Romani 8,33: “adesso chi accuserà se Dio giustifica?”

porcellinaAlla luce degli ultimi due post (qui e qui) dedicati al capitolo 8 versetto 33 del Nuovo Testamento, mi è venuta la voglia di censirlo per intero, comprese le lettere paoline, di Pietro, Apocalisse etc, alla ricerca di altri cap 8 v 33.

Lo sappiamo,oramai, quella nota bibliografica è un j’accuse biblico senza appello se la Bibbia, per bocca degli accusatori di professione, è ispirata. Esso riassume l’adulterio che si è consumato sulla testa di Gesù, costretto a cambiare la Sua amatissima tunica con una giacca sportiva dai gomiti in pelle, affinchè quelle corna che Gli gli hanno messo non sfigurino.

La ricerca di quel versetto ha partorito soltanto un altra nota, contenuta in Romani 8,33 la quale recita “Chi accuserà gli eletti di Dio? Dio giustifica”. Eh sì, cari “romani” avete ben poco da accusare, nonostante che le vostre vittime molto spesso non siano gli eletti di Dio, ma semplici coglioni..

Infatti quella frase mi piace leggerla così “Chi accuserà [se] Dio giustifica?” perchè solo così  il pensiero può andare a Gv 8 e a quella povera donna messa lì in mezzo in maniera pretestuosa: si accusa lei, ma si vuole accusare Lui e per di più per mezzo di una giustizia pubblica uterina, senza cioè raziocinio e discernimento: non una casta Susanna, dunque, ma una povera Susanna, sebbene quella giustizia uterina sia la stessa e  faccia sempre comodo, se manipolata a dovere.

Ve la ricordate la scena dell’adultera? e la domanda che Gesù pone la ricordate? “Chi è senza peccato scagli per primo la pietra” e…via tutti con la coda tra le gambe, come cani, perchè sapevano che la gragnola sopra le loro teste era bell’e che pronta.

Ce ne è uno, sapete, di agnello immacolato, uno, tutti gli altri sono più o meno chiazzati e senza tirare in ballo Paolo secondo cui “tutti in Adamo abbiamo peccato” (Rm 5,2). Per cui mettete da parte l’incenso al mattino. Dimenticate quelle generose volute a cui eravate abituati: ce ne è uno di agnello immacolato, tutti noi, come scrive Apocalisse, siamo accusabili, tant’è che Giovanni è chiaro quando scrive che l’accusatore dei nostri fratelli è stato precipitato a terra, “colui che li accusava giorno e notte” (Ap 12,10), cioè il diavolo. Proprio lui, proprio lui accusa!

Insomma chi accuserà adesso dopo aver visto il letto immondo, quel 33 d.C. in cui giace la chiesa? Sarà la chiesa? Beh, se si ritiene senza peccato scagli per prima la pietra… Pietro. Può essere, ci vuol coraggio, ma può essere; come può essere che con quelle pietre che riceverà in cambio costruisca un altra S. Pietro e ancora più grande, perchè del maiale, come della troia, non si butta nulla (ah i proverbi: sempre eleganti e mai inopportuni, come il silenzio).

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