I trenta denari di Asa, Gerusalemme e Giuda

trenta denariQuesto sarà un post molto breve che ha la pretesa di fornire un’ulteriore prova di quanto scritto ieri a proposito del passo dell’adultera, quando cioè Gesù scrive per terra. Abbiamo visto che non è tanto importante -almeno per ora- sapere cosa scrivesse, quanto il simbolismo del gesto che richiama un dito particolare: l’anulare perchè con quello Gesù scrive.

L’adultera, allora, offre un contesto per un esame molto più profondo, perchè quell’adultera rappresenta Gerusalemme che ha tradito Dio con Mammona. Lo stesso calcolo ghematrico ci conduce a una conclusione del genere perchè Δᾰκτῠλιος  + γῆ ha un valore di 852 che noi interpretiamo secondo un calendario ottenendo 852 a.C., 36°-37° anno di regno di Asa secondo la nostra cronologia dei Re, quando cioè Asa, per disfarsi dei nemici, ricorre al tesoro del tempio e non a Dio.

La coincidenza dei due contesti diviene allora sorprendente, perchè se Asa attinge al tesoro del tempio, Gesù tiene il suo discorso, quello cioè descritto dall’intero capitolo 8 di Giovanni, nella sala del tesoro.

Ma non c’è solo un tradimento nelle pagine evangeliche, infatti pure Giuda tradì e per denaro, di nuovo. I suoi 30 denari sono passati alla storia come epiteto da rivolgere ai traditori di tutte le risme che per denaro consegnano colui che è la Verità, la Via e la Vita, tradendo in sol gesto i cardini della vita cristiana, quasi un Padre, un Figlio e uno Spirito santo domestici.

Diviene allora estremamente curioso interrogarci sul valore ghematrico di τριάκοντα (trenta, Mt 26,15) che non a caso è 852 come 852 era il valore ghematrico della locuzione greca che riassumeva l’atto di scrivere di Gesù. Δᾰκτῠλιος  + γῆ e τριάκοντα hanno un identico valore ghematrico, come a significare che l’unico vero tradimento nei confronti di Dio è sostituirLo, piccoli e grandi, con Mammona, ben oltre insomma il senso spicciolo di un paio di corna che verosimilmente l’adultera e l’adultero, rimasto incredibilmente tranquillo al bar sebbene l’adulterio si consumi in due, avevano messo.

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