Non sarà facile, non sarà subito

A suo tempo abbiamo parlato diffusamente, affidandoci al calcolo ghematrico, dell’apostasia (ἀποστασία, 2Tes 2,3) che vive la cristianità tutta. Essa è rappresentata da quel 33 d.C. che ha falsato l’intera storia, non solo quella di Gesù.

Se avesse importanza ripetersi lo farei, ma è sufficiente questo breve accenno per introdurre il discorso e parlare di una rifondazione cristiana dopo un’apostasia che potrebbe essere paragonata a un esilio, una lontananza dalla terra e dal diritto natii.

E’ così che diviene interessante il termine ἐντολή (comandamento) quegli stessi che Apocalisse 12,17 cita come decalogo per i figli della donna perseguitati dal drago precipitato a terra.

Εντολή ha un valore ghematrico di 463 che segna, se ridotto a un calendario, il 463 a.C. cioè il secondo anno del rientro a Gerusalemme di Esdra ( Esd 3,6-8)) secondo la nostra cronologia, quando sono gettate le fondamenta del tempio.

Metaforicamente esse rappresentano le fondamenta morali di quella discendenza della donna che ha di nuovo fatto suo il decalogo per una rifondazione cristiana il cui fine è il ristabilimento del culto legittimo, quasi di uno “spirito e verità” (Gv 4,23) ancora possibili dopo la caduta del drago dal cielo, cielo, il suo, simbolo di una religiosità apostata perchè solo stereotipo, rito.

Come abbiamo  notizia di nemici che ostacolarono la ricostruzione del tempio (Esd 4,1), così abbiamo notizia, data la persecuzione che il drago scatena contro la discendenza (Ap 12,17), del tentativo del male di ostacolare il ripristino del culto legittimo.

Di per sè post semplice, esso però ha una valenza ben superiore al contenuto, perchè tutti ancora imbevuti del clima apostata non sanno a cosa vanno incontro. Quel decalogo lo abbiamo infranto tutti e basta un semplice esame di coscienza per capirlo.

Certo, siamo giustificati dal clima che abbiamo vissuto, ma ciò non toglie l’obbligo di un rientro spirituale non dall’esilio, ma dall’apostasia. Quando alcuni o molti decideranno di rientrare nella Gerusalemme dei Padri, si renderanno conto di quali e quanti nemici dovranno affrontare, perchè il drago capirà al volo che:

o non vuoi più rubare (anche il posto di lavoro  se è frutto di raccomandazione è un furto, perchè magari lo hai tolto a uno più capace e meritevole se non addirittura più bisognoso; come è un furto la mancanza della fattura)

O che non vuoi più essere adultero.

O che non vuoi più mentire.

O che non vuoi più bestemmiare o uccidere

o che, come un padre del deserto, non vuoi più semplicemente ridere e allora susciterà la tua ilarità per farti cadere.

Una vita d’inferno, insomma, con tantissimi nemici e falsi amici pronti a farti la pelle non la festa perchè peccatore pentito. E’ così signori, potete scommeterci la testa e i grani dei milia rosari che avete recitato e che vi hanno fatto sentire santi, quando non lo eravate. Disilludetevi “non è mai stato facile, non è mai stato subito” come vi hanno fatto credere.

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