Giusto de Menabuoi e il manifesto programmatico del Battistero di Padova

Egregio Dott. Fomenko,

non sempre accedo al suo sito Nuova chronologia, sebbene lei abbia avuta la cortesia di pubblicare due miei studi. La necessità di tradurli in inglese mi ha impedito, visti gli alti costi qualora si voglia un lavoro accurato, di inviarle altri lavori, magari più completi avendo il blog fatta molta strada da allora.

La sua ricerca spesso indaga il mondo dell’arte alla ricerca di indizi che suffraghino la sua sacrosanta intuizione, cioè l’inossidabile certezza che la storia, per come ce la raccontano, è “una bufala” come titola un sito a lei dedicato.

Allora voglio proporle qualcosa di speciale che interessi lei per primo, ma che anche valuti la mia prospettiva che è, penso lo sappia, biblica perchè è la Bibbia la prima vittima di quella storia universale falsa che lei ha denunciata.

L’affresco che seguirà queste righe è ospitato nel Battistero di Padova e l’artista è Giusto de Menabuoi. Eccolo

mostro7teste

 

Come può vedere esso rappresenta la bestia dalle sette teste e dieci corna di cui ci parla Apocalisse 13,1, la quale però aggiunge che quella stessa bestia è legata a filo doppio al falso profeta, il quale esercita tutto il suo potere in sua presenza (Ap 13,12). Ma non solo, esso fa sì che tutti ricevano un marchio sulla mano e quel marchio è il marchio della bestia, il celeberrimo 666.

Come può altrettanto vedere, le corna della bestia hanno alla loro sommità una tiara papale e questo illustra tutto quanto scritto sopra, cioè che alla bestia è stato conferito il potere dal falso profeta o, in ogni caso, la bestia si avvale di un potere conferito da altri che la rende addirittura sacra e il caso vuole che quelle tiare papali sulle corna della bestia lo siano sacre, facendo parte dei paramenti

Se lei, come mi è parso di capire, segue il blog capirà che tutto quanto questo stesso blog ha denunciato, specie con la sezione ghematrica che ha consegnato alla storia del web Sisto V Peretti come falso profeta, ha trovato nell’affresco di Giusto de Menabuoi la sua perfetta sintesi.

La storia va riscritta certamente, caro professore, ma prima bisogna capire le finalità perseguite da quella falsa che non ha seguito, come mi pare dica lei, semplici logiche di potere, ma logiche sataniche, quelle stesse di cui ci parla Apocalisse.

Le faccio due esempi:

Il primo è tratto dalla Rivoluzione francese che non scoppiò a causa delle brioches che Maria Antonietta voleva dare al popolo in sostituzione del pane, ma per le ragioni che pochi sanno e che molti tacciono.

La Bastiglia cadde all’indomani della folle idea della nobiltà francese di avere una Chiesa gallica indipendente da Roma, sulla scorta di quella tedesca e inglese. Io credo che veramente fu un’idea folle, così folle che fece letteralmente perdere la testa a tutta quanta la nobiltà, come sappiamo.

Credo di essere al corrente anche del perchè Roma fosse così visceralmente attaccata alla Francia tanto da ritenerla insostituibile, ma non voglio anticipare i tempi, tanto meno la prova dei fatti, casomai passiamo al secondo esempio

La Rivoluzione d’ottobre, che lei ben conosce, innestò una teoria nata per la classe operaia in contesto profondamente contadino, tanto che tuttora se ne discute di quello strano paradosso russo.

Forse se ne potrebbe discutere un po’ meno immaginando Monsignor Ratti ai confini russi a osservare l’incendio di un intero popolo che da contadino lo si volle, solo per quell’occasione del ’17, operaio, quando invece il proletariato europeo rimase indifferente alla rivoluzione, dimostrando che l’incendio marxista era pilotato da abili piromani. la cui intenzione era ridurre in cenere solo la Russia, il cui spirito, come da molto vado scrivendo a proposito di Smirne, la vostra Chiesa, è la ricchezza (spirituale). E’ coscienti di questo, cioè della vostra enorme spiritualità, che vi hanno mandato Μαρξ (Marx) cioè σαρξ (carne, un bravo starets capisce al volo).

Le ragioni della rivoluzione francese e di quella russa hanno, quindi, ben altre prospettive se il punto di osservazione è quello giusto che solitamente si trova in alto, così in alto che tutti, per paura o interesse, lo hanno perso di vista, ma non noi che non abbiamo paura della verità.

Concludo dicendo che conoscere le ragioni del falso è fondamentale se si vuole proporre l’originale, anche se il motivo del contendere è la Storia. Inoltre, ma solo incidentalmente, può capire come si viva a Pergamo (Italia) “trono e dimora di Satana”(Ap 2,13) se si denunciano certe cose.

Come può capire che non è un caso che in Italia (Pergamo) il Consiglio Superiore della Magistratura (CSM) abbia la stessa sigla dei Centri di Salute Mentali (CSM). L’identità di sigla è identità di fini e riassume il sillogismo sovietico:

Chi crede in ciò che non esiste è un pazzo.

Dio non esiste.

Chi crede in Dio è un pazzo

e il gioco è fatto perchè la salute mentale non è di natura, ma di legge: la loro.

Con stima e affetto

Giovanni Parigi

 

 

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