti, credetemi), ma lui, quello con le corna, lo sa e gli chiederà il conto prima o poi, sottoponendoli, a tempo opportuno o al momento del bisogno, a ogni sorta di ricatto e pressione, costringendoli a porcate da notti e notti insonni.

Voi genitori sapete, a differenza dei vostri figli, che il lavoro in Italia non è un diritto costituzionalmente garantito, ma un piacere che ti fanno e che rivorranno indietro. Se non siete disposti ad essere carini, non tanto con il potente di turno quanto con il suo leccaculo, sì  lavora lo stesso, certo, ma in qualche angolo buio nonostante la laurea.

Mi rendo conto che per voi genitori la scelta è dura tra la comoda schiavitù dei vostri figli e una libertà e dignità esigenti così tanto da farvi sputare sangue. Però l’una li condurrà all’inferno seguendo la via larga e spaziosa di cui ci parla Gesù; l’altra non sta a me dirlo, ma mi pare sia anch’essa segnata e vada in direzione opposta.

Questo è lo scenario scolastico a cui manca solo una solenne benedizione quando diviene mondo del lavoro: quella del Papa che infatti campeggia, almeno qui, all’Ufficio del registro (la miglior scena horror di tutta la mia vita) dicendo a tutti che la sua benedizione è necessaria ai vostri affari, salvo dimenticarsi di dire che potrebbe riservarvi anche la sua maledizione e allora siete sul lastrico nel giro di 24 ore, perchè magari una torma di finanzieri vi scriverà un verbale buono per una tavolata da dodici, compresi i tovaglioli, dove anche lì scriveranno qualcosa; o scatenerà contro di voi una ridda di voci diffamandovi e calunniandovi fino a farvi chiudere (insomma il modo per farvi la pelle lo trova, statene certi).

Ecco grosso modo ci siamo e scusate, giovani e padri, se ho scritto cose che già sapevate, ma repetita iuvant 

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