L’ermo colle

leopardiCinquantadue anni sono un numero sufficiente per un retrospettiva che abbia respiro e memoria; ventidue di ricerche hanno egualmente non un senso compiuto, ma dei margini oramai definiti: un prima e un poi.

Ti permette tutto ciò il fatto che a cinquantadue anni hai più passato che futuro, per cui è consigliabile ogni tanto guardarsi alle spalle, perchè oramai la tua vita è lì e la strada è segnata ed è quella percorsa.

Sediamoci allora su un “ermo colle” a guardare la strada percorsa per capire il senso stesso del viaggio. E’ laggiù, ormai, l’inizio del cammino, realmente “di nostra vita” perchè iniziato sui trenta anni.

Dalle stelle alle stalle in una notte, ma con un’idea folle: nei Re c’è Cristo e chi conosce il  blog lo sa: è vero, vero che nei Re c’era e  c’è Cristo, sebbene la Chiesa stessa, oggi, lo neghi pure nei Vangeli, se non con le parole, certamente con i fatti.

Doppiamente solo allora sull’ermo colle, per cui io “nel pensier mi fingo” le morte stagioni”, certo, ma anche “la presente e viva”. Mi fingo una battaglia in cui la gloria è il premio, ma non quella gloria che danno, rispettosamente, i paparazzi no, no quella di Dio, quella che “tanta parte ” dell’umano “orizzonte il guardo esclude”.

Quella gloria che noi cerchiamo è in Sardi, il mondo anglosassone destinatario secondo Apocalisse di una strana lettera, tra la vita e la morte e improvvisate notturne di ladri tanto che ne riconsiglio la lettura, chè non si sa mai.

Nei re c’è Cristo, certo, ma c’è anche Davide che ne è il capostipite di quei Re, per cui “nel pensier mi fingo” un “King’s David fight” una potente tela barocca di cui c’è un originale e una copia. Ed ecco qua il “King’s David fight”: qual è l’uno e quale l’altra?

L’attribuzione della paternità, il riconoscimento dell’originale è fondamentale, perchè Il “King’s David fight” attribuirà la gloria, quella vera. e fior di esperti hanno consumato le loro spesse lenti d’ingrandimento alla ricerca dei particolari rivelatori che tradiscano il falso e attribuiscano l’originalità.

Purtroppo il falsario è di una abilità diabolica e non se ne viene a capo, anche perchè troppi sono gli interessi in gioco. Tuttavia potrebbe essere d’aiuto il fatto che un originale, come una copia, risente sempre dell’epoca in cui è stato prodotto.

Un falsario, per quanto abile, mai potrà riprodurre l’anima del periodo storico che ha prodotto sia l’originale, sia la copia, perchè l’anima di un secolo è irripetibile e conserva gelosamente, come ognuno di noi, i suoi segreti.

Nella mia vita ho compiuto un solo viaggio all’estero, se escludiamo le panchine, giorno e notte, e e sagrati delle chiese di Nizza per alcuni giorni, e quel viaggio fu a Londra ventotto anni fa. Conobbi la metropoli per quaranta giorni all’età di ventiquattro anni, dunque nel 1989.

Ad oggi, lo abbiamo detto, sono passati ventotto anni da allora e qui seduto sull’ermo colle ne cerco il senso di questi ventotto anni. Lo abbiamo trovato nel “King’s David fight” e infatti è proprio quel lontano 1 989 che ci porta di nuovo a Davide, unto re nel 989 a.C., secondo la nostra cronologia.

Ma tu guarda, proprio i Re sono l’inizio del nostro cammino, perchè lì dicevamo esserci Cristo. Quelle notti alla luce di una lampada, passate con carta e penna furono i primi passi, quelli che ci hanno condotti al “King’s David fight” e ciò ci permette di capire e anche di giocare con questi numeri che danno i numeri.

Vogliamo sottrarre, allora, quei ventiquattro anni che ci condussero a Londra, cioè alla chiesa della Gloria, al 989 a.C., primo anno di regno di Davide e ottenere 965, quasi un Cv da carta di “credito”, cosa quanto mai opportuna perchè il “King’s David fight” deve attribuire il credito all’originale.

Di nuovo la prospettiva ci stupisce, perchè il 1 965 è il mio anno di nascita, tant’è che a Londra, a Sardi, sono andato per quaranta giorni all’età di ventiquattro anni, nel 1 989. Chi o avrebbe detto che da quest’ermo colle si vedesse addirittura Londra!

E chi lo avrebbe detto che l’attribuzione del King’s David fight passasse da questi particolari, frutto esclusivo dell’anima di un’epoca che tradisce, inequivocabilmente, sia l’originale che il falso?

Le spesse lenti degli esperti hanno frugato ovunque quelle maledette copie perfettamente uguali, ma solo la sensibilissima mano di un destino cieco era in grado di sentirne i battiti, cioè le pennellate più vibranti.

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